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Scritto da Redazione
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27 Marzo 2021

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Pier Luigi Ferrenti, presidente regionale AICS, interviene con un altro articolo particolarmente 'tosto' sullo stato attuale di salute dello sport:

Gentile direttore, 

chiedo ancora ospitalità alla Sua testata per affrontare nuovamente l'argomento dello “stato di salute” dello sport in tempo di pandemia, e della considerazione in cui la pratica sportiva di base è tenuta dalle istituzioni, a tutti i livelli. 

Sarò monotono e noioso, ma non è solo per il ruolo che rivesto che torno sempre sullo stesso tema: da atleta, da arbitro, da dirigente sportivo, in certi anni di gioventù tutte e tre le cose insieme, sono quasi sessant'anni che anch’io, come lei, ne sono innamorato. E mai come adesso, anche nei momenti più difficili della storia del dopoguerra di questo Paese, lo sport di base ha rischiato, come oggi, di non avere più chi lo organizza e chi lo pratica. 

L'occasione è data dal Consiglio Comunale che si è tenuto a Lucca martedì 23 marzo: leggendo i resoconti dei lavori, non può che far piacere constatare che, stavolta, il tema sport non è stato trascurato. In particolare, a mio parere, sono nel merito molto apprezzabili gli interventi di alcuni consiglieri, (Del Greco, Barsanti, Leone, in particolare), così come l'ordine del giorno che poi è stato votato da tutto il Consiglio.

“C'è voglia di tornare a praticare sport”, si è detto, “serve un new deal mirato alle strutture sportive” e poi ancora:”lo sport è una componente fondamentale della città e non averne parlato in un Consiglio dove si ragionava del futuro della città è stato un errore”. E, infine, “si deve pensare alla città del dopo Covid come una città attenta alle esigenze del mondo sportivo, plasmata su di esso”. Concetti e prese di posizione che non possono che essere apprezzati e condivisi. 

Non so se il mio intervento critico sul Consiglio che si era tenuto il 25 febbraio, e il bel rilievo che lei ne ha dato sulla sua testata, sono serviti a ciò, almeno un po': me lo auguro, perché ciò significherebbe che recuperare sintonia su questi temi è sempre un bel risultato. Ma non ha importanza. Quello che davvero è importante è che dopo questa assunzione di impegno dei rappresentanti della nostra comunità, si cominci adesso a lavorare sodo per trasformare le buone idee e le buone intenzioni in atti concreti. 

Intendiamoci, non è solo un ragionamento che si deve fare per la nostra città: vale per tutto il territorio provinciale, vale per tutto il territorio regionale. Ripartire, a mio parere, significa non accontentarsi di rifare quello che già c'era, ma provare invece a cambiare marcia. 

Un paio di idee, che non hanno la pretesa di essere originali, ma che potrebbero essere forse utili. La prima: utilizzare il 110 per cento per riqualificare tutti gli impianti sportivi pubblici: le ASD che gestiscono gli impianti non possono però fare tutto da sole; gli enti locali, proprietari delle strutture, devono dare loro una mano, aiutarle nella progettazione, nella scelta delle soluzioni migliori e così via. Porterò nel CONI regionale, del quale sono un Consigliere, questa proposta, e lo farò anche con l’ANCI. Non sarebbe male cominciare a metterla in pratica nella nostra città. 

La seconda: attrezzare il maggior numero di aree pubbliche (parchi, fiumi, aree collettive) per consentire ai cittadini di fare sport gratuitamente e all'aria aperta; fare convenzioni con le ASD perché forniscano, in cambio di risorse certe, istruttori e preparatori, e organizzino attività, gratuite e aperte a tutti. 

E infine: è indispensabile che per le associazioni e società sportive che pagano affitti e utenze, o gestiscono impianti, si impegnino risorse di bilancio che le aiutino a non cessare l’attività. Ma soprattutto, e qui sono richieste da fare ad altri livelli di governo, è indispensabile che gli impianti sportivi, al pari delle aule scolastiche, siano di nuovo tutti aperti, e da subito. 

Sono d’accordo con lei: cambiano i governi, ma non cambia purtroppo l’incapacità ad affrontare questi due enormi problemi e forse addirittura a capirne fino in fondo l’importanza.

 

 

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