Anno XI 
Lunedì 12 Ottobre 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
12 Ottobre 2026

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Con pervicace facciabronzismo Tito Boeri e Pasquale Tridico, già presidenti dell’INPS, ci dicevano che gl’immigrati avrebbero pagato le pensioni agl’italiani e risanato il derelitto welfare italico, devastato anche dalla già-ministro Elsa Fornero a fronte di alti lai d’allora e d’oggi. Beh, oggi è chiaro che ogn’immigrato ci può costare un ricongiungimento di consorte – cui dovranno essere devoluti sussidi e bonus bebè qualora – nel rispetto della sua tradizione religiosa, decida di non sottoporsi a stress lavorativo, e assistenza sanitaria pressochè gratuita. È altresì garantito ad entrambi di farsi raggiungere dai rispettivi genitori, veri o tutti da dimostrare, che richiederanno pensione sociale e assistenza sanitaria cost-free. Infine, nel rispetto dell’esigenza di mantenere le relazioni sociali, l’allegra famigliola ha diritto a ricevere visite dal paese natìo. Tali ospiti, ove avvertano qualsivoglia malessere, previa visita medica presso “Guardia Medica”, potranno accedere ai Pronto Soccorso del Bel Paese, compilare dichiarazione d’indigenza, ed essere curati anche per patologie che conoscevano benissimo di soffrire prima di abbandonale l’avita magione, al costo di ticket regionali, al massimo. Riceveranno in genere anche una sorta di permesso di soggiorno provvisorio di 6 mesi, utili alla bisogna per eclissarsi e alimentare delinquenza e illegalità.

E poi ci chiediamo se ce la faremo a mantenere il welfare attuale, lamentandoci delle file interminabili per prenotare una risonanza magnetica. Cos’ facendo s’addita a responsabile la sanità pubblica. Un po’ come incolpare l’ignaro annegato nella tracimazione di una diga mal costruita, che crolla rovinosamente.

Quel che la politica nel tempo non ci ha descritto, e a dire il vero manco il giornalismo d’inchiesta in stile Report, è la mostruosa falla determinata da un sentimento encomiabile di generale fratellanza e disponibilità. Che sarà anche da ammirare, ma collide frontalmente con le possibilità – comunque limitate – di una qualsiasi società. Ancora adesso non so dire se il silenzio al riguardo fosse legato a benedetta ignoranza, o a consapevole intendimento volto a contentare gruppi sociali compresi fra l’integralismo cattolico, lo spirito missionario e il radical-comunismo. Tant’è che oggi si dice che l’attuale welfare non sia più sostenibile a lungo, dribblando l’ultimo ostacolo: la ragione di tale situazione.  

Ricordo che negli anni ’50 e ’60 dello scorso secolo si passò alla sanità gratuita, e le medicine erano presenti in intere buste della spesa nelle case degl’italici figli. I medici di famiglia ci sguazzavano e le case farmaceutiche facevano a gara a offrire, a loro e consorti, congressi informativi nelle migliori località turistiche, pagati dalle casse dello Stato che spesava scatole di pillole che finivano sovente – a scadenza – in discarica. In seguito chi ci governava comprese che non fosse un sistema sostenibile e iniziammo a pagare ticket un po’ su tutto. Pertanto il processo di assistenzialismo – ripeto, meritorio negli obbiettivi – non è irreversibile. Trova un limite logico nelle possibilità, che infinite non sono mai, assomigliando piuttosto ad una coperta eternamente corta.

Lasciare le cose in questo stato può portare solo ad un’ulteriore erosione generalizzata delle prestazioni erogate, colpendo gl’italiani i cui avi hanno messo insieme – bene o male – quest’Italia, gli stranieri regolari che pagano i contributi, e pure quelli che non li pagano, ma accorrono nel Paese di Bengodi.

E allora cosa proporrei?

Ricongiungimenti familiari sì, ma vincolati alla dichiarazione degli affezionati figli di provvedere ai propri genitori, cui va essere negato il diritto d’accedere a qualsivoglia pensione sociale, in assenza di pagamento di contributi e/o cospicua presenza sul territorio nazionale, durante il quale con attività domestiche e magari volontariato abbiano contribuito alla crescita sociale italiana..

Pagamento delle spese sanitarie a cura dello straniero che non versa contributi per l’italica sanità, come del resto accade in Svizzera allo sfortunato italiano che finisca ricoverato in un nosocomio elvetico.

Il primo effetto, scoperto che il Paese di Bengodi abbia iniziato ad offrire meno godurie, sarà una riduzione di questi ricongiungimenti. Il secondo, la riduzione delle spese a favore di parassiti che nulla danno all’Italia, e tutto “assuccano”. Tali economie, reinvestite nel welfare di chi ne ha diritto, porteranno ad un miglioramento dei servizi per questi ultimi.

Non ci vuole poi molto, no?

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