Anno XI 
Lunedì 28 Settembre 2026

Scritto da Redazione
Politica
22 Aprile 2020

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Roberto (nome di fantasia) è un aderente di Potere al Popolo Lucca che, suo malgrado, si è trovato negli anni passati in una situazione di grave difficoltà economica, arrivando a perdere la casa e a passare più di una notte per strada. Per molto tempo ha anche trovato rifugio nell'immobile di via dell'Angelo Custode 33, toccando con mano le minacce e le violenze messe in atto dai gestori - non i proprietari - che mensilmente gli estorcevano 250 euro a nero per vivere in una situazione di assoluto degrado. Ecco il suo racconto: 

L’anno scorso avevo perso il lavoro e subìto uno sfratto, quindi mi sono messo a cercare degli alloggi temporanei. Su internet tutti gli annunci per case condivise e posti letto a prezzo contenuto rimandavano alle persone che gestivano quello scantinato in via dell’Angelo Custode 33, così a dicembre ci sono entrato per la prima volta.

Il fondo era in condizioni disastrose: si trattava di uno stanzone unico, il lavandino era rotto e l’acqua arrivava fino al corridoio. Poco dopo il mio arrivo hanno messo degli armadi come divisori creando “stanze” da 6 posti letto. Non c’era cucina, il bagno era un disastro, gli inquilini cucinavano con piastre elettriche personali, mancavano frigoriferi, nessuna privacy. La luce mancava anche per lunghi periodi, così come l’acqua corrente.

Gli altri inquilini erano quasi esclusivamente immigrati. Ogni “stanza” da 6 era riservata ad una nazionalità: marocchini, afghani, pakistani. Quasi subito comunque ho capito che via dell’Angelo Custode era una specie di base di smistamento verso altri alloggi riconducibili tutti agli stessi gestori.

Per esperienza diretta so, infatti, che ci sono almeno altri sei alloggi. Sono in condizioni un pochino migliori del fondo di via dell’Angelo Custode e gli inquilini vi vengono mandati quando riescono a pagare una cifra maggiore, oppure quando iniziano a lavorare per G. V., il gestore.

G. V. è colui che, attraverso varie società e prestanome, gestisce tutta la rete degli alloggi, oltre a condurre altre attività truffaldine sempre in campo immobiliare in collaborazione con altri soci italiani.

Agli inquilini a volte offre lavori normali (anche se a nero), tipo imbiancatura, lavori da elettricista, idraulica, traslochi. Poi ci sono i lavori meno leciti: quando vede che una persona è disponibile, gli offre di diventare uno dei suoi scagnozzi. Controllo degli inquilini, minacce, riscossione degli affitti con metodi intimidatori.

G. V. cerca sempre di avere almeno uno dei suoi in ogni struttura, per vigilare e intervenire dove necessario. Aveva offerto anche a me di farlo ma io mi sono rifiutato.

Alle donne, soprattutto se carine, vengono offerti lavori di “intrattenimento”, nonché collaborazioni con potenziali clienti per ampliare il giro d’affari. Il resto ve lo potete immaginare.

Chi accetta di lavorare per lui spesso non deve più pagare l’affitto, chi invece si rifiuta e non può pagare viene buttato per strada.

Ogni volta che qualcuno firma un contratto semiregolare (che fosse di affitto o di lavoro in una delle sue società) gli fa firmare anche dei fogli in bianco. Questi fogli poi li utilizza in vario modo: fa accendere volture a nome degli inquilini per non figurare in prima persona, chiede prestiti a Findomestic che poi incassa lui. In tale modo si è creato una serie di prestanome ricattabili e lui estende la sua rete di affari esponendosi il meno possibile.

Abbiamo provato a denunciare questo stato di cose, ma purtroppo non è facile: io personalmente sono stato chiamato da membri delle forze dell’ordine e ho rilasciato molte dichiarazioni, ma poi non ne ho più saputo niente. Dovete capire che è difficile esporsi quando si è vulnerabili e ricattabili: nonostante tutto io non avevo altra scelta se non continuare ad abitare negli alloggi riconducibili a G. V., e lui ci ha sempre detto di non avere paura di niente, di avere molte conoscenze e protezioni.

 

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