Il dibattito sull'asse di penetrazione di Viareggio torna ancora una volta al centro della discussione pubblica dopo il parere negativo espresso dagli uffici del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli sul progetto della cosiddetta "pista" destinata al passaggio dei trasporti della nautica.
In questo contesto Fratelli d'Italia ribadisce con chiarezza la propria posizione: la città non può restare bloccata all'infinito da un sistema di veti incrociati e da una visione ideologica e strumentale del concetto stesso di sviluppo. Il tracciato previsto a sud dello stadio, oggi contestato e oggetto di rilievi da parte del Parco, nasce proprio con l'obiettivo di trovare un equilibrio tra le esigenze della Darsena e l'ambiente circostante, perché se è vero che è previsto un consumo di suolo - seppur limitato - è altrettanto vero che la situazione attuale, così come ogni altra soluzione alternativa "a nord", comporta ingorghi e lunghe code, e i gas di scarico non sono certo ad "impatto zero".
La "Via del Mare" dovrebbe collegare la Darsena e il comparto della cantieristica con la rete viaria principale, permettendo il passaggio delle imbarcazioni e dei trasporti eccezionali senza congestionare il quartiere, ma non solo, l'infrastruttura, che secondo la nostra visione dovrebbe essere totalmente carrabile e non "ad uso limitato", sarebbe importante anche per i tanti lavoratori, residenti e studenti della Darsena. Si tratta quindi di un intervento fondamentale per sostenere uno dei settori economici più importanti del territorio, quello della nautica, che rappresenta una vera eccellenza internazionale.
Eppure, dopo anni di studi, di conferenze di servizi e di confronti tecnici, ci troviamo ancora una volta davanti al rischio di un nuovo stop. È un copione che a Viareggio si ripete troppo spesso: ogni volta che si prova a realizzare un'infrastruttura strategica, emergono ostacoli politici, pareri contrastanti e rinvii che finiscono per bloccare qualsiasi decisione. E così si frenano gli investimenti e si spingono le aziende verso altre realtà dove trovano condizioni più favorevoli. Un danno per tutti.
Il problema però non è soltanto tecnico, è anche politico.
Il Parco è un ente che fa capo alla Regione Toscana, guidata dal Partito Democratico, e negli ultimi anni numerosi sono stati i terreni di scontro con Viareggio. È legittimo allora chiedersi perché, dopo così tanto tempo, non si sia ancora arrivati a una soluzione condivisa e definitiva, non a caso anche i rappresentanti territoriali del PD variano la propria posizione sul tema al variare dello scenario. Allo stesso tempo il nuovo piano di gestione del Parco, molto atteso per le "aperture" sulle Marine è perso nei corridoi della Regione, contribuendo ad alimentare incertezza e conflitti. E a bloccare la Città.
Il risultato è che Viareggio rimane sospesa in una sorta di limbo amministrativo: da una parte si riconosce l'importanza strategica dell'asse di penetrazione — tanto che sono stati previsti anche finanziamenti pubblici — dall'altra si continua a rinviare ogni decisione concreta e funzionale, riesumando ogni volta alternative che si limitano a spostare il problema senza risolverlo.
Fratelli d'Italia ritiene che la tutela dell'ambiente sia un valore imprescindibile, ma non può diventare un alibi per bloccare lo sviluppo economico della città, tanto più se poi gli stessi Enti che oggi come ieri mettono i paletti per quest'opera, da anni mancano di risposte serie su situazioni ben più gravi, come le condizioni del lago di Massaciuccoli, gli sversamenti dell'area dell'ex discarica delle Carbonaie, ma anche le pinete ormai inaccessibili per mancanza di controlli e manutenzione praticamente inesistente. Viareggio non può restare ostaggio dei giochi di potere di una certa sinistra.
Lo scrivono in una nota i consiglieri di Fratelli d'Italia di Viareggio Marco Dondolini, Carlalberto Tofanelli e Alberto Pardini