Papa Leone XIV ha ricevuto parole cariche di disprezzo sui suoi messaggi di pace, alle quali ha risposto con il garbo di chi non ha posizioni politiche da difendere, ma solo la novità perenne del vangelo da annunciare.
Il Papa non ha aerei militari, non impone dazi, Ha solo una croce, due occhi che hanno visto le guerre, e una lingua che dice ‘basta’ quando i potenti tacciono.
Trump vorrebbe “trasformare la fede in un’arma di partito, il Vangelo in un tweet, la morale in un’udienza da camera ardente”, mentre il Papa “fa il Papa quando dice che la guerra è una vergogna, la Chiesa non è un partito, non nasce per contare ma per custodire, non si impone con la forza, sta dove la vita si spezza. Lá dove qualcuno rischia di non essere visto.
Papa Leone XIV ha pregato, ha chiesto Pace senza aggiunte, senza strategie.Pace.
Ha parlato l’unica lingua che conosce: quella del Vangelo, una lingua che non si lascia addomesticare, che non cambia accento a seconda di chi governa o comanda.
Così il Segretario di Libertà è Democrazia, Giancarlo Affatato: “Ritengo doveroso ribadire che il ruolo del Papa, in quanto guida spirituale e vicario di Cristo, è quello di promuovere la pace e il dialogo in ogni circostanza. Per questo motivo, le recenti dichiarazioni del Presidente Trump mi hanno profondamente colpito. Ho sostenuto la sua elezione, ma ritengo che in questo caso siano stati superati limiti che non dovrebbero essere oltrepassati nel rapporto con una figura religiosa di tale rilevanza.
Il Papa è stato scelto dal conclave e risponde alla sua missione pastorale, non a logiche politiche esterne. Sarebbe auspicabile un gesto di riconciliazione, un passo che possa ristabilire un clima di rispetto reciproco e favorire un cammino di pace, che resta la responsabilità primaria di ogni leader, religioso o In questo giorno Papa Leone XIV ha ricevuto parole cariche di disprezzo sui suoi messaggi di pace, alle quali ha risposto con il garbo di chi non ha posizioni politiche da difendere, ma solo la novità perenne del vangelo da annunciare.
Il Papa non ha aerei militari, non impone dazi, Ha solo una croce, due occhi che hanno visto le guerre, e una lingua che dice ‘basta’ quando i potenti tacciono.
Trump vorrebbe “trasformare la fede in un’arma di partito, il Vangelo in un tweet, la morale in un’udienza da camera ardente”, mentre il Papa “fa il Papa quando dice che la guerra è una vergogna, la Chiesa non è un partito, non nasce per contare ma per custodire, non si impone con la forza, sta dove la vita si spezza. Lá dove qualcuno rischia di non essere visto.
Papa Leone XIV ha pregato, ha chiesto Pace senza aggiunte, senza strategie.Pace.
Ha parlato l’unica lingua che conosce: quella del Vangelo, una lingua che non si lascia addomesticare, che non cambia accento a seconda di chi governa o comanda.
Così il Segretario di Libertà è Democrazia, Prof. Arch. Giancarlo Affatato: “Ritengo doveroso ribadire che il ruolo del Papa, in quanto guida spirituale e vicario di Cristo, è quello di promuovere la pace e il dialogo in ogni circostanza. Per questo motivo, le recenti dichiarazioni del Presidente Trump mi hanno profondamente colpito. Ho sostenuto la sua elezione, ma ritengo che in questo caso siano stati superati limiti che non dovrebbero essere oltrepassati nel rapporto con una figura religiosa di tale rilevanza.
Il Papa è stato scelto dal conclave e risponde alla sua missione pastorale, non a logiche politiche esterne. Sarebbe auspicabile un gesto di riconciliazione, un passo che possa ristabilire un clima di rispetto reciproco e favorire un cammino di pace, che resta la responsabilità primaria di ogni leader, religioso o politico.”



