Anno XI 
Martedì 29 Settembre 2026

Scritto da Redazione
Politica
02 Agosto 2026

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“Ci sono gesti che non possono essere liquidati come semplici bravate o provocazioni: lo striscione che celebra il compleanno di Benito Mussolini, esposto davanti allo stadio della città, non riguarda soltanto una tifoseria, ma interroga tutta la comunità. Lo sport è un luogo di incontro, di rispetto, di educazione, di appartenenza; non può diventare il palcoscenico della propaganda fascista, né lo stadio può trasformarsi in un simbolo di nostalgie autoritarie che offendono la nostra costituzione e la storia democratica del paese”. Esordisce così Lucca è un grande noi.

“Ci rivolgiamo alla stragrande maggioranza dei tifosi lucchesi e ai vertici societari: sappiamo che non si riconoscono in questi gesti, è il momento di dirlo con chiarezza. Non si può lasciare che pochi parlino a nome di un'intera comunità sportiva. Ci rivolgiamo anche alla città: difendere i luoghi pubblici significa difenderne il significato. Uno stadio, una piazza, una scuola non sono muri qualsiasi su cui affiggere un'ideologia, ma sono spazi condivisi, nei quali una comunità si riconosce e cresce. Se permettiamo che vengano occupati dall'intolleranza, dall'apologia della dittatura o dalla violenza simbolica, stiamo rinunciando, un passo alla volta, alla qualità della nostra convivenza”, prosegue la lista civica.

“Dispiace constatare che, ancora una volta, da parte dell'amministrazione comunale non arrivi alcuna parola di condanna. Il silenzio delle istituzioni cittadine non è mai neutrale: rischia di essere percepito come indifferenza e finisce per creare un clima nel quale certi comportamenti si sentono legittimati a ripetersi. Noi scegliamo un'altra strada: quella della memoria, dell'educazione e del coraggio civile. Perché il fascismo non è un'opinione tra le altre: è una pagina tragica della nostra storia che ha negato libertà, diritti e dignità a milioni di persone- denuncia ancora la nota- Per questo chiediamo un sussulto alla città tutta. La libertà non è un'eredità che si conserva da sola: va custodita ogni giorno, anche quando qualcuno prova a banalizzare il fascismo con uno striscione o a travestire la nostalgia da folklore. Perché il fascismo non è mai stato folklore: è stata una dittatura. E se c'è chi continua a fare gli auguri a Mussolini, noi continueremo a fare una scelta diversa: ricordare, testimoniare e difendere la costituzione nata dalla resistenza. Non per alimentare divisioni, ma perché senza memoria non esiste libertà, e senza libertà non esiste una comunità degna di questo nome”.

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