"Il sindaco è d'accordo con la posizione di Difendere Lucca, alias Casapound, che ha invitato pubblicamente la cittadinanza a segnalare presunti episodi di negazionismo commessi dagli insegnanti dentro le scuole? È questo il pensiero del primo cittadino, degli assessori, dei consiglieri comunali in merito all'insegnamento, ai docenti e alle scuole lucchesi? Qui si sta superando un confine invalicabile, non prendere le distanze da queste parole significa sostenerle implicitamente".
Torna sull'argomento la segreteria comunale del partito democratico lucchese.
"Difendere Lucca, alias Casapound, non sa più cosa dire e nell'imbarazzo suscitato, probabilmente anche dentro l'amministrazione comunale di cui fa parte, trova il modo di rilanciare quanto partorito: segnalare (non si sa bene a chi, forse ai valenti consiglieri o magari direttamente al vicesindaco) i docenti che, secondo l'insindacabile giudizio di Difendere Lucca, sbagliano. Come partito democratico e come cittadini lucchesi ribadiamo con forza che anche solo pensare una cosa del genere significa oltrepassare un confine non superabile".
"La libertà di insegnamento è un principio costituzionale. La caccia alle streghe, tradotta nella richiesta di segnalare i docenti, non appartiene alla tradizione democratica della nostra città.
Difendere Lucca alias CasaPound confonde le mele con le pere e pensa che appropriarsi del Giorno del Ricordo sia una scelta saggia. Non lo è. Il Giorno del Ricordo è di tutti: anche di chi condanna il regime di Tito e le foibe ma al tempo stesso ritiene doveroso interrogarsi sul contesto storico in cui quei fatti maturarono".
"Ricordare che la fascistizzazione dei Balcani fu criminale non significa sminuire il dramma degli esuli, né la ritorsione che si abbatté su di loro dopo la sconfitta dell'Italia nella guerra - continua la nota - Significa, al contrario, assumersi la responsabilità di comprendere la storia nella sua interezza. Studiare il contesto non equivale a giustificare: equivale ad approfondire. Il Giorno del Ricordo deve essere celebrato per ciò che è: la memoria di un dramma assoluto avvenuto in Istria e Dalmazia. Un dramma che riguarda direttamente anche Lucca, città che accolse un gran numero di esuli, oggi nostri concittadini. Tutti noi abbiamo amici, conoscenti, talvolta parenti che portano nella propria storia familiare quella ferita".
"La scuola è il luogo del confronto, non della delazione - continua la nota -. L'insegnante può essere criticato, valutato, contestato nelle sedi opportune. Ma incoraggiare la segnalazione pubblica come metodo di vigilanza è inaccettabile. E non riuscire a distinguere tra una scritta offensiva su un muro o in un bagno pubblico, grave e da condannare senza ambiguità, e la richiesta pubblica di segnalazioni e delazione promossa da una forza che fa parte alla maggioranza cittadina che amministra la città è francamente imbarazzante".
"Chiediamo quindi nuovamente con chiarezza: quali assessori e consiglieri hanno firmato o avallato questa proposta? Il vicesindaco Barsanti condivide l'idea che nella nostra città si instauri un clima di sospetto nei confronti dei docenti? Cosa ne pensa l'assessora alla scuola Testaferrata? Torniamo a chiedere al sindaco Pardini una presa di posizione netta e precisazioni pubbliche. La memoria si onora con lo studio e con il pluralismo. La democrazia si difende con la libertà, non con le liste di proscrizione".
Segreteria Dem Lucca: "Difendere Lucca sostiene la delazione nei confronti della scuola. Quali assessori e consiglieri di maggioranza si allineano a questa posizione? Il sindaco come la pensa al riguardo?"
Scritto da Redazione
Politica
13 Febbraio 2026
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