Anno XI 
Mercoledì 13 Maggio 2026

Scritto da Claudio Pardini Cattani
Politica
15 Gennaio 2026

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Visto che siamo stati chiamati in causa dal comitato ”Per Lucca e i suoi paesi” questo Comitato rileva che il sedicente comitato "Per Lucca e i suoi paesi",  ha la coda di paglia,  se la suona e se la canta. Passiamo oltre.

Il Comitato "Amici di Lucca e i suoi Paesi" si ispira e si propone di percorrere la strada tracciata  dalla "Società Amici di Lucca", che nella prima parte della seconda metà del secolo scorso vide personaggi lucchesi come Eugenio Luporini, C.L.Ragghianti, P.C. Santini, impegnarsi per salvaguardare la bellezza e rendere vivibile la nostra Lucca.

Il problema della mobilità nell'area lucchese rappresenta uno dei focus su cui ci siamo impegnati da tempo, a partire dalla battaglia vinta contro il famigerato "Lotto Zero" della Lucca Modena, voluto agli inizi degli anni 2000 dal governo Berlusconi. Anche quella era un'opera che avrebbe sconquassato il territorio lucchese e distrutto le sue Colline.

Quella battaglia fu vinta dalla popolazione dell'Oltreserchio che in massa si mobilitò contro il partito della cementificazione e della distruzione dei Territori.  In quella occasione, mentre il Comune di Lucca governato dal centro destra era favorevole, la Regione Toscana osteggiò tale opera. Con la caduta del governo Berlusconi e il cambio dI governo, il "lotto zero" fu cancellato.

Oggi ci troviamo di nuovo a combattere per impedire lo scempio rappresentato dall'asse nord-sud, una striscia di asfalto larga circa 20 metri, molto di più con i terrapieni, lunga 7 km dal costo esorbitante di 26 milioni a km, triplicato dal momento in cui è stato proposto, una decina di anni fa.

Un'opera il cui tracciato insiste sul paleoalveo del Serchio, con importanti criticità idrogeologiche, ambientali, paesaggistiche, urbanistiche. Un'opera capace di scompaginare, in maniera irreversibile la Piana lucchese, il tessuto connettivo periferico di Lucca e Capannori, che verrebbe tagliato in due, con un impatto catastrofico.

Esistono alternative a questo scempio che impongono un cambio dI paradigma, passando dalla mobilità su gomma a quella su rotaia, per merci e persone, un'implementazione dei mezzi pubblici, la realizzazione di una metropolitana di superficie, di area vasta, recuperando anche il percorso del tratto ferroviario dismesso verso Pontedera, tutto ciò porrebbe le premesse per decongestionare dal traffico l'area metropolitana lucchese, estesa fino ad Altopascio, e riorganizzare una mobilità sostenibile e meno inquinante, corredata anche da percorsi ciclabili sicuri. 

 

( sotto stralcio del PRGC del 1958 con l'allora tracciato dell'asse nord-sud: prima foto area urbana di Lucca; seconda foto area urbana di Ponte a Moriano )

 

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