Anno XI 
Venerdì 27 Marzo 2026

Scritto da Carmelo Burgio
Politica
14 Maggio 2025

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In Svizzera la democrazia diretta, il referendum, è mezzo frequentemente utilizzato, in quanto si attribuisce enorme importanza alla volontà popolare. In Italia, diciamocelo pure, non interessa – la volontà popolare – visto che da quel dì che ci hanno tolto la possibilità di esprimere le preferenze. A proposito, una volta era il criterio del vecchio PCI: nel rispetto del principio marxista-leninista del partito-guida. La segreteria metteva in lista, in ordine d’importanza, gli eleggibili, non si davano preferenze, e si accedeva agli scranni in ordine di precedenza. Oggi il sistema è benedetto da tutti, chissà perché?

Quindi viene da sorridere che oggi l’oppiosuzione invochi che tutti si vada a votare.

Non è questione di considerare “reato” o “illecito morale” l’astensione, né val la pena di rammentare che in altre precedenti tornate referendarie illustri personaggi della sinistra abbiano chiesto agli elettori di starsene sotto l’ombrellone, per mandare a monte il referendum privandolo del quorum. Del resto ci sta che si rivedano le posizioni, e chi sosteneva – ed era sostenuto – dal Presidente Napolitano, potrebbe oggi aver maturato la convinzione che quegli inviti a non andare alle urne fossero immorali, come lo sono oggi quelli promananti dalla destra.

Non credo sia neppure il caso di battere sul fatto che – sostanzialmente – 4 dei 5 quesiti, o giù di lì, non importa, siano volti ad abrogare provvedimenti in cui il PD ci ha messo del suo.

Al solito, in quest’Italia ove la verità si ammanta di sette veli, come la procace Salomè, alla fine un poveretto come me si scoccia e dice: “e mettila in bikini questa verità! E piantala di riempirci di belle frasi pudiche, con occhietto sbarrato e boccuccia a cuoricino, ed espressione piena di virgineo pudore!”.

Perché onestamente non se ne può più di sentire motivazioni che nulla hanno a che vedere col vero obiettivo. Sembra di avere a che fare con artiglieri che collimano al “falso scopo”, e viene da pensare che a non dire la verità un motivo ci sia, e non sia innocente.

Qui tutto ‘sto casino serve solo a provare a creare un paio di milioni di votanti in più, nella convinzione che la “X” sulla scheda la daranno a loro, all’oppiosuzione. A dispetto del fatto che Soumahoro e la sua lista abbiano fatto un “flop!” mitico in quel di Monfalcone, con un quarto della popolazione musulmana e abbastanza restia ad integrarsi.

E allora credo proprio che a votare non ci andrò. Ma non perché non attribuisca soverchia importanza ai diritti dei lavoratori, del resto ho avuto modo d’osservare che manco il PD gliene attribuisca.

Non andrò a votare perché l’Italia e l’Europa sono divise in due. Da una parte le persone che intendono tutelare la propria cultura, ove si fondono classicismo e cristianesimo; dall’altra chi ritiene si debba procedere ad una libera mescolanza, e non so se ha capito che questo porterà al mantenimento della cultura islamica e alla progressiva distruzione di quella classico-cristiana, in barba alla “mescolanza”. In sintesi, fra chi vuole farci restare ciò che siamo progressivamente diventati in 3-4000 anni, e chi vuole farci regredire a burkha, nihab e sharia. Già, regredire, visto che il nostro progresso, di cui hanno fruito donne e gay, è guardato con sospetto e orrore da gran parte dell’islam, che la democrazia manco sa cosa sia.

Per carità, tutti sono in buona fede. Anche chi vuole l’ateismo o la cancellazione della nostra religione e del nazionalismo. Chi passando per il buonismo che mette tutti fuori dal carcere, consente occupazioni abusive e accesso indiscriminato di migranti. Chi agevola la permanenza sul “Sacro Suolo Patrio” anche di chi commette reati e proprio non serve a nulla a quel loro paese, che continuiamo – NOI – a chiamare Patria. Insomma, non ce l’ho con loro e ritengo abbiano diritto a battersi, civilmente e democraticamente … ove gli riesca, per costruirsi quel mondo che a me, francamente, appare vomitevole (sto citando Napoleon Macron, quindi nessuno si offenda).

Ma io questo mondo me lo voglio tenere. E chi lo vuole cambiare, e non appartiene alla mia Patria, ritengo vada spedito a casa sua, e se è minore e di 2^ o 3^ generazione, insieme ai genitori che non l’hanno integrato.

Quindi, se posso, invito a considerare che a giugno al mare, in montagna, al lago e pure negli agriturismi ad appanzarsi di grigliate, si sta da nababbi. E magari c’è meno folla visto che una cospicua (ahimè) minoranza andrà alle urne e ci lascia più spazio.

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