Anno XI 
Giovedì 13 Agosto 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
15 Aprile 2026

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Il nostro biondazzone è incredibilmente stupido. Ha iniziato una guerra senza sapere dove andare a finire, fidandosi di valutazioni fallaci e pressapochistiche degli israeliani.

L’ha iniziata senza avvertire gli alleati della NATO, per poi pretenderne l’aiuto. Senza prevedere che questi, anche solo per mere ragioni di politica interna, potessero rifiutare di entrare in lizza. Pena essere considerati suoi sudditi dall’elettore medio e che ragiona “di pancia”.

Sta spendendo un botto di soldi in missili anti-missile e anti-drone, e fra poco rimane disarmato.

Non aveva immaginato – e idem quei pasticcioni dei suoi consiglieri, con o senza rutilanti uniformi – che gli ayatollah avrebbero chiuso lo stretto di Hormuz.

Dopo aver distrutto ciò che d’iraniano navigava e volava, non potrà mai occupare quel paese, semplicemente perch’è troppo grande.

Dopo la batosta afghana, ne sta pervicacemente cercando un’altra.

Se la prende con i (pochi) leaders europei – come in premier britannico Starmer e il nostro PdC Meloni – che ancora gli erano amici, o almeno non erano nemici dichiarati come MacRo(sico)n, e resterà ancora più isolato di com’era.

Se l’è pure presa col Santo Padre, cosa che gli aliena il favore dei latinos di casa sua. Che comunque credo che in buona percentuale votassero contro di lui, a seguito delle promesse – mantenute – di re-migrarne un bel po’. Come gli aliena il favore dei cattolici europei – PdR, PdC e Elly-e-i-suoi-fratElly compresi – di cui pare non sappia che farsene.

Già, davvero un fesso come pochi, che dopo aver lanciato il motto Make America Great Again (MAGA), e America First, ora sta portando il più grande colosso industriale e produttivo del mondo allo sbando. Incredibile poi che gli elettori dello Zio Sam si siano affidati a cotanto incapace, vittima di demenza senile, cafone e irriguardoso. Se pensiamo poi con quanta malagrazia si muova in un mondo diplomatico che ci ha resi adusi all’ipocrita cortesia, che ha visto – fra melliflui sorrisi e patti segreti – fregare più di un popolo … la misura sarebbe colma. Lui ti frega e te lo sbandiera pure cafonescamente in faccia, puntandoti il dito sul petto a mo’ di bullo di quartiere. Meglio essere fregati col cordiale e gentile sorriso sulle labbra …

O no?

Intanto il petrolio non esce più dallo stretto di Hormuz per Cina, India, Corea e Giappone. E l’Iran non incassa quello che costituiva il 50% del reddito nazionale.

Intanto gli sceicchi dei paesi produttori scoprono che c’era una vulnerabilità in quel sistema che da pulciosi cammellieri, predoni e pirati, li ha fatti diventare fantastimiliardari: quel maledetto stretto che – turato – non permette lo scambio soldi-petrolio.  

Intanto mai come ora si vende petrolio statunitense e le riserve di dollari si gonfiano negli Stati Uniti.

Intanto ora il suddetto cafone-biondazzone sta proponendo all’Iran di gestire quello stretto, il cui passaggio doveva essere balzello-free, dividendosi gli utili dei dazi. Insomma, riesce forse a praticare quello che meglio gli riesce, estorcere “1 fiorino” ai carrettieri di petroliere emuli di Troisi e Benigni. E controlla a chi debba andare il flusso oleoso e puzzolente.

Intanto i suoi produttori di oro nero si fregano le mani.

Intanto il vero nemico, la Cina, ora potrebbe doversi rifornire oltre-Pacifico.

Intanto il prezzo del gas è sceso di molto. E comunque l’Europa – a parte l’Ungheria – quello russo non lo vuole.

Già l’Ungheria, quella che avrebbe virato “a sinistra”. Che sia anche questa una delle tante distorte verità che dovremmo sorbirci?

Sintetizzo: gli Stati Uniti non hanno mai avuto bisogno di alleati “boots on the ground”. Gli bastano le loro bandiere da issare su pennoni davanti al comando della Coalition, poi le cose sanno che devono farsele da soli. Ho paura sapesse che finiva con una serie di no, fin da quando ha aperto le danze. E l’obbiettivo, che noi si riteneva non avesse, lo sta realizzando.

Non sono filo-Trump, mi limito a prospettare un’interpretazione della sua “noidicenti” follia.

E comincio a pensare che potrebbe aver messo tutti nel sacco. Del resto, come imprenditore, non era quello che si definisce un “pirlotto”.

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