Anno XI 
Mercoledì 4 Febbraio 2026

Scritto da Redazione
Politica
04 Febbraio 2026

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L'immigrazione è un problema anche di identità nazionale. Non siamo politicamente corretti: sì, anche gli immigrati regolari dovrebbero essere rimpatriati in modo volontario”. È con questa dichiarazione di Luca Marsella, portavoce nazionale di CasaPound, dopo che numerosi parlamentari hanno impedito l'ingresso nei palazzi della repubblica a esponenti di CasaPound, Veneto Fronte Skinheads e Patrioti, che inizia l’intervento di Ilaria Vietina, capogruppo in consiglio comunale di Lucca è un grande noi, sulla proposta di legge popolare Remigrazione e riconquista.

Non riguarda soltanto l'immigrazione irregolare o di coloro che hanno commesso reati, ma prevede il rimpatrio di tutti gli stranieri presenti in Italia, compresi coloro che vivono e lavorano regolarmente nel nostro paese e persino cittadini italiani ritenuti scomodi come le seconde generazioni. Una visione fondata su un'idea di difesa e supremazia etnica che riporta alla luce pagine della nostra storia che pensavamo definitivamente archiviate- prosegue Vietina- Colpisce, in questo quadro, l'uso insistito dell'espressione rimpatrio volontario: appare come un tentativo di addolcire una proposta profondamente coercitiva. Il progetto prevede infatti un progressivo restringimento delle condizioni di vita, la sottrazione di diritti e opportunità, fino a indurre uomini e donne ad andarsene dall'Italia. Una logica che contrasta con i principi costituzionali di uguaglianza e dignità della persona”.

Non è un dettaglio nemmeno la previsione di riconvertire i fondi nazionali destinati all'accoglienza e all'integrazione per finanziare queste misure, né il richiamo al ripristino dello ius sanguinis senza limiti generazionali per i discendenti di cittadini italiani. Scelte che delineano una visione identitaria rigida, fuori dalla contemporaneità e dalle reali necessità del paese, dove l'appartenenza si fonda sul sangue e non sulla vita condivisa, sul contributo quotidiano, sulla responsabilità reciproca- denuncia ancora Vietina- Di fronte a una simile impostazione, non ci sono più alibi. E la questione interpella anche Lucca: tre consiglieri comunali della lista Difendere Lucca risultano tra i sostenitori istituzionali di questo progetto. Una lista che sostiene il sindaco Mario Pardini ed esprime il vicesindaco e l'assessore alla cultura. È un dato politico che non può essere ignorato”.

 “Oggi, il tempo dei silenzi e delle ambiguità è finito. La domanda è semplice e necessaria: il sindaco intende prendere le distanze in modo chiaro e inequivocabile da questo progetto, oppure no?- chiede chiaramente il capogruppo di Lucca è un grande noi- È una domanda che non può più essere elusa, perché riguarda la vita concreta della città, non un'astrazione ideologica. Se il sindaco non prende le distanze in modo netto dal progetto dell'estrema destra, dica chiaramente se condivide l'idea, sostenuta dai suoi alleati, che uomini e donne che vivono e lavorano onestamente, spesso da anni, dovrebbero lasciare Lucca e l'Italia solo perché stranieri. L'assessora al commercio Paola Granucci si presenti di fronte alle associazioni di categoria e annunci che in giunta comunale c'è chi sostiene una legge che vuole mandare via tutti gli stranieri, anche quelli che pagano le tasse e contribuiscono allo sviluppo della città. L'assessore ai lavori pubblici Buchignani incontri le imprese per spiegare che suoi colleghi raccolgono firme per rimpatriare lavoratori di origine straniera. L'assessora Testaferrata giri per le scuole di Lucca a informare che una proposta di legge, sostenuta dai suoi colleghi di giunta, prevede che i bambini e le bambine di origine straniera e le loro famiglie saranno invitate, attraverso anche incentivi economici, a tornare ai loro paesi di origine”.

Dietro parole come identità e sicurezza ci sono persone, non teorie. Ci sono bambini, lavoratori, comunità. È su questo terreno che si misura la responsabilità di chi amministra. Davanti a tutto questo, o si sta dalla parte della costituzione, della dignità umana e della convivenza civile, oppure il sindaco Pardini e i suoi assessori abbiano almeno il coraggio di dirlo apertamente alla città: via tutti gli stranieri da Lucca”, termina l’intervento.

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