Anno XI 
Mercoledì 23 Settembre 2026

Scritto da carmelo burgio
Politica
23 Settembre 2026

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Ho a lungo riflettuto prima d’esprimermi su questo argomento, per inveterata abitudine al rispetto istituzionale e alla subordinazione gerarchica, ma in definitiva ho ritenuto che, se non si offende e se non si istiga al reato, la manifestazione del pensiero sia protetta dalla Costituzione. Quella che per qualcuno è la “più bella del mondo”, ancorchè io non condivida affatto. 
Dal Sindaco di Rocca-Cannuccia di Sotto, al Presidente della Repubblica, la prima frase che si pronuncia dopo l’investitura è la rassicurazione che si diventerà il sindaco-presidente “di tutti”. Salvo poi remare dalla parte di chi ti ha votato. Quantomeno per abitudine, gratitudine e antica milizia.
Così, per vagonate di servitori dello Stato in uniforme pestati in piazza, non una parola. Mentre “è un fallimento” manganellare gli studenti che – poverini – volevano solo fracassare la sinagoga di Pisa. E poco conta che poi emerga che studenti non fossero, o meglio, si trattasse di orda di fuori-corso di professione agitatori e attivisti, come riscontrato in atti giudiziari. 
E analogo silenzio si riserva a chi ci lascia la vita, in uniforme. Tutto dovuto.
E per commemorare date fondamentali come 25 aprile e 2 giugno ci si avvale di artiste schierate, ben attente a nulla concedere alle anime diverse dalla “rossa garibaldina”, che contribuirono ad aiutare gli Alleati a liberare l’Italia dall’occupazione tedesca. Gentili signore che la storia l’hanno studiata sugli opuscoli dell’ANPI.
Così la scuola deve “includere” – anche, come diceva l’ineffabile Paolo Mieli (già firmatario della “condanna” dell’Espresso per il commissario Calabresi) su LA7, facendo apprendere l’arabo ai nostri italiani – senza spiegare in che senso. Ovvero facendo trasparire che il tetto alla percentuale di stranieri sia inutile malvagità “rassista e fassista”. E che il progetto della PdC e del suo ministro della PI sia pure incostituzionale.
Peccato che questa volta la memoria di parte dei media è stata impietosa, e ha ricordato all’inquilino del Quirinale che “iddu”, all’epoca ministro della Pubblica Istruzione, indicava percentuali di “non italian speakers” ancora più feroci, nella composizione delle classi.
Beh? Come la mettiamo? Tutta questa attenzione alla Costituzione emerge solo ora? La mettiamo che la carne è debole. E se si diventa PdR grazie a operazione di Renzi, che quando contava issava al Colle e sistemava o sfrattava da Palazzo Chigi, è normale che si debba sostenere quella parte, che ti ha permesso di raddoppiare. Sull’onda dell’iconico Mike Buongiorno.
La mettiamo che si spiega benissimo perché a sinistra ritengano impossibile, anzi, incostituzionale, che un PdR provenga dalla destra. Trattasi di alta carica che – se ci si sa fare a Montecitorio e in Senato – si riesce ad occupare per 14 anni di fila, magari oltre 21. Con poteri inusitati ma, soprattutto, con la patente d’infallibile santità e d’unico punto di riferimento di ogni diatriba. Perché nel mondo retorico ed edulcorato della nostra sinistra, se diventi PdR diventi super partes, e soprattutto Padre-Eterno. Se non la rimbrotti come fece Francesco Cossiga, che non fruì di cotanta considerazione da “unto del Signore”.
Così cade nell’oblio che si sia stati ministri della difesa di uno Stato che ha partecipato ad una invasione, in Kosovo, senza informare il Parlamento. In barba alla predetta Costituzione. E che era vietato riferire che i nostri piloti stessero bombardando target serbi. E che non si dia risposta se qualcuno chiede come mai la stessa difesa, per anni, abbia opposto un muro di gomma per i risarcimenti dei morti per tumore, probabilmente legati all’esposizione ad agenti patogeni nel corso di missioni fuori-area. Non necessariamente uranio impoverito, dacché in quelle terre – dai Balcani all’Iraq e all’Afghanistan – con lo stoccaggio dei rifiuti tossici non ci andavano per il sottile, loro e i loro amici governati da Cremlino o ayatollah. 
E allora, pensiamo al domani.
Stiamo ancora aspettando l’annunciata riforma presidenzialista, che avrebbe dato agl’italici figli il potere d’eleggere il loro PdR. A dire il vero ne stiamo aspettando anche altre, sperando che la rincorsa a Vannacci a questo serva. Una riforma che riveda soprattutto i tempi di permanenza al Quirinale, se non vogliamo che si determinino le condizioni per un altro ventennio, da aggiungersi al trascorso. Fatte salve esclusioni suicide di partiti ghettizzabili, che in definitiva troppo spesso dicono le stesse cose. 
Pertanto, questa mezza bufala di essere “di tutti”, c’è bisogno di rimarcarla, atteso che non c’è nulla di più lontano dalla realtà delle cose? Sarebbe meglio tacere, e far finta di nulla, almeno qualcuno non si presenta, sfacciato, a presentare il conto. 

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