Anno XI 
Mercoledì 13 Maggio 2026

Scritto da Lucrezia Perotti
Politica
20 Dicembre 2025

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Un’avventura referendaria ed un’occasione storica per ristabilire un grande principio costituzionale. Si parla della riforma per la separazione delle carriere presentata, sabato 20 dicembre al Teatro del Giglio Giacomo Puccini, dal Comitato Referendario lucchese “SÌSEPARA”, promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi. Alla conferenza stampa delle ore 12.30 erano presenti numerosi fondatori del comitato, i cui nomi spaziano da Giorgio Lazzarini, amministratore unico del Teatro del Giglio, a Mario Pardini, sindaco di Lucca.

Questo referendum, la cui data è ancora incerta, ma che sicuramente si svolgerà nel mese di marzo, avrà come basi due grandi elementi della storia italiana. Da una parte, il richiamo ad il celebre padre della patria Luigi Einaudi, la cui cultura affonda nel costituzionalismo liberale francese, che ebbe lo “Spirito delle leggi” di Montesquieu del 1748 e la relativa separazione dei poteri come risorsa. Dall’altra parte, invece, il richiamo ad un equilibrio tra il diritto, la giurisdizione e la politica. “Il nucleo promotore andrà ad allargarsi -  ha affermato Corrado Besozzi, referente regionale della Fondazione Luigi Einaudi per la Toscana. Stiamo raccogliendo sempre più adesioni e ci fa tanto piacere che, sin dal primo giorno, sia con noi il sindaco della città di Lucca Mario Pardini. Il comitato ha senso, ed esiste, per fare iniziative, per divulgare e per comunicare. Porteremo a Lucca occasioni di confronto per illustrare le ragioni del ‘sì’. Ciononostante, non ci tireremo indietro e ci farà molto piacere avere dei dibattiti con chi, legittimamente, proverà a sostenere le ragioni del ‘no’. Noi siamo molto convinti del ‘sì’, quindi la discussione aperta non ci preoccupa, né ci spaventa, e sarà comunque un metodo per far emergere le nostre diverse motivazioni”. Attuare questa riforma sarà un passo importante affinché l’Italia si ritrovi allo stesso livello dei grandi paesi europei. Infatti, solo nella nostra nazione manca l’attuazione del giusto processo previsto in costituzione, perché solo da noi, se si entra in un’aula di tribunale, accusa e difesa non giocano alla pari. Lo scopo è quello di allinearci all’Europa, a paesi come la Francia, la Spagna, il Portogallo e la Germania, nell’attuazione del ‘giusto processo’. Brillante ed efficace è stato l’intervento dell’avvocato Lodovica Giorgi, portavoce del Comitato lucchese, durante la conferenza stampa. “È un’occasione storica – ha dichiarato Giorgi - perché è dal 1988 che questo paese necessita la separazione delle carriere. Vassalli, medaglia d’argento al valore militare per le sue battaglie nella Resistenza, che ha promulgato il codice di procedura penale “all’americana” in sostituzione del precedente codice di stampa fascista, diceva che senza la separazione delle carriere il processo non avrebbe funzionato. È una riforma necessaria per attuare un diritto costituzionale. Il giudice deve essere estraneo ed equidistante, sia rispetto a chi accusa, sia rispetto a chi giudica. Dobbiamo giustamente allinearci all’Europa, perché gli altri paesi ci ridono in faccia pensando a come l’Italia abbia giudici e Pubblico Ministero (PM) accomunati dalla stessa cultura. Questa riforma, quindi, li separerà con due concorsi e due formazioni differenti. Il PM deve avere la cultura dell’indagare, una cultura di parte, mentre il giudice deve avere la cultura della giurisdizione. Devono anche avere una carriera diversa, con un Consiglio Superiore della Magistratura giudicante ed un Consiglio Superiore della Magistratura requirente. È ineludibile”. A chiudere l’incontro è stato l’avvocato Marco Agnitti, che ha espresso il proprio appoggio verso questo nuovo modo di riformare la giustizia: “La Fondazione Luigi Einaudi accompagnerà il maggior numero di cittadini in questa consapevolezza, verso un voto che, ci auguriamo, porterà ad un ‘sì’. È comunque necessario chiarire cosa non sia questo referendum. Non è una partita fra magistrati ed avvocati a chi conta di più, non è un progetto di partito o di appartenenza, perché su grandi temi non dobbiamo guardare ai colori delle parti, ma all’efficacia delle soluzioni, ed infine non è un qualcosa di teorico. Il rendere giustizia è sacrale, è una delle funzioni principali dello Stato”. Il punto centrale è proprio questo, dire di ‘sì’ alla riforma sulla separazione delle carriere e sul sorteggio come metodo per selezionare il Consiglio Superiore della Magistratura e tutto ciò che ne segue. I giudici ed i pubblici ministeri devono essere distinti e distanti, perché hanno funzioni diverse, ed il Comitato referendario di Lucca ha promosso, quest’oggi, questa futura realtà.

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