Anno XI 
Venerdì 13 Febbraio 2026

Scritto da Redazione
Politica
09 Febbraio 2021

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Sinistra Italiana prende posizione sul caso della pillola abortiva negata da una farmacia lucchese: "Apprezzabilmente, l'Ordine dei Farmacisti attraverso il proprio presidente chiarisce che l'obiezione di coscienza non può essere invocata in caso di dispensazione della cosìddetta pillola del giorno dopo (ma ricordiamo che esiste anche quella dei cinque giorni dopo) in quanto detto farmaco non è abortivo." Secondo il circolo di Lucca "episodi del genere si ripetono in tutto il Paese, accompagnati dalla martellante, perenne campagna <<pro-life>> di cui in questi giorni abbiamo avuto un saggio sul nostro territorio con tanto di vela pubblicitaria antiabortista: il corpo femminile e la libertà di ogni donna di decidere di sé stessa, trattati alla stregua della réclame di un elettrodomestico!"

"Riflettiamo - continua SI - sulla violenza esplicita ed implicita di questi messaggi, che accompagnano gli orribili dati del femminicidio nel nostro Paese e la perdita di posti di lavoro che, in epoca Covid, ancora una volta pesa sulle donne in particolar modo. Ma ragioniamo anche sul significato di un arretramento culturale che colpisce la libertà di autodeterminarsi, di decidere del proprio corpo e della propria vita: l'oscurantismo non dà mai buoni frutti, direttamente od indirettamente ciascun individuo viene a soffrirne, e così la società tutta. Negare la libertà delle donne di autodeterminarsi implica la comprimibilità del diritto di ciascuna persona di decidere della propria vita, di fare le proprie personalissime scelte."

"Se poi - conclude Sinistra Italiana - vogliamo affrontare temi quali la piena attuazione della legge istitutiva dei consultori anche sul nostro territorio e dei fondi a ciò destinati dalla Regione Toscana, nonché l'urgenza di lavorare per il rafforzamento dell'attività volta all'educazione alla sessualità responsabile e rispettosa di sé e dell'altra/o, benissimo, anzi, quanto mai necessario. Ma, per favore, cerchiamo di non rimangiarci le conquiste che il Movimento delle Donne ha raggiunto facendo uscire l'intera società dal buio pesto del moralismo più retrivo."

Intanto il segretario nazionale del partito, Nicola Fratoianni, presenterà sul tema un'interrogazione in parlamento.

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