Ormai frequento poco le persone, chiuso come sto dentro le mura di casa mia. Ma ho avuto modo di incontrarne qualcuna che, parlando dell’Amministrazione comunale di Lucca la definisce fascista.
Parliamoci chiaro: a Lucca nessun partito è fascista, nemmeno Difendere Lucca e tanto più Fabio Barsanti, la cui famiglia conosco, e se è di destra, è però molto lontana dal fascismo. Dell’Assessore alla cultura, Mia Pisano, si vede subito, per la sua mai dispotica e invadente presenza, che con il fascismo non può avere nulla a che fare. Fascismo e anche comunismo significano soprattutto negazione e impedimento dell’esercizio della libertà di pensiero e di parola. Quando ad un dissidente si nega di manifestare le proprie idee, si mette in atto la dittatura del pensiero che, solo quando è libero, testimonia di una società democratica.
A Lucca nessun partito, né di sinistra né di destra, hai mai impedito a chicchessia di manifestare il proprio pensiero.
La sinistra ci è un po’ vicina, poiché spesso riesce a creare intorno al suo avversario un’aurea di ridicolo, di insulti e di tratti caricaturali, facilitati anche dall’IA che consente a tutti, anche ai più ignoranti, di cerarsi un testo o un disegno sgangherati e fuori da ogni logica.
Anche il governo centrale di centrodestra sta operando bene- per quanto si può in un’economia disastrata come la nostra – e condanna, attraverso spesso la voce dello stesso presidente del consiglio Meloni o del presidente del Senato La Russa, qualsiasi atto di inciviltà che venga commesso nel Paese, sia esso compiuto contro un personaggio di sinistra che di destra.
I malevoli ricordano (ma è solo un esempio) che Ignazio La Russa ha militato nel Msi e perciò è, secondo loro, corretta la placcatura di fascista. Ma di che si parla? In gioventù e anche dopo (gli esempi non si riesce a contarli tanto sono numerosi), ci possono essere state simpatie per movimenti di destra vicini al pensiero fascista, ma il tempo che passa e fa maturare esperienze non conta? Si resta fascisti o comunisti per tutta la vita? Giammai, e chi la pensa così ha portato il cervello all’ammasso. Basterebbe ricordargli le bottigliette di olio di ricino che venivano somministrate ai dissidenti. O ne ingoiavano il contenuto volontariamente o ve li costringevano con la forza tenendogli la bocca ben spalancata. Si misurano gli uomini tenendo conto della loro evoluzione e delle loro azioni presenti e future. Il passato è sempre, ripeto: sempre, un momento di formazione correggibile col tempo.
Si sta osservando Vannacci, qualcuno gli ha già appioppato l’aggettivo nefasto di fascista, ma attualmente lo è? No, è un democratico che sta misurando il proprio pensiero politico e la propria azione. Come gli altri, pure lui ha diritto al rispetto. Attendiamo.



