Conosciamo Domenico Raimondi da tempo e ne abbiamo sempre apprezzate la serietà e l'onestà intellettuale. Rammentiamo quando accompagnò Ilaria Vietina per una intervista a casa nostra così come il suo impegno nell'associazione Andare oltre si può insieme all'amico comune Samuele Cosentino. Restiamo, perciò, colpiti da quanto apparso sul suo profilo facebook in merito ad una polemica scoppiata oltre un anno fa nei confronti del sindaco Mario Pardini. Quest'ultimo era stato accusato in consiglio comunale da un altro gruppo politico di essere un sindaco in odore di mafia, una accusa gravissima e assolutamente infondata. Un post di Lucca è un grande noi era intervenuto nella vicenda rincarando la dose anche se cercando di dare un significato meno offensivo. Ecco, ora, il testo di quanto pubblicato da Raimondi con tanto di scuse al sindaco:
Io sottoscritto Domenico Raimondi nella mia qualità di Presidente dell'Associazione "LUCCA è un grande NOI" con sede in Via per Corte Stella n. 404/d, Lucca;
premesso, che l'Associazione "LUCCA è un grande NOI"
· a commento del video realizzato dal Sindaco Mario Pardini in risposta alle gravi accuse dal medesimo ricevute da un Consigliere Comunale di altro gruppo, che lo aveva tacciato, durante il Consiglio Comunale del 29.7.2024, di aver risposto all'interrogazione n. 130 del 14.6.2024, come un "Sindaco in odore di mafia" e come "un Sindaco …di un comune in odore di mafia di fronte a un evento con un latitante per mafia";
· ha pubblicato un post sul social media Facebook, il 2 agosto 2024 alle ore 9.11;
· in particolare, nel detto post si legge: "La parola mafia, usata a sproposito nel fare un paragone e sfruttata da altri per distogliere lo sguardo dalla vera questione non c'entra nulla. Ma senza alcun timore, visto l'agire di queste ore, riteniamo inaccettabile che permanga una certa mafiosità di comportamento. Si potrebbe definire mafiosità del silenzio, dell'omertà, del detto non detto, del minimizzare fatti evidentemente gravi, evadendo le domande e negando risposte. La mafiosità dell'arroganza e della strafottenza di fronte al comune sentire di legalità e senso civico che la città pretende";
Ciò premesso, io sottoscritto, nella mia predetta qualità, dichiaro che, come è stato premesso dal post: "La parola mafia” è stata “usata a sproposito”.
Il Post, peraltro, si riferiva alla presenza di un Assessore comunale ad un evento al quale partecipava, in video, un condannato per delitti caratterizzati da particolare gravità e rilevanza, tuttora latitante all’estero e quindi le parole utilizzate non erano pertinenti;
Ribadisco, pertanto, che il termine mafia è stato evocato a sproposito e che, là dove, il prosieguo del post può apparire contraddittorio rispetto alla premessa, non era questo l’intento, pur polemico, dell’esponente e dell’Associazione che rappresenta.
Desidero, quindi, scusarmi con il Dott. Mario Pardini e con l'Amministrazione Comunale per quanto scritto nel post sopra indicato, in quanto, nonostante il detto riferimento, l’operato degli stessi mai ha avuto a che fare con il fenomeno mafioso, né ha mai manifestato alcuna “mafiosità” dell’agire, nei termini di atteggiamento omertoso, reticente, minimizzante o evasivo, tantomeno arrogante o strafottente a fronte delle istanze di legalità e senso civico. Dichiaro di aver rimosso il post dalla pagina Facebook dell'Associazione