“La vicenda del Museo del Risorgimento è emblematica della confusione e dell'assoluta mancanza di una seria politica museale da parte degli enti locali lucchesi. Come in altri casi si decise di attuare un intervento puntuale e limitato; l'ennesimo piccolo museo di una rete infinita e inevitabilmente fragile, come il museo di psichiatria a Maggiano e il museo Barsanti e Matteucci, il museo della Zecca, il museo nazionale di palazzo Mansi con una piccola sezione con esposti costumi antichi; abbiamo fatto e poi chiuso un fallimentare museo del fumetto, e le opere d’arte moderna e contemporanea sono appese negli uffici comunali”. Esordisce così l’associazione Per Lucca e i suoi paesi.
“Anche il Museo del Risorgimento nacque piccolino e con poche sale, per essere prima dimenticato ed ora probabilmente sfrattato: le sale sono usate come retropalco del Summer Festival, cosa che coinvolge altre parti del Palazzo Ducale, immobile di enorme pregio, mal tenuto e per nulla valorizzato; una cosa vergognosa per una città che si riempie spesso la bocca con la parola cultura, ma che ben poco ama l'arte e la sua conservazione- prosegue- Era comunque interessante, ricco di oggetti di valore storico e occasione di conoscenza e approfondimento: andrebbe ampliato, migliorato e valorizzato. Il Palazzo Ducale era la reggia dei Borbone, e dunque il museo potrebbe diventare un vero museo storico dell'epoca risorgimentale a Lucca”.



