Anno XI 
Martedì 7 Luglio 2026

Scritto da Redazione
Politica
01 Aprile 2021

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L'assessore all'urbanistica del comune di Lucca, Serena Mammini, interviene sul progetto di recupero della ex manifattura tabacchi.

"La Manifattura, per Lucca, è una - esordisce -. E unitaria è la visione che ne orienta il recupero, perché nessuno spazio potrà esprimere al meglio le proprie potenzialità se quello vicino rimarrà vuoto o cadente. Il comparto nord e il comparto sud non sono due isolati distinti o in contrapposizione. Vanno letti insieme per essere capiti. Il primo sorge sulla struttura del più antico convento di San Domenico mentre il secondo esprime un’architettura più recente, ma comune è stata la loro storia in quel Novecento che ancora riecheggia, persino negli odori".

"La fabbrica dei tabacchi - continua - è stata, per la città, il segno concreto di un presente che andava veloce verso nuove possibilità di emancipazione ed eccellenza. Un luogo che ha saputo includere gli esuli istriani nelle forme della dignità del lavoro, che è riuscito a esprimere politiche di welfare aziendale moderne e solide. Forse è proprio perché ha il volto delle nostre nonne che il futuro di quel maestoso complesso di edifici è, per la Lucca di oggi, una questione di identità. Riconoscerne il valore è comprendere che quegli spazi hanno ancora molto da raccontare e offrire. È questo il servizio più onesto che l’amministrazione comunale può rendere anche alla memoria di quella che è stata definita “una città nella città”.

"In questi anni - afferma - abbiamo avuto a cuore la Manifattura. Abbiamo visto una gru girare per trasformare l’importante comparto a completa destinazione pubblica in un luogo aperto, attraversabile, quotidiano. Abbiamo provato dolore di fronte allo stop forzato dei lavori per il fallimento di due ditte: un problema molto italiano, che impedisce agli enti pubblici di agire in tempi competitivi sul mercato dell’impresa (e comprensibili dai cittadini) persino quando i finanziamenti ci sono, un problema che la politica a Roma dovrebbe affrontare. I lavori prima possibile ripartiranno e Lucca avrà nuovi spazi di servizi al cittadino e altri che consacreranno la sensibilità per l‘arte del fumetto; ci sarà una casa della città fisica, un urban center accessibile e trasparente, perché conoscere la politica del proprio Comune divenga passione da coltivare, tutti, da vicino. La Soprintendenza potrà avere ambienti utili e un centro di documentazione. Gli studenti di Campus potranno formarsi nel cuore di una città che propone se stessa come icona di turismo lento, sostenibile, attento. E poi bookshop, caffè, piazza coperta, relazioni. Da piazzale Verdi, da via Vittorio Emanuele, da via del Tabacchi: tanti punti di accesso, nuovi, sconosciuti ai più".

"Un nuovo quartiere del centro storico - prosegue - protetto dalle Mura da sempre, eppure inedito. Sarà una scoperta e una conferma al tempo stesso, perché anche il lavoro tornerà ad animare corridoi e uffici, ancora una volta con esperienze di eccellenza che fanno di Lucca una città sempre più connessa col resto del mondo. Nuove piazze e nuove proposte di fruizione dello spazio pubblico accompagneranno anche nuova residenza, primo e imprescindibile presidio per ogni quartiere. Un’idea sana, ambiziosa e realizzabile - perché anche nella ricerca di equilibrio tra queste due polarità sta la forza e la tenuta della politica. Abbiamo sognato e abbiamo calato questo sogno in percorsi concreti, certo spesso anche in salita, nel massimo rispetto dell’interesse pubblico. Abbiamo coinvolto attori politici, economici e culturali che hanno a cuore gli scenari di benessere per la città: Lucca Crea e il Ministero dei beni culturali, Fondazione Campus e la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che a sua volta ha incassato la manifestazione di interesse di Tagetik".

"Un disegno composito e unitario - sottolinea -, che supera la divisione didascalica del nord e sud, del pubblico e del privato, per restituire vigore a un progetto che, con rispetto, cambierà i connotati di una parte considerevole di centro storico. È solo credendo in questa possibilità, mantenendo i nervi saldi mentre si scaldano dibattiti pre-elettorali, che avremo dato il massimo per questa città che ha nelle sue Mura l’emblema della propria tendenza a conservare rigenerando. Così come la cortina difensiva si è trasformata in parco urbano, allo stesso modo la Manifattura da fabbrica diventerà quartiere di servizi, cultura, lavoro".

"E quindi avanti - conclude -, con responsabile determinazione, ché la strada può sembrare lunga e scoraggiare. Ma è questo il tempo delle scelte che lasceranno tracce, testimonianze del nostro modo di vivere la città".

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