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Il futuro, nei congressi politici, gode sempre di ottima salute. Viene evocato, promesso, chiamato in causa con una familiarità che il presente, di solito, può soltanto invidiare. Sabato 3 ottobre, a Roma, il congresso fondativo di Italia Domani – Marco Rizzo ha cercato di dargli una forma concreta, tenendo insieme questioni che attraversano la vita del Paese: lavoro, economia, scuola, formazione, cultura, guerra e neutralità. Sul tavolo anche l’Europa, la proposta della nuova legge elettorale, il Green Deal, il dibattito sul woke e il turismo di massa. Materia sufficiente per una lunga discussione, e certamente per qualche divergenza.
A raccontare la giornata è stata Mariella Bonacci, che ha dedicato al congresso il quattordicesimo appuntamento di In Voce Veritas. Il suo reportage ha seguito il filo dell’evento attraverso le conversazioni con alcuni protagonisti, avvicinando i programmi alle persone e le parole della politica alle esperienze di chi lavora, fa impresa, si occupa di cultura o costruisce un’organizzazione sul territorio.
Fra i numerosi ospiti, Hoara Borselli, presente a Roma, e Mario Giordano, intervenuto in collegamento, hanno contribuito a un appuntamento nel quale la nascita del partito si è accompagnata a un confronto ampio, animato e, su alcuni argomenti, particolarmente acceso.
Il Paese visto da chi lavora
Il lavoro è uno dei cardini del progetto di Italia Domani. Una parola molto frequentata dalla politica, che acquista però un altro peso quando viene accostata alla formazione, alla scuola e alla possibilità di costruirsi un’esistenza dignitosa.
Sono questioni che si tengono insieme: ciò che si impara, le competenze che si sviluppano, le opportunità che si incontrano e la stabilità che si riesce a raggiungere. Basta che un passaggio si interrompa perché il futuro, così rassicurante nei discorsi ufficiali, cominci a somigliare a un appuntamento continuamente rimandato.
Il partito si propone di dare rappresentanza ai lavoratori e, insieme, a piccoli imprenditori, artigiani, professionisti e ceto medio. L’intenzione dichiarata è costruire un terreno comune fra persone che svolgono attività differenti, ma condividono la necessità di lavorare, sostenere una famiglia e mantenere in piedi un’attività. Da qui anche la volontà di oltrepassare gli schieramenti tradizionali, cercando consenso intorno ai problemi materiali e alla critica dei grandi interessi economici e finanziari.
Nel reportage di Bonacci, la presenza dell’imprenditore Giuseppe Cirina ha portato dentro il racconto questo sguardo sull’economia. Chi fa impresa conosce bene la distanza fra una prospettiva incoraggiante e una scadenza imminente: la prima concede tempo, la seconda raramente mostra la stessa cortesia.
Antonio Marzo e quell’Italia che viaggia su strada
La conversazione ha acquistato particolare vivacità con Antonio Marzo, presidente regionale di Confartigianato Trasporti Liguria. Sul tema dell’autotrasporto, l’intervista si è scaldata positivamente, perché ha toccato uno dei settori dai quali dipende il funzionamento quotidiano del Paese.
L’autotrasporto lavora spesso lontano dall’attenzione pubblica, eppure entra nelle nostre giornate molto più di quanto immaginiamo. Dietro un negozio rifornito, una consegna arrivata, una fabbrica che riceve ciò che le serve, ci sono viaggi, imprese, persone e una complessa organizzazione. Difficile pensare a un’economia che possa farne a meno; facilissimo dimenticarsene, almeno finché tutto arriva puntualmente.
Con Marzo, il reportage ha riportato al centro questa realtà. Il tono più caldo del confronto nasceva dalla rilevanza dell’argomento, dalla consapevolezza che parlare di trasporti significa parlare anche di produzione, commercio e lavoro. Basta seguire il percorso di una merce per accorgersi di quante attività dipendano le une dalle altre.
Un tema nazionale, dunque, affrontato attraverso l’esperienza di chi conosce da vicino il settore. La Liguria era il punto di osservazione, ma la questione riguardava l’intero Paese. Del resto, prima di raggiungere le nostre case, anche il più piccolo acquisto ha spesso attraversato un’Italia che dal divano vediamo poco.
Cultura e identità: quale Italia portare nel domani
Accanto alle questioni economiche, il congresso ha riservato un ruolo centrale all’identità nazionale e alla cultura del Paese, considerate dal partito elementi fondamentali del proprio progetto.
Il tema attraversa la scuola, il patrimonio, la memoria e il rapporto con i territori. Riguarda ciò che una comunità sceglie di conoscere, custodire e trasmettere, ma anche il modo in cui affronta i cambiamenti senza perdere familiarità con la propria storia.
Fra le voci raccolte da Bonacci, quella di Antonello Cresti, musicologo, collaboratore di In Voce Veritas e figura di rilievo di Italia Domani, ha dato spazio a questa dimensione del congresso. La cultura entra così nel racconto politico come parte della vita collettiva, con un peso che va oltre le celebrazioni e le ricorrenze.
Anche il dibattito sull’overtourism richiama il rapporto fra un Paese e i suoi luoghi. Il turismo porta opportunità e ricchezza, ma la sua crescita impone domande sulla qualità della vita, sull’abitare e sulla possibilità di mantenere vive le comunità. Una città può piacere moltissimo a chi la visita e diventare, nello stesso tempo, sempre più complicata per chi ci abita e quando per trovare un vicino bisogna consultare le recensioni degli ospiti, forse vale la pena fermarsi a riflettere.
Nel confronto hanno trovato posto anche il woke e il Green Deal, temi sui quali il partito esprime una posizione critica, collegandoli alle trasformazioni culturali e alle conseguenze economiche e sociali delle scelte politiche. Il filo che li unisce, nella visione di Italia Domani, è la richiesta di tutelare l’identità del Paese e di misurare i cambiamenti sulla vita delle persone.
L’Europa, la neutralità e il peso delle scelte
La critica all’attuale assetto europeo, anche sul piano economico, è uno dei tratti più riconoscibili della nuova formazione. Italia Domani rivendica maggiore autonomia nazionale e contesta un sistema che giudica poco capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e delle attività produttive.
Sul piano internazionale, il partito indica nella neutralità un obiettivo politico centrale. Il confronto sulla guerra si lega, così, alla sovranità e al ruolo che l’Italia dovrebbe assumere, secondo il movimento, nelle relazioni fra gli Stati.
Nel reportage, l’incontro con l’ambasciatore Bruno Scapini, presidente dell’Assemblea nazionale, ha affiancato alle altre voci quella di una figura proveniente dalla diplomazia. Una presenza significativa in una giornata nella quale le questioni internazionali hanno occupato uno spazio importante, insieme ai loro riflessi sulla vita e sull’economia del Paese.
Molto netta anche la critica alla proposta di nuova legge elettorale. Il tema può sembrare distante dalla quotidianità, fra soglie, formule e meccanismi che mettono alla prova persino gli elettori più volenterosi. Eppure riguarda una domanda semplice e decisiva: quanto conta il voto di ciascuno, e come viene tradotto in rappresentanza? Dietro la complessità delle regole c’è il rapporto fra cittadini e istituzioni, che merita attenzione anche quando la discussione diventa meno spettacolare di uno scontro televisivo.

Rizzo, Antinozzi e la costruzione del partito
Il congresso ha segnato anche il passaggio alla definizione degli organi dirigenti. Marco Rizzo resta il leader politico della formazione, mentre la Segreteria Nazionale è stata affidata alla giovane avvocata Francesca Antinozzi; a Bruno Scapini spetta la presidenza dell’Assemblea nazionale.
Bonacci ha incontrato ai suoi microfoni sia Rizzo che Antinozzi, raccogliendo nel reportage la presenza delle figure chiamate a guidare questa fase. L’esperienza politica del promotore si affianca alla scelta di una giovane segretaria: un elemento di rinnovamento che acquisterà significato attraverso le responsabilità e il lavoro dei prossimi mesi.
Fra gli intervistati anche Andrea Romiti, coordinatore di Italia Domani per la Toscana ed entrato nella Segreteria Nazionale. Il suo contributo ha richiamato la costruzione del partito nei territori, dove un progetto nazionale deve trovare persone, continuità e capacità di ascolto.
La Toscana partecipa a questo percorso insieme alle altre regioni. Il congresso ha infatti aperto una fase che riguarda l’intera organizzazione: trasformare la partecipazione alla giornata romana in una presenza stabile, capace di raccogliere esigenze diverse e farle arrivare al livello nazionale.
Un lavoro meno appariscente del momento fondativo, ma essenziale, perché una sala piena è un buon inizio; poi servono riunioni, proposte, relazioni e qualcuno disposto a occuparsi anche delle questioni che difficilmente finiscono nelle fotografie.

Quando si spengono i microfoni
Il reportage di In Voce Veritas ha restituito la varietà di questa partenza attraverso incontri che hanno tenuto insieme politica, impresa, cultura e territori. Cirina, Romiti, Cresti, Scapini, Rizzo, Antinozzi e gli altri ospiti hanno composto un racconto a più voci, nel quale il confronto con Antonio Marzo ha avuto una particolare intensità, riportando l’attenzione su un settore cruciale per l’economia nazionale.
Dalla giornata emerge una formazione che punta a caratterizzarsi attraverso lavoro, scuola, identità culturale, sovranità e neutralità, accompagnando queste priorità con una critica decisa all’assetto europeo e alla proposta della riforma elettorale.
Il congresso di Roma apre ora un percorso da costruire attraverso il confronto con i cittadini e la presenza nei territori. Italia Domani – Marco Rizzo parte dalle questioni che hanno animato la giornata. L’entusiasmo di questo primo appuntamento accompagna un impegno che guarda alla vita quotidiana delle persone, alle loro difficoltà e alle loro aspettative. Da questo dialogo il nuovo partito intende dare forma alla propria idea di futuro.
Link al video completo: https://youtu.be/f6ov3xyNoOQ



