Anno XI 
Martedì 6 Ottobre 2026

Scritto da giancarlo affatato
Politica
27 Agosto 2024

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"Al peggio non c'è mai fine" recita un celebre epigramma che potrebbe essere inciso sul frontespizio di ogni scuola italiana. In fondo cosa sono diventati i nostri istituti se non luoghi in cui i ragazzi non solo imparano poco o nulla, ma, anzi, vengono piegati verso una mentalità "emancipante", che ne condiziona il modo di pensare e di essere? Tra i banchi ormai i docenti sono tenuti sì ad educare, ma nel pieno rispetto delle libere ed autonome scelte degli alunni e, se possibile, in accordo con i genitori e con l'indirizzo deontologico primigenio definito in famiglia!!

In poche parole, chi deve istruire i giovani è chiamato a mantenersi neutrale e rispettoso degli orientamenti civici e morali che papà e mamma doverosamente impartiscono ai loro pargoli entro le mura domestiche. Se poi l'educatore coincide con lo Stato (quello che garantisce la gratuità degli studi) questi non può e non deve interferire nelle future scelte dei ragazzi. Se lo facesse, infatti, diventerebbe uno Stato etico: il peggiore dei possibili. Uno Stato che dovesse esorbitare il compito che i genitori sono costretti a delegargli - perché sprovvisti dei mezzi economici per rivolgersi altrove - abuserebbe di quella che gli economisti chiamano "posizione dominante" sul mercato, finendo per infilarsi in un ambito che non gli compete!! Risultato: in nome dell'inclusività e della parità di genere, in una scuola dell'infanzia nel Salento si decide di adottare grembiuli verdi per tutti dicendo così addio ai tradizionali rosa e azzurro. Assurdo! Sì, perché obbligare i ragazzi e le ragazze ad indossare un grembiule che non distingua più i due diversi generi è un abuso!!

Una scelta che aderisce alle teorie gender e dell'indeterminatezza dei sessi oppure alla loro fluidità trans genere. Le leggi di natura, la secolare tradizione sociale sulla diversità dei generi, sono concetti da rispettare e non saranno certo le considerevoli avanguardie parificanti ad imporre un'eguaglianza massificante che denega anche l'evidenza!! Non si capisce quale trauma psicologico abbiano subito i maschi, finora, ad identificarsi come tali e così le donne e dove sia scritto che un preside possa imporre altre costumanze e modi di essere ai nostri ragazzi.

La scuola, dopo aver smesso da tempo di essere il luogo dell'istruzione, è stata già da anni trasfigurata in "centro" dell'accoglienza, dell'eliminazione delle differenze dei valori normalmente conseguibili dagli scolari più bravi. La vita, che attende questi ragazzi al varco, li giudicherà e li valuterà per quanto sanno e per quanto riusciranno a fare. Perché allora illuderli che l'uguaglianza livellerà le future difficoltà e le loro prove esistenziali? Insomma imporre, attraverso la pedagogia adottata dal monopolio statale dell'istruzione, una nuova etica pubblica, rappresenta un'aberrazione che non ha niente a che fare con l'equità e la giustizia. Ad indossare quei grembiuli verdi oppure gialli dovrebbero essere semmai i dirigenti scolastici che hanno avuto quest'alzata d'ingegno.

Costoro sono i residuati bellici delle teorie massificanti, che estrapolano dalla pedagogia di don Lorenzo Milani quel che a loro più piace. Dovrebbero ricordare lorsignori, che il  prete di Barbiana faceva studiare otto ore al giorno i suoi studenti e che per equipararli ed emanciparli a quelli che provenivano da ceti cosiddetti più abbienti, diceva loro che con il sapere, la libera determinazione e la consapevolezza dei propri diritti si poteva salire la scala sociale. Si far salire, con lo studio e l’ausilio economico,  i  ragazzi  meno agiati, non tirare i piedi  verso il basso a coloro che già lo sono, anche per merito.  

Qui il processo è al contrario: si abbassano cioè i livelli dei saperi, omologando tutto e tutti. Prima con la soppressione dei meriti ora anche con  l'indeterminazione del genere. Detto in soldoni: la persona umana diventa un ibrido, un soggetto anfotero, un punto interrogativo solo perché nella società c'è chi ha la percezione di essere cosa diversa dal genere biologicamente determinato. Una minoranza che vuole imporsi nei confronti di una maggioranza: un artefatto che si sostituisce alla natura, un'ideologia che cancella tutte le altre ideologie. Ma chi sono questi "fascisti" della pedagogia imposta? Chi li legittima ad incidere sullo mentalità dei giovani e sull’indirizzo psico fisico e fisiologico degli stessi? Da quale potere discende questa forza che sotto la denominazione di "politicamente corretto" si ritiene autorizzata allo stravolgimento dei valori pregressi? Viene allora alla mente il mito di Fetonte che precipitò, dal carro del sole, dritto dritto nel fiume Po, per non aver saputo essere un'auriga capace di governare in maniera equanime e neutrale i due cavalli che gli erano stati affidati. Secondo Platone il cavallo bianco indicava la parte ideale dell'esistenza, quello nero la parte razionale. Quando l'auriga non riuscì a dosare le sollecitazioni, ossia le redini, il carro rischiò di cadere provocando, in tal modo, la scomparsa della cognizione del tempo. Zeus allora, per evitare la catastrofe, fulminò Fetonte facendolo precipitare nel corso d'acqua. Insomma Fetonte volle strafare e fu interdetto e punito dal Dio . Ecco, non sarebbe male per taluni dirigenti scolastici la medesima punizione: un bel volo fuori dalla scuola con i loro... grembiulini unisex!!

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