Anno XI 
Giovedì 1 Ottobre 2026

Scritto da Giancarlo Affatato
Politica
11 Maggio 2025

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Lo scorso 8 maggio si è tenuta, a Mosca, l'annuale parata militare celebrativa della vittoria dell'Unione Sovietica sul nazifascismo. Ospite d'onore il presidente cinese Xi Jinping con il quale Vladmir Putin ha confermato di aver stipulato un patto inossidabile. E non potrebbe essere diversamente perché senza i ricavi  provenienti dalla vendita del gas russo a Pechino, oltre che di altri prodotti ed aiuti provenienti dal paese della Grande Muraglia, Putin non sarebbe sopravvissuto alla stretta economica provocata dalle sanzioni imposte alla Russia dopo l'aggressione militare all'Ucraina. Alla parata c'era anche il presidente brasiliano Inácio Lula da Silva insieme con altri rappresentanti di quel cartello economico e commerciale chiamato "Brics" ( Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) che va assumendo i connotati di uno schieramento politico che si propone, dichiaratamente, di creare un nuovo ordine mondiale che metta all'angolo l'attuale egemonia economica e militare del vecchio blocco occidentale. Lo spettacolare sfoggio di potenza militare  andato in scena sulla piazza Rossa, ha voluto dimostrare anche un segno di forza politica ed economica, un'alternativa a quella esistente imperniata intorno al colosso a stelle e strisce. E tuttavia nel mentre ad Est ci si amalgama per affrontare, in un prossimo futuro, la sfida globale per reggere le sorti del mondo, ad Ovest si tagliano vecchie e collaudate alleanze politiche, intese commerciali e la condivisione di valori di stampo liberale ed occidentale. In poche parole: da un lato si gioca di fioretto, dall’altra di sciabola; da un lato si cercano motivi per ulteriori intese, dall'altro pretesti per ricavare più guadagni. Diplomazia contro plutocrazia. Se le condizioni permarranno tali non tarderà ad arrivare  il tempo per vedere ammainare la bandiera a stelle e strisce sulla sommità del mondo e veder garrire quella di colore rosso con la stella del dragone. In parole povere, il litigioso, volubile inquilino della Casa Bianca, che beffeggia ospiti ed interlocutori asserendo che siano andati a baciargli gli opimi lombi, dovrà fare i conti con quella tracotanza che lo isola e lo svantaggia politicamente più di quanto faccia il debito pubblico americano. Intendiamoci: il satrapo del Cremlino non sta messo certo meglio, ma almeno sa farsi aiutare dagli alleati invece di rompere antiche e solide collaborazioni. Putin mostra i muscoli ed esorta popolo ed esercito a combattere fino alla vittoria finale in Ucraina ove comunque arranca sul campo di battaglia e paga un prezzo altissimo in termini di vite umane. Insomma, da un lato una debolezza militare, quella russa, dall'altro quella politica, tutta statunitense. Quest'ultima subirà anche il prevedibile contrasto del nuovo Pontefice Leone XIV che certo non possiede divisioni in armi né forza economica, ma essendo il primo Papa americano avrà molto ascendente sui milioni di cattolici di quel grande paese. Un'opposizione naturale, un ontologico contrasto che la Santa sede opporrà alla politica trumpiana del rastrellamento dei migranti per espellerli e dei tagli alla spesa sociale in favore di quella militare. Ma riannodando i fili del discorso, occorre ribadire che, tutto sommato, tra i contendenti per la supremazia mondiale, sono i Cinesi a trovarsi molto più avvantaggiati rispetto agli Stat Uniti, con buona pace degli stratosferici dazi imposti a Pechino dal "tycoon". In verità ci sarebbe anche l'Europa che sta giusto nella terra di mezzo: problematica e divisa e con una guerra alle porte di casa che la preoccupa. Ad Est il Vecchio Continente deve fare i conti con un potenziale nemico, ad Ovest vede un potente ex alleato che non intende più essere tale. Se aggiungiamo l'avvento di un nuovo Vescovo di Roma che, verosimilmente, continuerà a martellare col pacifismo equidistante, tra aggressori ed aggrediti, orientando i fedeli verso i lidi della pace a tutti i costi, quella che favorisce gli aggressori, ecco che le difficoltà all'ombra delle cancellerie occidentali sembrano destinate ad aumentere. Nonostante questo, a casa nostra, c'è pure chi si affanna a creare problemi sia sul riarmo sia sulla sicurezza nazionale. Politica miope e manichea quella degli attuali oppositori al governo, con orizzonti limitati nel mentre il più grande paese del mondo, quello  che ci ha tratto in salvo in due guerre mondiali, quello che ci ha protetti e sfamati, rischia di suicidarsi.

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