Anno XI 
Lunedì 6 Aprile 2026

Scritto da Carmelo Burgio
Politica
23 Settembre 2024

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Old Contemptibles” fu l’appellativo che si dettero i soldati britannici di mestiere del British Expeditionary Force inviati in Francia all’incipit della Grande Guerra. Era stato tratto da un mezzo insulto loro affibbiato dal kaiser di Germania Wilhelm II, che poteva essere tradotto come “vecchi spregevoli, o disprezzabili, o insignificanti”.

Ho pensato a loro nello scorrere notizie e video che le solite testate hanno dedicato – con tendenziosi argomenti – al popolo di Vannacci riunitosi nel viterbese.

Fingendo educazione affettata, ma non riuscendo a nascondere il senso di superiorità culturale, questi cronisti raccoglievano interviste, magari con lo scopo di far intravedere quale pericolo corressero democrazia e libertà, ove quel popolo fosse diventato maggioranza. Più di qualcuno degli intervistati era un militare di professione in pensione, o imparentato a tale categoria, una volta li avrebbero definiti “benpensanti”. Erano gli “Old Contemptibles” de noantri, quelli coi quali ho diviso pezzi di vita, che vedi su un’autoradio di pattuglia, tornano da un pedinamento di un mafioso, o scendono impolverati, accaldati o infreddoliti da un giro sul blindato nelle lande balcaniche, afghane, libanesi o di Mesopotamia. Non ne avevo paura.

Magari non si trovava traccia di salotti raffinati, né di abbigliamento sapientemente casual, né si cibavano di dietetiche insalatone: avevano il vestito del giorno buono, con la cravatta non sempre in perfetto tono e magari il collo della camicia appena liso, e dopo si sarebbero scofanati una bella carbonara con salsicciata di rito annessa, ma non mi facevano paura.

Perché quel “popolo”, che non so neppure se possa definirsi o meno di Vannacci, ha fatto di tutto per l’Italia, sacrificandosi, anche fra un moccolo e l’altro.

Quel popolo c’era da prima dell’anno “0” vannacciano.

Era il popolo degli operai con le stellette, che poi è assai simile a quello degli operai in tuta blu. Quel popolo che va a lavorare, ha la dignità di non chiedere reddito di cittadinanza e si paga il mutuo. Magari facendo a meno di un ristorante “stellato” e pure della pizza, se può servire alla causa della rata da pagare e dei libri da comprare ai figli che si cerca di mandare all’università, perché non debbano fare la vita del padre. Quei figli/e che comunque si è orgogliosi di vedere che un giorno seguono le tracce del padre, sottoponendosi agli stessi sacrifici.

È il popolo che vuole vivere tranquillamente per quanto possibile, godendo dei piccoli agi catturati e assicurati dal proprio lavoro, e che fa difficoltà a capire che debba pagare di tasca propria la solidarietà indiscriminata a chi, anche solo 1 su 1000, ti rapina di notte o ti borseggia in metropolitana. Il popolo che aiuta ed è solidale, ma vuol farlo di propria sponte, non in nome di politiche per lui incomprensibili. Il popolo semplice che i delinquenti li vuole in galera, non per strada, altrimenti perde ogni riferimento nel proprio discernere fra ciò che è “buono” e ciò che non lo è. Popolo che ti rispetta, e che vorrebbe altrettanto rispetto, magari riconoscendo che tu sia un “dotto’!” e ne sappia più di lui, purché per lui si abbia la dovuta attenzione.

Che poi era anche il popolo della sinistra italica fino agli anni ’90, più o meno. Un popolo che neppure in piazza ci faceva paura, e che si rispettava, perché non era mosso dall’odio di classe abilmente artefatto di “Lotta Continua” e affini.

Un popolo che, almeno per noi, non era “insignificante e spregevole e disprezzabile”, come lo è oggi per gl’intellettualoidi in giacca di velluto, camicia aperta e chioma amabilmente scomposta ma non troppo.

Un popolo che, continuando l’attuale sinistra in questa direzione, continuerà a mollarla, consapevole che la sinistra, quella antica, fosse più concreta, e soprattutto puntasse a risolvere temi condivisibili e, soprattutto, comprensibili.

Ora, se Vannacci – ma direi gran parte della destra – hanno intercettato questo popolo, deve far pensare. Le elezioni un segnale l’hanno dato, ritenere che questo popolo abbia sbagliato, o non capisca, è solo un altro modo per farlo radicare altrove.

Gli “Old Contemptibles” son tanti, ancora.

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