Giorgio Del Ghingaro non le manda a dire e sia pure senza fare il nome e il cognome della candidata a sindaco, se la prende con la conferenza stampa che la stessa ha organizzato sul tema della sicurezza prendendo spunto dall'omicidio avvenuto a Massa (ma che c'entra massa con Viareggio?). Ecco il testo integrale del post del sindaco:
Oggi una candidata sindaca utilizza la stampa locale per attaccare in modo scomposto e fuori luogo l’operato delle Forze dell’Ordine della nostra città. Come primo cittadino, desidero esprimere con fermezza la mia piena solidarietà a chi ogni giorno presidia il territorio con professionalità, coraggio e senso dello Stato.
Il lavoro di polizia di Stato, carabinieri, guardia di Finanza, capitaneria di porto e polizia municipale, è la prima barriera contro l’illegalità e la garanzia concreta della sicurezza dei cittadini. Senza il loro impegno quotidiano, la nostra comunità sarebbe più fragile e più esposta. Sempre presenti sulle strade, nelle pinete, nei quartieri e nelle aree più sensibili. Sono il volto della sicurezza di prossimità: presenti, riconoscibili, affidabili. La loro presenza costante è un valore che va difeso e rafforzato.
In questi anni, la nostra città ha partecipato a numerosi Comitati per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, momenti fondamentali di confronto e coordinamento istituzionale. In quelle sedi si è sempre lavorato fianco a fianco con la Prefettura, con le forze dell’ordine e con tutte le istituzioni coinvolte, in un rapporto di collaborazione leale, costante e costruttivo. È grazie a questo lavoro condiviso che sono state affrontate criticità, pianificati interventi e garantita una presenza efficace sul territorio.
Utilizzando strumentalmente un gravissimo episodio di cronaca avvenuto fuori dalla nostra provincia, la candidata in questione evoca fatti drammatici accaduti oltre dieci anni fa sul nostro territorio. È evidente come tali richiami, privi di attinenza con la realtà attuale, vengano utilizzati per alimentare un clima di allarme che non corrisponde al lavoro quotidiano svolto dalle forze dell’ordine sul nostro territorio. Si tratta di un approccio che non aiuta a comprendere i fenomeni, non sostiene chi opera per la sicurezza e rischia di distorcere la percezione dei cittadini.
Preoccupa inoltre che una parte della stampa scelga di enfatizzare questi collegamenti, contribuendo a creare un racconto che non rispecchia la complessità dei fatti. Un’informazione equilibrata dovrebbe evitare accostamenti impropri e rispettare la responsabilità che deriva dal trattare temi così delicati.
La nostra comunità conosce il valore del loro impegno e sa distinguere tra chi lavora ogni giorno per la sicurezza e chi, invece, utilizza episodi lontani nel tempo per costruire narrazioni che sono funzionali solo a se stessi. Ribadisco quindi il mio sostegno convinto alle donne e agli uomini in divisa.



