"La sicurezza urbana si fa anche con le politiche sociali, non solo con le forze dell'ordine. La stazione di posta di Sant'Anna è stata al centro di polemiche: le preoccupazioni dei residenti vanno ascoltate, ma è importante ricordare cosa rappresenta davvero questa struttura per la città".
Con queste parole, Valeria Giglioli, consigliera comunale AVS, e Lucia Del Chiaro, già assessora al sociale del Comune di Lucca, entrambe operative nel dare vita al Piano freddo comunale, intervengono sul tema.
"Quando si parla di sicurezza il dibattito si riduce spesso a più controlli e repressione. Un approccio che da solo non funziona. La ricerca urbana europea mostra che la sicurezza si costruisce intervenendo sulle cause della marginalità". "In Europa oltre un milione di persone vive in grave precarietà abitativa. Anche in Italia il fenomeno è rilevante: una recente indagine ha contato più di 10.000 persone senza dimora in 14 comuni metropolitani, con quasi la metà in strada. I posti disponibili nelle strutture sono inferiori al fabbisogno: è evidente la necessità di rafforzare i servizi". "I programmi 'Housing First', sperimentati anche a Lucca, dimostrano che servizi e accompagnamento all'autonomia riducono la pressione sugli spazi pubblici e i costi sociali. In altre parole, la sicurezza sociale produce sicurezza urbana. In questo quadro si inserisce la stazione di posta di Villa Pardini a Sant'Anna: un centro servizi per intercettare la marginalità prima che diventi emergenza. Non è un semplice dormitorio: offre posti letto, igiene personale, orientamento, fermo posta, lavanderia e accompagnamento sociale. Strumenti essenziali per chi vive senza casa".
"La struttura è stata realizzata con oltre un milione di euro di fondi PNRR. Smantellarla o indebolirla significherebbe rinunciare a una risposta sociale e mettere a rischio un investimento pubblico. Il Piano Freddo, coordinato dalla Misericordia di Lucca con Comune, ASL e Tavolo della Marginalità, è parte di una rete costruita negli anni e rappresenta un modello di collaborazione con il Terzo Settore".
"Le segnalazioni di residenti e commercianti vanno prese sul serio. Ma servizi come la stazione di posta non creano problemi: aiutano a gestirli. Senza, il disagio emergerebbe negli spazi pubblici con costi più alti per tutta la comunità. La soluzione è far funzionare la struttura: rafforzare il presidio, evitare sovraccarichi, attivare un dialogo con il quartiere e migliorare il coordinamento. Interventi che non possono ricadere solo sul gestore".
"Sarebbe un errore mettere in discussione il servizio. I problemi sono reali ma risolvibili. Lucca ha le risorse per affrontarli investendo nella prevenzione, tenendo insieme solidarietà e qualità della vita. Una città moderna non gestisce solo le emergenze: le previene".



