Anno XI 
Domenica 1 Marzo 2026

Scritto da francesco pellati
Politica
23 Agosto 2023

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Caro direttore,

Sarò presente il 27 settembre quando intervisterai il Generale Vannacci: well done, direbbero gli inglesi!

il generale Vannacci ha tirato un sasso in piccionaia ferendo tutte le demi vierges italiche.

Perfino Guido Crosetto ha lanciato il sasso della lapidazione sulla pubblica piazza.

Vannacci scrive cose perfino banali che anche un vecchietto come me riesce a capire. Le scrive in modo piano e comprensibile, non utilizza le preziosità stilistiche per esempio di una sua antagonista ideologica, purtroppo morta pochi giorni fa: la signora Murgia.

Il grande successo del suo libro è un segno duplice: che trova consenso e che si legge bene.

Invece non sono d’accordo sul titolo che Vannacci ha dato al suo libro (“Il mondo alla rovescia”): finora, caro generale, alla rovescia non è il mondo ma è una minoranza, concentrata nelle democrazie occidentali, molto rumorosa e ben tutelata ma altrettanto esigua, che addotta l’antico adagio dei partenopei astuti: futti e chiagni. Fatti i fatti tuoi, enfatizza i problemi che hai, come li hanno tutti i comuni mortali, fai diventare un problema quello che problema non è: poi passa alla cassa a riscuotere simpatia ed empatia, aiuto e soccorso.

L’accusa: Vannacci è un funzionario dello Stato, non può esprimere giudizi. Ma lo possono fare (e lo fanno tutte le volte che ne hanno voglia) centinaia di magistrati e migliaia di insegnanti, senza incorrere in reprimende finché concorrono a épater les bourgeois, come enunciava Baudelaire: a farci passare per retrogradi, conservatori di diritti che offendono l’umanità, in perenne attesa che arrivino loro a liberarla dalle nostre catene.

Che dire: più che di ideologia oggi giova parlare di sensazioni, di ricordi, di piacevolezze e di esaltazioni irrefrenabili.

Nei miei ricordi di giovinezza ma anche di maturità, in questa valle di lacrime la “bernarda” è un dono che il Signore ci ha fatto: chi non ha condiviso con una femmina o con un maschio i gesti dell’amore, i singulti, i furori, gli ansiti, le carezze, la dolcezza del dopo, la sfibrante attesa del prossimo amplesso, le cavalcate nei cieli superiori del piacere e negli sconfinati campi dell’amore, chi non lo ha fatto ha perso parte della felicità che la vita ha offerto a me e a chi ha avuto il mio stesso modo di viverla: da eterosessuale.

Ne sono anche nate due splendide figlie che accompagnano e facilitano la vecchiaia mia e della mia sposa (da decenni).

Compiango gli uomini e le donne che se lo sono o se lo stanno perdendo, senza però avere il diritto di accusare noi della ricerca, legittima ma non sempre felice, di esperienze alternative o sostitutive, di figli nati non da amorosi amplessi ma da combinazioni cliniche, da uteri in affitto, per compensare unioni fisiologicamente sterili: sarà mica colpa nostra? Sarà mica colpa del tollerante mondo occidentale?

Che dire allora del mondo islamico che, nel silenzio incomprensibile degli italici cantori dei diritti delle minoranze, li lapida a pietrate?

Altro che Vannacci! Altro che le interessate censure della signorina Schlein, e perfino della CGIL (!), altro che il cipiglio del ministro della difesa e le umbratili tiritere dei giornalisti schierati, altro che i lai del mondo LGBQeccetera, altro che le esaltazioni dei dogmi dell’onorevole Lussuria o dell’onorevole Zan e il coro contro le opinioni non dogmatiche del libro di Vannacci: Oscar Wilde, che di omosessualità se ne intendeva eccome, ha indicato a tutti costoro la via maestra: «Non esistono libri morali o immorali: i libri sono scritti bene o maleCensurarli è stupido.

A margine del tuo articolo cito ISTAT

  • Gli stranieri in età dai 14 ai 17 anni residenti in Italia sono il 9.6% del totale ma compiono il 65% dei reati più odiosi: l’89,7% dei reati che concernono lo sfruttamento della prostituzione, il 55,8% delle violenze sessuali, il 52,6% delle rapine, il 52,4% dei furti, il 43,6% delle lesioni dolose è commesso da immigrati. + italiani di seconda generazione (come i francesi di terza o quarta, come i belgi, come gli inglesi, come gli svedesi)

  • nella fascia di età 45-54 anni e in quelle successive. Infatti, la percentuale di reati commessi da 50enni stranieri è pari al 16,7% a fronte di una popolazione totale dell’11,8%. Probabilmente per via di una maggiore integrazione dopo anni di lavoro e di inserimento nella società italiana.

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