C'è un vecchio adagio che così recita: chi mena per primo mena due volte. Sarà così anche in politica? E' tutto da vedere, ma è indubbio che quando mancano otto mesi al voto per l'elezione del nuovo sindaco, Mario Pardini, primo cittadino uscente e candidato del centrodestra, ha deciso di scendere in pista per anticipare l'avversario e non soltanto. A sinistra tutto è già deciso anche se s tratta di mettere d'accordo le diverse anime che vorrebbero o che aspirerebbero a ciò che è meglio lasciar perdere. I saggi, invero pochi, del centrosinistra, consapevoli della mancanza di un nuovo nome in grado di giocarsela alla pari con Pardini, stanno premendo su Stefano Baccelli, ex consigliere regionale ed ex presidente della Provincia. Quest'ultimo è reduce dallo schiaffo preso a Viareggio in sede di primarie del Pd e se in un primo momento aveva scelto di restarsene in privato a leccarsi le ferite, dolorose invero, pare adesso che abbia riacquistato fiducia e voglia di rimettersi in gioco. Ecco perché, ormai, sarà lui il candidato a sindaco dello schieramento dell'opposizione. Qualcuno avrebbe anche gradito una donna, da Vietina a Mercanti a Martini o anche su qualche nuovo esponente vicino al segretario nazionale del Pd, ma a Lucca una scelta così sarebbe suicida. La Schlein non piace a nessuno o a pochi.
Baccelli, quindi, esponente di una famiglia che con la politica ha convissuto da sempre, che ha partecipato al governo cittadino e che non si è mai tirata indietro nella sua discesa in campo per parteciparvi. La sconfitta viareggina ha lasciato interdetti, soprattutto, perché in molti non sono riusciti a spiegarsi quale fosse la necessità di bruciarsi in una campagna elettorale che con Baccelli, lucchese doc, non aveva niente a che fare. La botta è stata di quelle che lasciano il segno, ma i più vicini all'ex consigliere regionale sostengono che si sia completamente ripreso e sia in grande spolvero per rimettersi in discussione. Sarà meglio, perché la sfida non sarà facile e il centrodestra parte, sicuramente, avvantaggiato come del resto accade ogni volta che si va a votare per il secondo mandato.
Quanto a Mario Pardini non ci sembra che abbia fatto male, anzi. Eppure notiamo gli interventi, pubblicati anche dal nostro quotidiano, in cui personaggi che godono di un seguito pari a zero o poco più, sparano critiche al sindaco e non solo sul Lucca Summer Festival, sui Comics, senza rendersi nemmeno conto dell'importanza di queste due manifestazioni. Purtroppo la Sinistra, ovunque sia, è come un cancro che tutto divora e tutto distrugge. Né più né meno come l'Islam e non è un caso che siano, adesso, alleati. Tornando a Lucca, Pardini non deve pensare di aver vinto, perché di imbecilli, in giro, ce ne sono sempre troppi, gente che apre la bocca per darle fiato, gente il cui livello di concretezza o di buon senso è infimo o quasi. Ecco perché non bisogna avere alcuna esitazione e partire subito, senza aspettare, muovendosi in mezzo alla gente ché altrimenti il rischio c'è eccome.
Nonostante le tante voci gracchianti il quinquennio di Pardini non è stato affatto malvagio e la città ha regalato, in primis, una sensazione di piacevole atmosfera che non si vedeva da ben due mandati, quelli di Tambellini, onesti, per carità, seri, per l'amor di dio, ma di una pesantezza da grattarsi gli attributi. Dicono che questa cosa non conti e invece a nostro avviso è la cosa che conta di più. In un ambiente triste si lavora male, in una realtà a tinte fosche si tenta, eufemisticamente, il suicidio, non si propongono nuovi orizzonti. Quindi, anche per noi Mario Pardini può tranquillamente rivincere anche se in tanti vorrebbero che si liberasse di alcune personalità giudicate troppo estremiste. Fabio Barsanti, dicono i verniciati di rosso, è fascista. Ragazzi, se Barsanti è fascista i vostri bastardi amici islamici che cosa sono? Nipotini di Mengele?


