Ha suscitato scalpore l’ultima vicenda riguardante il consigliere comunale Jan Vecoli, che attraverso un post su Facebook ha dichiarato l’allontanamento dalla propria carica da presidente provinciale di ARCI Lucca Versilia. Da qui, sono scaturiti molti commenti che hanno sottolineato la confusione originata dalle modalità della comunicazione.
Da report informativo quale “Runts”, Jan Vecoli risulta tutt’oggi presidente e legale rappresentante di ARCI Lucca Versilia, ed è contemporaneamente consigliere comunale di Viareggio. ARCI nel frattempo ha rapporti economici con il Comune, con affidamenti diretti per servizi come lo Sportello Immigrazione per 74.000 euro nel biennio 2024-2025 ed altri 74.000 euro per il biennio in corso. A rendere la vicenda singolare è, però, un altro elemento, ovvero il fatto che Vecoli abbia affidato ad un vecchio post di Facebook dello scorso 11 maggio la dichiarazione di essersi “autosospeso” dalla carica di presidente provinciale di ARCI. Da questo ne sono conseguiti molti interrogativi. Ad esempio, con il termine “autosospeso” dichiara di aver interrotto temporaneamente lo svolgimento del proprio incarico? Se così fosse, quali effetti giuridici produrrebbe un’autosospensione annunciata sui social? Esiste un atto formale? Questo modus operandi è previsto dallo Statuto dell’associazione? Chi esercita, nel frattempo, le funzioni di presidente e di legale rappresentante? E infine perché, se l’autosospensione ha effettivamente modificato la sua posizione, dalla visura “Runts” Vecoli risulta ancora presidente e legale rappresentante?
La compatibilità con una carica pubblica non può, oggettivamente, essere discussa attraverso una dichiarazione affidata a Facebook o a qualsiasi social. Di fatto servono atti, date e responsabilità chiaramente individuabili. Tanto più che, nel frattempo, proseguono rapporti economici tra ARCI e il Comune di Viareggio. Infatti, l’art. 63, comma 1, n. 2 del “Testo Unico degli Enti Locali” disciplina l’incompatibilità di amministratori e rappresentanti di soggetti che abbiano parte in servizi, somministrazioni o appalti nell’interesse del Comune. Il Ministero dell’Interno ha chiarito che la norma può riguardare anche i presidenti di associazioni senza scopo di lucro quando esista un rapporto oneroso per lo svolgimento di servizi comunali.
Quindi, se il ruolo di Jan Vecoli fosse compatibile con la carica di consigliere comunale o no, gli organi competenti del Comune avrebbero il dovere di verificarlo immediatamente, e dovrebbero accertare in particolare se gli affidamenti e i rapporti economici Comune–ARCI siano proseguiti durante il mandato consiliare e quale sia, dal punto di vista formale, la posizione ricoperta da Vecoli all’interno di ARCI. E’ necessario che, se dovesse esistere un atto di sospensione, esso venga reso noto, insieme alla sua decorrenza ed ai suoi effetti sulla rappresentanza dell’associazione. Questa situazione, se la incompatibilità fosse confermata, riguarderebbe anche Fermi Mai e la sua ex candidata a sindaco. Quindi, Vecoli fosse compatibile, sarebbe necessario che lo dimostrino gli atti. Se non lo fosse, ne tragga immediatamente le conseguenze.



