«Confusione, mi dispiace, se sei figlia della solita illusione», cantava Battisti, ed è evidente che tra i miti che alimentano le più confuse menti di destra e sinistra (ma soprattutto di sinistra) vi é quello della resistenza palestinese all'invasore israeliano.
Che gli israeliani abbiano esondato (sto usando un eufemismo) non ci sono dubbi, così come non ci sono dubbi che i palestinesi imbeccati da «consiglieri fraudolenti» hanno spesso abboccato al gioco del nemico facendosi lo strumento sacrificabile della politica di una confusa (anche qui uso un eufemismo) Lega Araba.
Fissiamo alcuni punti che attengono in parte alla storia e in parte all'attualità:
- 1946-47; cessa il mandato britannico sulla Palestina; l'ONU suddivide il territorio in due stati, l'ebraico (55% destinato ai 500.000 ebrei) e l'arabo-palestinese (45% destinato ai 497.000 palestinesi). Gerusalemme é neutrale. Israele procede a fondare il suo stato, gli stati arabi (Gran Mufti di Gerusalemme in testa) respingono la,risoluzione dell'ONU.
- 1948; nasce lo stato di Israele; in risposta, Egitto, Libano, Siria, Giordania, Iraq e Arabia Saudita attaccano Israele che, armato ed equipaggiato dall'URSS, prevale, ricaccia gli assalitori. L'Egitto occupa Ghaza e la Giordania la Cisgiordania e Gerusalemme Est. Nessuno stato arabo ratifica la pace.
- 1949; i paesi arabi inducono i palestinesi all'esodo (Nakba) in vista di un futuro ritorno in una palestina liberata.
- Fino al 1967 la questione palestinese aleggia e si manifesta con il consolidamento di milizie che daranno poi vita all'OLP e con tentativi di infiltrazione in territorio israeliano.
- L'OLP, fondata nel 1964 compie le sue prime azioni armate tramite Al FATAH guidata da Yasser Arafat che avrebbe poi preso il controllo dell'OLP nel 1967-1969
- 1967 gli stati arabi attaccano Israele, é la «guerra dei 6 giorni»; gli eserciti aggressori vengono sbaragliati; Israele amplia il controllo sul territorio palestinese ma non annette le porzioni di terreno conquistate per evitare il formarsi di una maggioranza di cittadini arbi.
- Nel 1970 l'OLP, consolidatosi in Giordania spadroneggia e tenta un colpo di stato ai danni di Re Hussein che reagisce con fermezza, vengono uccisi,5.000 guerriglieri di Arafat e l'OLP si trasferisce in Libano dove va assumendo sempre maggiore tracotanza e dove fa pendere la bilancia del confessionalismo a favore della componente musulmana.
- La lotta del popolo palestinese promossa e gestita dall'OLP, dal Libano, viene esternalizzata con attentati in Europa.
- 1973; nuovo attacco degli stati arabi che vengono respinti; Israele super Suez e si ferma a un centinaio di Km da Il Cairo e da Damasco. Ancora una volta gli stati ti arabi si rifiutano di siglare un accordo e diriconoscere Israele.
- 1978 l'Egitto di Sadat riconosce lo stato israeliano; nel,frttempo, Ghaza, sotto il controllo egiziano si trasforma in una polveriera con un assetto politico ufficiale e un assetto combattentistico occulto.
- 1987; ricorre il ventesimo anno dell'occupazone della CisGiordania, Ghaza, e Gerusalemme Est e del loro controllo militare da parte di Israele; é la famosa «prima intifada»; per volere dei paesi della penisola arabica nasce HAMAS.
- 1993; pace di Oslo, l'OLP rinuncia alla lotta armata e riconosce Israele; da parte sua Israele riconosce l'OLP e uno stato palestinese incardinato su gran parte dei territori occupati nel 1967 (guerra dei 6 giorni).
- 1999-2000; a Camp David viene concordata il,controllo dell'ANP (Autorità Nazionale Palestinese) sul 75% della CisGiordania (con Gerusalemme Est per capitale) e su Ghaza.
- 2005; ritiro delle truppe israeliane da Ghaza il cui controllo é assunto dall'ANP.
- 2008; proposta di un corridoio che unisca alla CisGiordania; Gerusalemme Ovest capitale di Israele e Gerusalemme Est capitale le di Palestina.
- Con l'avvento di Netaniahu in prima elezione (1996-99) e poi in seconda (2009-21) e in terza (2022-attuale) sembra che la strategia israeliana sia quella di smetterla con le trattative.
Chiedo venia se ho proceduto a spanne ma la questione é cosi' complessa e frastagliata che in un articolo non ci sta.
Gli Israeliani, in forza della loro convinzione di essere il popolo eletto, già vittima di chi ebreo non era e che ha fatto loro soffrire alcune deportazioni e un olocausto, si sono convinti che, proprio a partire da quell'olocausto, a loro tutto é permesso perché é in ballo la loro sopravvivenza... infatti sono riusciti a scucire una logica per cui l'offesa a un ebreo é più grave rispetto a quella rivolta a un cristiano, un italiano, un arabo o, figurarsi, un palestinese.
Adesso che hanno riacquisito quell'antico «focolare» che Dio aveva riservato loro e dal quale erano stati cacciati quasi 2000 anni fa (mi sembra dall'imperatore Tito nel 74 dC... i romani le cose le facevano bene) non hanno remore ad esondare nella perfidia, perfettamente dimostrata dai coloni che commettono le peggiori angherie nei confronti dei palestinesi legittimi proprietari di quei terreni ubicati in quel 75% di territorio che abbiamo visto essere loro destinato... é cosa quasi quotidiana.
Alla tracotanza di quei coloni ebrei e alla ferocia che Netaniahu ha saputo infondere alla politica israeliana si aggiunge un fattore che incrementa l'antipatia verso quella figura tra il mito e la realtà che é quella del «perfido giudeo» e sono i giochi, troppo spesso sporchi, anzi, sporchissimi, della finanza internazionale che tutti sanno essere pilotata da centri di potere afferenti alla nebulosa dell'ebraismo che abbraccia sionismo-massoneria-protestantesimo wasp e, accordi di Abramo lo confermano, anche l'islam fondamentalista degli stati del golfo i quali, appoggiati dagli altri paesi della Lega Araba, sin dal periodo della decretazione ONU di due stati per due popoli, hanno indotto i palestinesi a rigettare quella risoluzione e, con la promessa di un ritorno in forza nella terra natia, a infilarsi in quel cul de sac dal quale non sono più usciti trasformandosi cosi' nello strumento della Lega Araba per mettere in mora non solo Israele, ma anche i suoi alleati facendo leva sulla triste sorte di un popolo arabo negletto.
Nel frattempo, comunque, la Lega Araba, in seno alla quale dominava il petrodollaro dell'istanza islamista degli stati del Golfo, era riuscita a conferire alla causa palestinese (inizialmente ispirata alla laicità non atea del «ba'athismo»), una identità sempre più musulmana, ed ecco apparire la jihad Islamica Palestinese e HAMAS e, nel sud del Libano HizbAllah (partito politico Sci'ita dotato di una organizzazione militare, emanazione dell'Iran il cui obiettivo prioritario era consolidare una presenza dell'Islam Sci'ita in una regione che stava diventando a preminenza schiacciante sunnita)
Non simpatizzo per gli ebrei considerandoli peggio degli inglesi per come si sentono meglio degli altri e pure per quel loro continuo mettere in mora il mondo intero per come sono stati martirizzati dai nazisti.
Ma non posso nemmeno parteggiare a schiovere per la causa palestinese perché in fondo, il peggior nemico dei palestinesi é stata la loro leadership che ha messo a disposizione il proprio popolo come strumento di interessi (spesso disordinati) degli stati arabo-islamici e non ha esitato a incitarne azioni terroristiche ben sapendo come sarebbe andata a finire stante la ormai consoldata propensione israeliana a una spietata rappresaglia... una sorta di storia di Davide contro Goliath in salsa moderna in cui un Davide cresciuto e impietoso, dismessa la fionda e imbracciato un fucile mitragliatore, affronta un Goliath che, incitato dai suoi e armato di un coltellino reitera il combattimento.
L'azione di HAMAS del 7 ottobre di tre anni fa é stata disumana, cosi' come é stata disumana la rappresaglia israeliana scatenata da Netaniahu, tanto più disumana alla luce di un sospetto che assomiglia molto più a una certezza: non é possibile che il Mossad non sapesse; ma quello che a me lascia di stucco e soffoca sul nascere ogni mia presa di posizione a favore della causa palestinese - a prescindere da ogni dubbio - é una domanda: com'é che una leadership come quella palestinese, conscia di confrontarsi con un nemico tracotante e strutturalmente avulso dalla pietà per via di un'etica fondata sul « occhio per occhio, dente per dente » e sul convincimento che «io son io e voi non siete un caxxo», non ha remore a compiere azioni suscettibili di una risposta spietata... il sospetto che si giochi a creare martiri per poter poi frignare e mettere in mora il mondo e scucire concessioni, é forte.
Il popolo palestinese é un popolo che, come l'armeno, é vittima di un martirio, l'unica differenza é che gli armeni sono stati dimenticati, mentre i palestinesi sono oggetto di un continuo interesse che puzza di modaiolo e che fa sospettare una certa mercificazione del dolore altrimenti non si spiega perché nessuno si indigni per il martirio dei cristiani in Sudan e in Nigeria.
E dopo uno scambio di commenti impietosi sui socials, contro quell'efferato filo sionista che mi accusano di essere, mi piacerebbe sapere se, coloro i quali scendo in piazza a sostegno della causa palestinese, abbiano contezza per chi e per cosa stanno manifestando...
Sanno cos'era l'OLP?
Sanno cosa é il Ba'athismo, ideologia che ha inizialmente ispirato l'OLP?
Sanno cosa significa FATAH e chi ne era leader e di quali azioni terroristiche si é reso responsabile?
Sanno chi ha compiuto le stragi di palestinesi note come « settembre nero » e «Tal Al Zatar»?
Sanno che ovunque sono stati dislocati i profughi palestinesi (Giordania, Siria, Libano) sono stati impiegati dalla loro leadership per tentare di rovesciare lo status-quo locale?
Sanno cosa significa HAMAS e a quale confessione islamica appartiene?
Quando insistono sulla necessità che l'Italia riconosca lo stato palestinese, hanno idea di quale stato stanno parlando? Sanno che HAMAS ha rifiutato di passare Ghaza sotto il controllo dell'ANP... a proposito sanno cosa è l'ANP e chi ne é a capo?