Caro Roberto lascia che ti scriva questa lettera-articolo con cui approfitto per farti gli auguri di buon compleanno. 58 anni, mi ha suggerito Camelia tua moglie, indossati alla grande aggiungo io e con il classico coraggio di chi salta il fossato senza attendere che qualcuno lo passi a prendere. Ci conosciamo, ormai, da tre anni e se anche tra noi non c'è una frequentazione regolare, tu sai che in qualunque momento avrai bisogno io ci sarò. Non per piaggeria né, tantomeno, per chissà quale prebenda o cadreghino, bensì perché, a dirla tutta, sei rimasto uno degli ultimi politici e anche, consentimelo, uomini, in grado di dire apertamente quello che pensano, ma anche di gridarlo e, persino, di scriverlo. Ci siamo incontrati la prima volta nel settembre 2023 e mentre la stragrande maggioranza di intellettuali svenduti a un tanto al chilo, di giornalisti con la paura che faceva novanta, di politicanti da strapazzo, si domandava chi mai fosse questo generale che osava scrivere, addirittura, un libro, noi pronosticammo il tuo sbarco nella capitale. In tre anni hai rovesciato i luoghi comuni di questo sfasciato Paese, hai mandato a quel paese gli idioti che odiano l'Italia e abbracciano l'Islam, ha dimostrato che la vigliaccheria alberga sistematicamente negli animi di chi non sa ragionare, ma preferisce il culto dell'ideologia a quello della realtà.
Mai avremmo creduto che la politica fosse così sporca e sudicia da rendere, se così si può dire, pulita una guerra tradizionale come quelle che hai vissuto. Te lo abbiamo anche chiesto e ci hai confessato che non esiste paragone tra la politica e i suoi meandri e il combattere armati. E' vero, in quest'ultima si muore, ma nella prima si muore due volte quando si assiste al fango e allo sterco che ti rovesciano addosso solo per denigrarti o anche sputtanarti.
Hai deciso di aprire un partito e hai fatto non bene, di più. Noi abbiamo scelto deliberatamente di non entrarci perché siamo refrattari alla politica dei partiti e preferiamo limitarci a essere pronti a scendere in campo. Non abbiamo gli occhi foderati di prosciutto per cui vediamo bene quello che sta accadendo. I paracadutisti contro i teppisti che hanno incendiato Milano? Di più, soltanto se dotati dei poteri militari che si ricevono in tempo di guerra, perché questa è guerra e bisogna scegliere da che parte stare.
Vado in giro e sento persone nemmeno tanto ignoranti giudicarti in base agli stereotipi formulati dai giornalisti eunuchi e ignoranti, presuntuosi e di sinistra, vomitevoli e ipocriti. Io mi sono avvicinato a te senza alcun pregiudizio e ho apprezzato in te l'onestà intellettuale, la semplicità, il rispetto. Inutile tentare di spiegare al demente perché, tanto, sempre demente resta. 58 anni sono, per te, in fondo, un ottimo trampolino di lancio verso ulteriori successi e sfide. Hai lasciato con coraggio la carriera militare stampando a tue spese un libro che è stato un caso letterario nazionale. Ho udito tesi complottiste, intrise di dietrologia, secondo cui saresti il diavolo in persona mentre invece sei un uomo che, ad un certo punto della propria vita, ha detto basta e ha scelto di scendere dal treno. Avrebbe potuto tranquillamente arrivare in stazione e fermarsi anche a mangiare qualcosa. Invece no, ha voluto provare a rifare l'Italia. Ce ne vorrebbero di uomini così. E' un militare? E allora? E' fascista? Ma quando. E' razzista e anche omofobo e misogino: aprono bocca e danno fiato. Non si può piacere a tutti, ma questi tutti, almeno in questo sfasciato Stivale, per la maggior parte non comprendono una sega.
Noi che, al contrario, abbiamo la presunzione di comprendere, cogliamo questa occasione per augurarti un magnifico compleanno nonostante i tuoi impegni e di proseguire sempre con la stessa determinazione e con lo stesso entusiasmo.
Un abbraccio forte.


