Anno XI 
Venerdì 9 Ottobre 2026

Scritto da Luciano Luciani
Politica
02 Febbraio 2023

Visite: 952

Se il legislatore, nell’istituire il Giorno della Memoria il 27 gennaio, (legge n. 211, 20 VII 2000) e il Giorno del Ricordo, 10 febbraio, (legge 92, 30 III 2004), ha inteso tenere separate queste due date, acquisite di recente al nostro calendario civile, un motivo deve pur esserci.

Ed è quello di due vicende profondamente diverse l’una dall’altra: per le finalità, i numeri, la durata, l’intensità… Con tali e tante specificità da rischiare, celebrando insieme l’una e l’altra, la famigerata “notte buia in cui tutti i gatti diventano bigi”. Ovvero, la confusione delle idee e la conseguente banalizzazione degli eventi passati, rendendo così un pessimo servizio alla verità storica, ostacolando il lavoro di quanti con serietà documentaria cercano di mantenere viva la testimonianza di quegli orrori, indagandone con lo scrupolo dei dati di fatto, cause, responsabilità, protagonisti…

Perché, sia chiaro, la memoria non è solo un deposito di fatti accaduti ieri o l’altro ieri, ma una rielaborazione ininterrotta del nostro rapporto attuale col passato e con la storia: insomma, una complicata, defatigante, laboriosa ricerca di senso. Deve entrare in relazione con quanto stiamo vivendo oggi e diventare lo strumento interpretativo del nostro presente.

Insomma, la memoria, per essere davvero feconda, deve configurarsi come abrasiva, lasciare un segno, una traccia nelle coscienze, sollecitarci a prendere posizione. Insomma, per dirla tutta e in tutta onestà, io non credo in una memoria condivisa sempre e da tutti: una condizione che mi preoccupa e non poco.

Perché, a ben pensarci, non è condiviso nemmeno il patrimonio di memorie del nostro processo di unificazione nazionale, il Risorgimento: cosa hanno in comune, in fondo, l’Italia unita del cafone meridionale analfabeta e quella del borghese settentrionale? Quella delle Camicie rosse e quella dei generali sabaudi? Quella degli uomini e quella delle Sorelle d’Italia? Poco o nulla.

Evitiamo quindi le “ammucchiate” sempre foriere di ambiguità e, prima o poi, di disastri civili e morali. La memoria, infatti, non deve servire a pacificare, a farci sentire tutti più buoni, ma va adoperata intelligentemente per disturbare le coscienze intorpidite e sonnacchiose.

Pin It

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Da oggi è online il concorso straordinario per il reclutamento di 400 allievi Marescialli dell’Arma dei Carabinieri, in…

Spazio disponibilie

Dopo la pausa estiva, il prossimo 9 ottobre alle ore 19:30 presso Villa Le Sughere in via…

L'azienda partecipata Geal Spa continuerà a gestire il servizio idrico di Lucca fino al 31 dicembre…

Spazio disponibilie

Sabato 10 Ottobre a Camigliano chiesa Parrocchiale alle ore 21 si terrà la seconda serata…

Una serata per ridere, divertirsi e fare del bene. È questo lo spirito di "Tragedie…

Prorogata la permanenza a Pietrasanta di tre opere della grande mostra dell'estate 2026 firmata Gustavo Vélez. "Ritmica VII", sulla…

Sabato 10 ottobre entra nel vivo la rassegna "Oltre il Ricordo. Itinerari storici e culturali attraverso la frontiera…

Spazio disponibilie

Lo spettacolo "Napoli nel cuore", in programma sabato (10 ottobre) alle ore 21.00 al Teatro Scuderie Granducali, aprirà la…

«Enrico Bartoletti: per una Chiesa rinnovata, trasparente, umile» è il titolo della giornata di studi in…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Duetto - 160
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie