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Scritto da Redazione
Piana
28 Febbraio 2026

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A conclusione di una lunga ed articolata attività d’indagine, i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Lucca hanno individuato il conducente dell’autovettura, la sera del 15 novembre 2024, nella via dei Centoni di Altopascio, aveva travolto ed ucciso un 70enne del luogo che stava facendo una passeggiata nei pressi della sua abitazione.

L’uomo, che è un cittadino albanese, 53enne, pregiudicato, è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria di Lucca, per i reati di omicidio stradale e fuga del conducente in caso di omicidio.

Alle ore 01:40 del 16 novembre 2024, i Carabinieri della Stazione di Altopascio intervenivano nella via dei Centoni della frazione Badia Pozzeveri, in quanto un passante aveva segnalato la presenza di un uomo esanime nella cunetta a bordo strada. Dopo la constatazione del decesso da parte dei sanitari del 118 intervenuti sul posto, i Militari dell’Arma eseguivano i primi rilievi per accertare l’accaduto. Sin dall’inizio la vicenda si presentava come un vero e proprio rompicapo. Nessun documento per identificare il cadavere, nessun testimone, nessun segno di frenata sull’asfalto, solo qualche frammento di plastica a bordo strada a qualche metro dal corpo rinvenuto, circostanza che unitamente alle evidenti lesioni sul corpo della povera vittima, portavano a ritenere che si potesse trattare di un investimento.

Ed è proprio da questi ultimi indizi che i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Lucca sono partiti, avviando una complessa indagine che è durata oltre un anno, nel corso della quale gli investigatori, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, prima hanno individuato il modello del veicolo e successivamente hanno analizzato un’enorme volume di dati telefonici e telematici, incrociandoli con i dati estrapolati dall’archivio della motorizzazione civile e con i filmati estrapolati dalle telecamere degli impianti di videosorveglianza comunale e dei privati. Ulteriori riscontri poi, sono emersi dalle testimonianze acquisite, dai tracciati GPS delle vetture sottoposte ad accertamenti e dall’analisi forense dei dispositivi sequestrati all’indagato e ad alcuni familiari, tutti elementi che univocamente hanno condotto la responsabilità del sinistro stradale nei confronti del 53enne, che in sede d’interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Si rammenta che l’indiziato è da ritenere presunto innocente, sino al definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile di condanna all’esito del procedimento penale.

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