Dopo il primo cittadino, alcuni in presenza, altri da remoto, sono intervenuti Aldo Iacomelli, presidente di RetiAmbiente, l’onorevole Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia), l’onorevole Marco Simiani (Pd), il consigliere regionale Vittorio Fantozzi (Fratelli d’Italia), Gianni Lorenzetti, presidente della Commissione Ambiente della Regione Toscana, Liano Picchi, coordinatore dei Comitati ambientali della Piana, Rossano Ercolini, direttore del Centro di ricerca rifiuti zero di Capannori; Lara Pacini, Francesco Silvestri, Andrea Minutolo, responsabile scientifico Legambiente nazionale, Luca Guidi, del comitato Salanetti Capannori-Porcari.
Successivamente si è aperto il dibattito consiliare nel quale sono intervenuti i rappresentanti dei vari gruppi consiliari.
Il consigliere comunale del Pd, Michele Del Debbio ha illustrato a nome di tutta la maggioranza la mozione che esprime il pieno sostegno alla realizzazione del polo del riciclo dei prodotti assorbenti e del tessile 'che risponde alle direttive europee e rafforza la strategia "Rifiuti Zero" del Comune di Capannori, puntando a ridurre drasticamente il conferimento in discarica".
Il documento evidenzia che "il progetto per la realizzazione del polo di riciclo dei prodotti assorbenti per la persona (PAP) e della selezione del tessile in località Salanetti, intercetta categorie di rifiuti (pannolini e scarti tessili) che ad oggi rappresentano una quota imponente della frazione indifferenziata. In particolare, l’impianto del tessile, recependo la direttiva europea 2025/1852 del 10 settembre 2025 nasce proprio come un hub di selezione automatizzata ad alta tecnologia capace di trattare circa 6.500 tonnellate all'anno di rifiuti tessili, igienizzarli, suddividerli per fibra e prepararli per il riciclo".
Per quanto riguarda la localizzazione, la mozione sostiene che 'la localizzazione a Salanetti è considerata una scelta strategica e strutturalmente vantaggiosa per diversi motivi. Il progetto a Salanetti non prevede la cementificazione di nuove aree verdi o agricole. L'impianto nasce dalla riqualificazione di capannoni industriali dismessi ed esistenti. Questa scelta risponde perfettamente ai principi dell'economia circolare e alle direttive europee, che impongono di minimizzare l'impatto sul territorio riutilizzando il patrimonio edilizio già presente. Salanetti è una zona industriale già dotata di una forte infrastruttura logistica e stradale e si trova in una posizione baricentrica rispetto ai flussi di raccolta dei rifiuti gestiti da Ascit e RetiAmbiente nella Piana di Lucca".
La mozione evidenzia poi che nel marzo 2024 la Regione Toscana ha decretato l'esclusione dall'iter di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per l'impianto motivando la scelta con una serie di valutazioni tra cui il fatto che 'l'impianto per il riciclo dei prodotti assorbenti non è un inceneritore o un termovalorizzatore. Il ciclo tecnologico prevede un sistema 'chiuso' basato esclusivamente sul lavaggio, la sterilizzazione a vapore termico e la successiva separazione meccanica delle materie prime (cellulosa e plastica). Non essendoci emissioni da fumi o combustione industriale, l'impatto sulla qualità dell'aria è stato considerato al di sotto delle soglie di legge che fanno scattare l'obbligo di VIA". Il documento sottolinea, inoltre, che nel luglio 2025 la Conferenza dei Servizi convocata dalla Regione Toscana ha formalmente rilasciato il provvedimento autorizzativo unico, sancendo in modo definitivo la piena sostenibilità tecnica, ambientale ed idraulica dell'impianto".
Per quanto riguarda l'iter giudiziario, la mozione ricorda che il TAR della Toscana, con sentenza pubblicata nel febbraio 2026, ha respinto sotto ogni profilo i ricorsi presentati contro le autorizzazioni dell'impianto confermando anche l’ esclusione della VIA e che il Consiglio di Stato, con sentenza pubblicata il 20 ottobre 2026, conferma in modo netto quanto già stabilito dal Tar.
Per quanto riguarda i finanziamenti il documento evidenzia che "Il primo ottobre 2026 la Camera dei Deputati ha approvato un cruciale ordine del giorno bipartisan finalizzato a garantire la continuità dei finanziamenti attraverso fondi ministeriali dedicati alla transizione ecologica ed economica. Tale autorevole atto parlamentare impegna il Governo a rimodulare le risorse necessarie per il completamento degli impianti di economia circolare confermando la strategicità nazionale della tipologia degli impianti come quello di Capannori”.
In conclusione, la mozione, approvata con i voti favorevoli della maggioranza e i voti contrari dell'opposizione impegna il sindaco e la giunta a "ribadire il pieno sostegno politico e amministrativo alla realizzazione e all'entrata in funzione dell'impianto di riciclo dei prodotti assorbenti e del tessile di Salanetti, quale pilastro fondamentale della strategia rifiuti zero e della chiusura virtuosa del ciclo dei materiali; a proseguire nell'azione di trasparenza e coinvolgimento del territorio, in sinergia con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, offrendo alla cittadinanza evidenze costanti sull'assenza di emissioni inquinanti e sul rispetto formale di tutte le prescrizioni stabilite dalla Conferenza dei Servizi e validate dal TAR; a monitorare su RetiAmbiente affichè realizzi in tempi celeri e certi questa importante infrastruttura, strategica dal punto di vista ambientale e anche dal punto di vista economico e sociale, perché soltanto il riciclo e il riuso possono costituire un’alternativa seria alla discarica e all’incenerimento, in modo che i Comuni possano mantenere invariate le tariffe dei cittadini, visto che il costo dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati aumenta di anno in anno".


