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Scritto da Redazione
Piana
16 Aprile 2026

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Sono sconcertato e perplesso per la decisione dell’Amministrazione Comunale di Capannori di non aderire alla  definizione agevolata delle entrate locali introdotta dalla Legge di bilancio 2026 e, al riguardo, ho presentato una interrogazione in Consiglio Comunale per chiedere al Sindaco di spiegare le ragioni per le quali si è scelto di non ricorrere a una misura che rappresenta un aiuto concreto verso chi è in difficoltà con i pagamenti.

E’ quanto afferma il consigliere comunale di Noi Moderati Domenico Caruso per il quale la decisione del Comune di Capannori penalizza pesantemente famiglie e imprese che lottano contro gli effetti della crisi privandoli della possibilità di pagare gli importi dovuti a titolo di capitale eliminando o riducendo sanzioni e interessi.

Come è noto, spiega Caruso, la definizione agevolata riguarda tutte le entrate di natura tributaria e patrimoniale di competenza del Comune e quindi l’IMU, il canone unico patrimoniale, gli oneri di urbanizzazione, le tariffe e le rette dei servizi comunali – tra cui asili nido e mense scolastiche  - nonché le sanzioni per violazioni del Codice della Strada che possono essere definite con il pagamento della quota capitale e l’esclusione o la riduzione di interessi e sanzioni facilitazioni, queste, che potrebbero incentivare al pagamento chi vorrebbe farlo ma non ne ha le possibilità a causa di sanzioni e interessi.

Ed è evidente, prosegue Caruso, che l’adesione alla definizione agevolata avrebbe fornito al Comune di Capannori una via di uscita al pasticcio del canone di esposizione tributaria per il quale alle imprese sarebbe stato promesso l’azzeramento delle sanzioni che allo stato degli atti è assolutamente illegittimo per contrarietà alla legge che disciplina il canone pubblicitario.

A mio modo di vedere, conclude Caruso, la posizione di chiusura dell’amministrazione comunale sulla definizione agevolata delle entrate comunali è del tutto incomprensibile perché non aiuta cittadini e imprese in difficoltà e non sfrutta l’occasione per incassare danaro che avrebbe potuto essere reinvestito in servizi per la cittadinanza.

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