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Scritto da Redazione
Piana
23 Gennaio 2025

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Un aumento esponenziale del traffico pesante, reflui industriali da smaltire in depuratori non meglio precisati e preoccupanti dubbi sul passato ambientale della zona: questi sono solo alcuni dei motivi per cui il Comune Porcari ha ribadito ieri (22 gennaio) il suo deciso no all'impianto di riciclo pannolini e tessili proposto da Retiambiente a Salanetti nel corso della conferenza dei servizi convocata dalla Regione Toscana.  

La vicesindaca Roberta Menchetti, presente alla riunione, ha acceso i riflettori su criticità che continuano a destare apprensione e che, al momento, lasciano il progetto in un limbo. La prossima riunione è fissata per fine marzo, ma nel frattempo le questioni sul tavolo restano numerose e spinose, a partire dal traffico. "Con l'impianto operativo – argomenta Menchetti – la zona vedrebbe un aumento insostenibile di mezzi pesanti che complicherebbe ulteriormente una viabilità già critica e metterebbe a rischio la sicurezza dei cittadini. Non pensiamo che la rotonda su via Rossi sia sufficiente per fluidificare il traffico, ma comunque è certo che dovrà essere realizzata prima dell'impianto, non dopo, se davvero vogliamo fare l'interesse delle comunità che serviamo e non prenderle in giro. Questo obiettivo, però, richiede un iter amministrativo che dovrà essere presidiato da RetiAmbiente, Comune di Capannori e Provincia di Lucca: i tempi potrebbero non essere brevi". 

"Come se non bastasse – prosegue Menchetti – i reflui prodotti dall'impianto non potranno essere conferiti al depuratore consortile e dovranno essere smaltiti altrove, aggravando ulteriormente la situazione".

Vi sono poi tutti i problemi storici legati alla collocazione in un'area dalle molte criticità. "Con un passato così ingombrante – dice ancora Menchetti – procedere con ulteriori accertamenti ambientali è prima di tutto un obbligo morale". 

Non meno importante, infine, la questione della distanza dal centro abitato che, al momento, non risulta chiarita. La delibera della giunta del Comune di Porcari del 28 novembre ha certificato la presenza di un centro abitato a soli 80 metri dal sito dell'impianto. Secondo il Piano rifiuti e bonifiche regionale in vigore all'inizio del procedimento proposto da RetiAmbiente quella distanza sarebbe insufficiente per rilasciare un'autorizzazione. Tuttavia, il nuovo Piano regionale ha eliminato la distanza di almeno 200 metri come criterio escludente, lasciando ai proponenti di impianti già in iter autorizzativo la facoltà di scegliere se seguire le vecchie o le nuove norme. L'assessora regionale all'ambiente Monia Monni ha però assicurato che i procedimenti in corso proseguiranno con la normativa precedente: le incertezze, pertanto, restano, e si spostano sul piano della giurisprudenza. 

"Non possiamo ammettere un impianto - conclude la vicesindaca - che avrebbe un impatto non accettabile sul nostro paese, sia in termini ambientali sia di vivibilità. Con il ricorso al Consiglio di Stato ancora pendente, e la determinazione della nostra amministrazione a non fare un passo indietro, la battaglia è tutt'altro che conclusa. Una sola cosa è certa: Porcari non mollerà la presa".

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