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Scritto da Redazione
Piana
27 Giugno 2026

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Il Comune di Porcari voterà contro il piano industriale di RetiAmbiente, atteso lunedì (29 giugno) all'esame dell'assemblea dei soci. Una scelta che l'amministrazione comunale intende motivare portando al tavolo dubbi sulla sostenibilità economica e industriale dell'impianto per il trattamento dei prodotti assorbenti per la persona previsto a Salanetti, a ridosso del territorio porcarese. "Il nodo principale – argomenta l'amministrazione comunale di Porcari - riguarda il finanziamento Pnrr. L'avvio dei lavori è stato comunicato a pochi giorni dalla scadenza prevista per la conclusione degli interventi finanziati. Cosa accadrà se la proroga non arriverà, o se il contributo sarà riconosciuto solo in parte? Il nostro timore è che, in caso di perdita totale o parziale del finanziamento, il costo dell'impianto finisca sulle spalle di RetiAmbiente e quindi dei Comuni soci e dei cittadini attraverso la tariffa rifiuti".

"Ci interessa – prosegue l'amministrazione di Porcari – porre all'assemblea una questione di responsabilità economica: i soci sono davvero nelle condizioni di votare il piano industriale senza sapere quanto costerà l'opera, quali rischi finanziari comporta e quali effetti potrebbe avere sulle bollette? Dalle carte emerge che le prescrizioni contenute nell'autorizzazione regionale rendono necessarie modifiche rilevanti rispetto al progetto posto a base di gara, con possibili ricadute su tempi, costi e configurazione dell'impianto. Dalla documentazione acquisita risulterebbe inoltre presente il solo contratto relativo alla parte edilizia, mentre non emergerebbe con la stessa chiarezza quello relativo alla parte impiantistica. Un elemento che apre un ulteriore dubbio: si può considerare realmente avviato un investimento di questa portata se una componente essenziale dell'opera non risulta pienamente definita sul piano contrattuale?"

C'è poi il tema dell'investimento già sostenuto da RetiAmbiente per l'acquisto del capannone di Salanetti: "È costato circa 3 milioni di euro ed è dotato anche di impianto fotovoltaico. La necessità di adeguare la struttura al progetto autorizzato, al punto di doverlo abbattere e ricostruire da zero, rischia di ridimensionare pesantemente il valore di quell'acquisto, trasformando parte dell'investimento già fatto in un costo ulteriore".

"Il punto più sensibile – dice il Comune di Porcari – è capire se esista davvero, oggi e in prospettiva, un mercato stabile per i materiali che dovrebbero uscire dal trattamento dei pannolini e degli altri prodotti assorbenti. Restano forti dubbi sulla collocazione della cellulosa recuperata, sulla presenza di materiali difficili da separare, sulla volatilità dei prezzi, sui costi di gestione, sui reflui e sugli scarti. Il rischio è che l'impianto venga realizzato senza una reale garanzia sulla possibilità di reggersi economicamente negli anni. Un impianto può essere autorizzato, ma questo non significa automaticamente che sia sostenibile dal punto di vista finanziario e industriale. E questo al di là degli impatti ambientali, tutti ancora da verificare, trattandosi di un impianto che presenta caratteri sperimentali".

Da qui la richiesta di un quadro aggiornato prima di procedere oltre. "Vogliamo conoscere lo stato effettivo del finanziamento Pnrr, il nuovo costo dell'investimento, l'impatto delle modifiche progettuali, lo stato dei contratti sottoscritti, distinguendo tra parte edilizia e parte impiantistica, le simulazioni sulle tariffe e una verifica indipendente del business plan. Oggi queste risposte mancano e per questo il Comune di Porcari porterà in assemblea un voto contrario al piano industriale. La domanda che poniamo agli altri soci è semplice: se domani il conto dell'impianto di Salanetti dovesse ricadere sui cittadini, i Comuni potranno davvero dire di aver votato conoscendo tutti i rischi? E potranno dire di averlo fatto sapendo se l'opera era davvero pronta a partire, oppure se l'avvio dei lavori è avvenuto in fretta e furia, con un quadro progettuale e contrattuale ancora parziale?"

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