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Scritto da Redazione
Piana
02 Luglio 2026

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"Beirut vista da Beirut": a Capannori c'è l'occasione di sentire dalla viva voce di chi ci vive e subisce gli eventi, quello che avviene in Medio Oriente. L'opportunità nasce dalla presenza nella Piana di Bassam Abou Diab, attore, danzatore e coreografo libanese di fama internazionale, oltre che uno dei maggiori esperti di danze tradizionali del Medio Oriente, attualmente in residenza creativa presso "Aldes – SPAM! Rete per le arti contemporanee", per ritagliarsi qualche giorno di lavoro lontano da Beirut, la sua città, e dai boati delle bombe israeliane.
E l'appuntamento è per domani (venerdì 3 luglio), alle ore 18,00 al Polo culturale Artemisia di Tassignano, con un incontro, organizzato dal  Comune di Capannori assieme ad "Aldes – SPAM!" e all'Osservatorio per la pace e alla Scuola della pace della Provincia di Lucca, per capire e confrontarsi "sulla quotidianità e la politica il Libano attraverso occhi di un artista".
"Noi giorni scorsi abbiamo organizzato con Bassam un momento condiviso col dabke, la danza tradizionale palestinese, che ha visto coinvolte decine e decine di persone – racconta Roberto Castello – Adesso desideriamo costruire un momento di confronto con lui, perché ha davvero molto da raccontarci, rispetto alla situazione in cui vive in prima persona. Non sarà tanto un incontro incentrato sui drammi umani quanto piuttosto sul racconto della complessità e delle drammatiche torsioni della vita sociale e politica in Libano e in tutta la regione. Un'occasione forse unica per provare a capire quella intricatissima realtà e le sue implicazioni sulla quotidianità e sull'idea di futuro di chi ci abita".
Già prima del suo arrivo a Capannori, Bassam Abou Diab aveva già iniziato a raccontare la situazione in cui normalmente opera: "In questo momento, avere uno spazio fisico e mentale fuori Beirut è estremamente prezioso – aveva scritto - Vivo e lavoro in Libano, dove le persone continuano ad affrontare la guerra, gli sfollamenti e la violenza quotidiana. Più di un milione di persone sono state sfollate e molte comunità continuano a soffrire per gli attacchi israeliani e la distruzione delle loro case, dei loro ricordi e del loro stile di vita. In tali circostanze, la possibilità di allontanarsi per un periodo di ricerca mirata non è un lusso, ma una necessità".

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