Si terrà il prossimo 3 e 4 novembre tra Palazzo Boccella a San Gennaro, il cinema Teatro Artè e SPAM! a Porcari la seconda edizione del convegno Le ragioni di un Piano Piaggia - Per una cooperazione culturale paritaria e non predatoria con l’Africa subsahariana. L’iniziativa è promossa da ALDES, rete di artisti e operatori culturali diretta da Roberto Castello, in collaborazione con la rivista Nigrizia e con Art Lab.
L’evento riunirà filosofi, antropologi, programmatori culturali, diplomatici, artisti, giornalisti e membri delle istituzioni di Italia, Kenya, Nigeria, Sudafrica, Mozambico, Senegal, Burkina Faso e Tanzania, con l’obiettivo di interrogarsi su nuovi possibili modelli di relazione interculturale fra Europa e Africa. A testimoniare l’importanza dell’appuntamento la presenza, fra gli altri, di figure autorevoli del panorama culturale africano come Severino Ngoenha, Jean-Léonard Touadi, Paolo Israel e dei responsabili cultura e istruzione del Piano Mattei.
Proprio questi ultimi saranno i protagonisti della conferenza aperta al pubblico e a ingresso libero Cosa gli italiani (per il loro bene) non possono non sapere del pensiero africano che si terrà martedì (3 novembre) alle 21 ad Artè con la moderazione di Roberto Valussi e Alessandro Romanini.
Al centro della due giorni di confronto sul nuovo modello di cooperazione culturale fra Europa e Africa la figura di Carlo Piaggia, definito dal direttore artistico di ALDES, Roberto Castello, l’esploratore più rispettoso della cultura africana.
“Piaggia - ricorda Castello - considerava normale trattare con rispetto le persone che incontrava e non intese mai civilizzare né catechizzare nessuno. Ciò che ci ha colpito della sua figura è proprio questo modo di porsi di fronte all’altro, basato sul rispetto e sulla capacità di vivere una relazione senza pretendere di imporre un modello”.
Una figura che testimonia di una cultura popolare italiana certamente più aperta di quella delle classi dirigenti di allora e in cui i valori umani erano preponderanti rispetto ad ogni altra considerazione. Anche in vista del bicentenario della sua nascita nel 2027, quindi, una possibile fonte di ispirazione nei rapporti tra Italia e Africa subsahariana.
"Il prossimo anno ricorrerà il bicentenario della nascita di Carlo Piaggia, una figura illustre che rappresenta un motivo di orgoglio per la nostra comunità e un’occasione preziosa per riscoprire un’eredità umana e culturale ancora oggi attuale - afferma l'assessore alla cultura, Claudia Berti-. Piaggia parla anche al presente, ricordandoci quanto siano importanti il rispetto dell’altro, l’ascolto e la capacità di incontrare culture diverse con uno sguardo nuovo. È proprio da questi valori che possiamo trarre ispirazione per costruire relazioni più autentiche e paritarie tra i popoli. In questa prospettiva si inserisce la proposta culturale di ALDES, che con il convegno "Le ragioni di un Piano Piaggia" offre a Capannori un’importante occasione di confronto internazionale e di crescita collettiva. Un percorso che la nostra comunità accoglie con interesse e che ci aiuta a guardare al bicentenario non soltanto come ad una ricorrenza da celebrare, ma come ad un’opportunità per rinnovare, nel presente, il significato più profondo della figura di Piaggia".
Il programma completo prevede martedì (3 novembre), con inizio alle ore 9, a Palazzo Boccella a San Gennaro, dopo i saluti istituzionali, per i quali è stato invitato anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, una prima sessione di lavori sul tema Perché è importante comprendere il valore della cultura e del pensiero africano. La sessione è moderata dal docente di estetica all’Accademia di Belle Arti di Carrara e curatore di arte contemporanea Alessandro Romanini. Protagonisti Severino Ngoenha, filosofo, professore di filosofia dell'Interculturalismo all’università pedagogica di Maputo e rettore dell’università tecnica del Mozambico; Jean Leonard Touadi, saggista e docente di geografia dello sviluppo, all’università La Sapienza, consulente Fao, già parlamentare italiano e Paolo Israel, antropologo e storico, senior professor all’università di West Cape a Cape Town in Sudafrica.
Nel pomeriggio dalle 14,45 la seconda sessione affronterà la questione Finalità e strumenti della cooperazione culturale con la moderazione del giornalista di Nigrizia Roberto Valussi. Ne parleranno Emilio Cabasino già responsabile del settore cultura all’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo (Aics); Angelo Piero Cappello, direttore generale dell’unità di missione del Piano Mattei per la cultura; Quito Tembe, coreografo, insegnante e condirettore di Kinani, una piattaforma di danza contemporanea con sede a Maputo, condirettore del festival internazionale International Tanzmesse Nrw e curatore de La Biennale de Lyon in Mozambico; Ndeye Mané Touré, docente all'Istituto africano di management, responsabile della Makeda Production, azienda senegalese specializzata nella progettazione e organizzazione di eventi; Ayoko Mensah, giornalista, dal 2024 su incarico del Parlamento Europeo, è co-curatrice della House of european history in Brussels; precedentemente co-curatrice al Bozart e programmatrice della rassegna Afropolitan a Bruxelles e Severino Ngoenha.
Mercoledì 4 novembre, alle ore 10, si riprendono i lavori a Palazzo Boccella alle 10 per parlare di Ruolo e funzione dello spettacolo dal vivo nell’era digitale. Modera Roberto Castello, ideatore dell’iniziativa, coreografo e direttore artistico di Aldes. Con Paolo Israel e Akoyo Mensah, già protagonisti del confronto della giornata precedente, ne parleranno Andrea Cosentino, attore, autore, comico, studioso di teatro e premio speciale Ubu 2018; Aristides Tarnagda, attore, drammaturgo, regista teatrale e direttore del festival panafricano Les Récréâtrales (Burkina Faso); Marina Petrillo, direttrice artistica del Festival Resistere Creare di Genova; Massimo Ongaro, direttore Centro Santa Chiara di Trento; Francesca Manica, curatrice del RomaEuropa Festival; Neema Odhiambo - coreografa, responsabile della rete di artisti e operatori culturali AfriKa Mashariki Dance in Kenya; Alli Hajarat - produttrice e organizzatrice del Qdance Center di Lagos in Nigeria) e Sello Pesa , direttore artistico del collettivo di danza Ntsoana Contemporary Dance Theatre di Johannesburg in Sudafrica.
La serata conclusiva è a SPAM! a Porcari dove si presenteranno una sintesi del convegno e una prima bozza di vademecum sull’etica della cooperazione culturale fra Italia e Africa. A seguire alle 21 i tre brani che quest'anno compongono la serata BAMBU, a concludere la lunga e intensa tournée che ha attraversato tutta l'Italia, tre brevi assoli firmati da tre autrici dell’Africa subsahariana: Mahaka di Linda Sarki Johnson (Nigeria), Kizazi di Stéphanie Mwamba (Repubblica Democratica del Congo) e Thin Line di Diana Odhiambo (Kenya). Le artiste , con questi lavori, trattano questioni legate all’universo sociale e valoriale femminile con drammaturgie e scelte coreografiche che rappresentano bene la tensione fra tradizioni e cosmopolitismo che caratterizza la scena artistica africana contemporanea. A concludere la serata, la festa di chiusura di BAMBU 2026 e di apertura dei Mercoledì da Salmoni 2026 con un jam session condotta da Marco Zanotti con Charles Raszl e l’Enganzibao Dance Orchestra.
Il convegno rientra in BAMBU, progetto di ALDES che mira allo sviluppo delle relazioni culturali con l’Africa incrociando l’offerta di spettacoli di danza e teatro contemporanei africani e la domanda di spettacoli dei teatri italiani.
L’evento gode del patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Lucca e del Comune di Capannori ed è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura – Dipartimento per le attività culturali – Direzione Generale Spettacolo e del Dipartimento per le attività culturali – Direzione generale Biblioteche e Istituti Culturali, Regione Toscana, Comune di Capannori, Fondazione Banca Del Monte di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Selene – Reliable. Responsible. E con la collaborazione di Odissea Cooperativa Sociale.
Qui il programma completo https://www.aldesweb.org/progetti-locali/le-ragioni-di-un-piano-piaggia-2026/


