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Ego Women Run: al via la vendita dei pettorali per l'edizione del decennale
Il 22 marzo Lucca celebra il decimo anniversario della Ego Women Run, la marcia non competitiva della solidarietà tutta al femminile. È partita la vendita dei pettorali: il ricavato sosterrà l’Associazione Silvana Sciortino e il Centro Antiviolenza Luna

'L'opera ritrovata: Turanda di Antonio Bazzini' conferenza di Marcoemilio Camera
Nel 1867 l'opera Turanda di Antonio Bazzini vede la luce sul palcoscenico del Teatro alla Scala. Una tiepida accoglienza del pubblico, i giudizi di una critica avversa, e nel giro di poche repliche…

Tanti auguri alla dottoressa Marta Bianchi per il suo compleanno
45 anni tra famiglia, scienza e cuore e l’eredità di una passione di famiglia. Ci sono traguardi che non si misurano solo in anni, ma nella qualità della…

Simone Cristicchi al Giglio con "Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli"
Simone Cristicchi giunge, attesissimo, al Teatro del Giglio Giacomo Puccini con "Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli", scritto a quattro mani con Simona Orlando, spettacolo che continua a…

Grande successo, applausi e sold-out per il reading teatrale di Emanuela Gennai dal titolo 'La leggenda di Lucida Mansi'
Grande successo e sold out per il reading teatrale: La Leggenda di Lucida Mansi, che è stato messo in scena lo scorso sabato 31 gennaio nel teatro dello spazio Cred di via S. Andrea

Aperta al circolo Fo.Ri.Ma la stagione del Club Gusto Toscano del presidente Luca Piattelli: una serata di... consueto successo
Dal sindaco di Altopascio Sara D'Ambrosio a quello di Chiesina Uzzanese Fabio Berti al consigliere regionale Vittorio Fantozzi.all'astrologo Davide Americo. Tanti gli ospiti alla cena, davvero appetitosa, per celebrare il sigaro toscano

Assegnati gli Ezechiele Awards, premi al cinema di qualità per i film distribuiti in Italia nel corso del 2025
Martedì 27 gennaio sono stati assegnati gli Ezechiele Awards, premi al cinema di qualità per i film distribuiti in Italia nel corso del 2025.

Sabato 31 gennaio la lucchese Emanuela Gennai sarà Lucida Mansi al piccolo teatro Cred di via S. Andrea
Sabato 31 gennaio, alle ore 21, nel teatro dello spazio Cred di via Sant’Andrea, nel centro storico di Lucca, si terrà il Reading Teatrale dal titolo: «La leggenda di Lucida Mansi»

L'allegria dei record: Marianella Bargilli e il fenomeno del tutto esaurito che sta conquistando l'Italia arriva in Toscana
Tra fine gennaio e inizio febbraio, l'acclamata commedia di Natalia Ginzburg con Marianella Bargilli e Giampiero Ingrassia fa tappa al Teatro Verdi di Pisa e al Teatro Cinema Puccini di Altopascio

Presentato il 15° Basket Day al Palatagliate
È prassi che una giornata del campionato al quale partecipa il Basketball Club Lucca venga dedicata a suggellare ancor di più lo stretto rapporto di collaborazione che si è creato negli anni con la Croce Verde di Lucca

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Il 21 maggio del 2021, esattamente un anno fa, se ne andava Giorgio Serafini, imprenditore e concessionario di automobili, persona che non possiamo non ricordare come tra quelle grazie alle quali la Gazzetta di Lucca e le sue sorelle hanno potuto sopravvivere più o meno dignitosamente in tutti questi anni.
Non ci viene in mente la prima volta che ci siamo imbattuti in questo uomo di una eleganza sopraffina, che era sempre in perfetto loook dalla mattina alla sera, che era a proprio agio, soprattutto, nella sua azienda e in mezzo ai suoi collaboratori. Di sicuro fu un giorno di, almeno, otto-nove anni fa, quando il giornale muoveva i suoi primi passi.
Serafini era una persona a volte anche particolarmente diretta, che sapeva dirti sempre quello che pensava se, con te, aveva un rapporto di simpatia e affetto. Anche quando, negli ultimi tempi, non stava assolutamente bene in salute, aveva una parola di fiducia e di speranza. Era, per quel poco che lo abbiamo frequentato, un uomo che amava profondamente la vita e che della vita sapeva cogliere la parte migliore frutto anche di una lunga esperienza, di una vasta conoscenza del mondo e delle persone che lo animano.
Negli affari era, dicono, certamente, inflessibile e anche qualcosa di più, ma chi conosce il settore delle auto sa bene che non si può non esserlo se si vuole restare a galla e, in particolare, restarci il più a lungo possibile e nelle migliori condizioni possibili. Ha saputo portare avanti nel tempo un marchio glorioso come quello della Bmw e a Lucca, per molti anni, parlare di Bmw era sinonimo di Giorgio Serafini e del suo socio. Era, unico con Roberto Davini, anche lui scomparso di recente, il solo che ammettev con orgoglio di appartenere alla massoneria, per lui una comunità di persone degne che si aiutavano e facevano del bene. Quando ci incontrava sapeva regalarci e regalarsi un sorriso perché ormai ci conosceva abbastanza bene e sapeva che tipi siamo.
Adesso, al timone dell'azienda di famiglia c'è Michele, suo figlio. Ricordiamo un servizio fotografico con padre e figlio uno accanto all'altro ritratti dal nostro fotografo. Giorgio Serafini ce lo chiedeva, di immortalarlo accanto a Michele e Giorgio aveva, per noi, una ensibilità particolare, una comprensione anche maggiore, probabilmente, che per altri esseri umani a lui vicini. Sapeva della nostra tragedia e, forse anche per questo, ci voleva ancora più bene, tollerando con disincanto e ironia qualche nostra intemperanza non più giovanile.
Caro Giorgio quando passavamo da Guamo era un piacere venirti a salutare. In un mondo spesso di sola forma, la nostra reciproca simpatia era pura sostanza.
Ovunque tu sia adesso, lascia che ti invii un forte abbraccio nella speranza, se non nella convinzione lo sai, che un giorno, chissà quando chissà in quale vita, ci si possa di nuovo incontrare.
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Bisogna ammetterlo: noi italiani, e in special modo le giovani generazioni, ignoriamo tutto o quasi del nostro Risorgimento nazionale. Acculturati ai miti di un immaginario collettivo estraneo, importato e imposto dall’esterno, conosciamo in maniera particolareggiata le vicende e gli “eroi” della conquista del West, ma, aldilà di uno studio scolastico-manualistico, sappiamo assai poco di una fase decisiva nella formazione del nostro Paese. Eppur, ci sarebbe, ancora quasi intatto e tutto da scoprire e riproporre, un patrimonio di fatti eroici e meno eroici, di personaggi, di esili, di fughe, di amori e tradimenti cui attingere a piene mani per recuperare, come già argomentava mezzo secolo fa un intellettuale moderno e raffinato come Luciano Bianciardi che di vicende risorgimentali ne sapeva assai, la parte migliore, la più generosa e vivace del nostro passato prossimo.
Muove in direzione contraria al senso comune corrente la scrittrice pisana Maura Bertelli che nel suo recente romanzo Il breve viaggio, Felici Editore, Pisa 2021, dà vita a verosimili scenari risorgimentali e a plausibili intrecci narrativi. Protagonista delle sue pagine, Jacopo, pistoiese, ricco borghese cinquantenne, di convinzioni liberali, fin dagli anni della giovinezza impegnato nelle trame per l’unità e la libertà della patria comune. Nel settembre del 1851, il Nostro, di ritorno da una breve visita a Livorno compiuta per incontrare lo scrittore Francesco Domenico Guerrazzi e restituirgli alcune lettere politicamente compromettenti, incappa in un incidente nei pressi di Gavinana: la sua carrozza si ribalta. Apparentemente non gravi le conseguenze: solo numerose ammaccatura e qualche linea di febbre. Ma, nel corso dei giorni e delle settimane successive, quel sinistro si rivelerà esiziale: l’ancor giovane Cavaliere toscano si aggraverà e morirà dopo una lunga e infausta convalescenza. Una condizione, la sua, negli ultimi mesi dell’esistenza, che gli permetterà di ripensare i punti salienti e i passaggi importanti della vita: le scelte politiche e le amicizie, gli amori e i dissidi, la passione per l’arte e i viaggi in Italia e all’estero... E per raccontare oltre trent’anni di storia privata intrecciata con quella pubblica, l’Autrice ricorre al flash back: ovvero evoca, non necessariamente in ordine cronologico, gli eventi importanti agli occhi del suo protagonista, anteriori al punto d’avvio della storia. Un consolidato meccanismo narrativo che permette alla Bertelli di governare, con mano sicura, sia la narrazione sia il sistema dei personaggi, ora d’invenzione, ora storici. Incontriamo così il sanguigno e radicale Francesco Domenico Guerrazzi, al quale, nonostante le diverse convinzioni politiche, Jacopo è legato da un sincero sentimento d’amicizia; il ginevrino d’origine e toscano d’adozione Gian Pietro Viesseux, editore della rivista mensile ”Antologia” che tanta parte ebbe nella formazione della classe dirigente toscana e nazionale; il pittore romantico Giuseppe Bezzuoli e tanti, tanti altri personaggi, piccoli e grandi, della storia italiana compresa tra i primi fervidi anni del post-Restaurazione e quelli, depressi, immediatamente successivi alle sconfitte del ’48. D’invenzione, comunque, il personaggio narrativamente più riuscito: Gemma, la donna amata da Jacopo, una cantante lirica di successo. Bella, raffinata, sensuale si accompagna al protagonista per circa quindici anni, condividendone le aspirazioni patriottiche e i gusti artistici, i viaggi e i sensi. Ed è amore con Jacopo: un sentimento intenso, profondo, vero, nutrito di devozione e affetto reciproci. Tutto bene, dunque? No, perché un’improvvisa, atroce, rivelazione separerà per sempre i due amanti. E la dipartita di Jacopo, in fondo, non sarà nient’altro che la sanzione di una morte già avvenuta: quella della fiducia, dei sentimenti, delle speranze…
Privo di lieto fine, il romanzo di Maura Bertelli rimane nella memoria e nel cuore con la forza delle storie che trattano dei fallimenti degli uomini buoni. Un tema, forse, risaputo, ma aggiungiamo noi, mai abbastanza: e di rado trattato con lo sguardo delicato, senza lacrime e pietoso insieme, della scrittrice pisana.
Maura Bertelli, Il breve viaggio, collana Clepsydra, Felici Editore, Pisa 2021, pp. 188, euro 14,00


