L’auditorium del conservatorio di musica Luigi Boccherini ha inaugurato, ieri sera, “Il settecento musicale a Lucca”. L’occasione è stata la presentazione del cartellone della stagione 2026, promossa dal Centro studi Luigi Boccherini insieme alle Sagra musicale lucchese ed altre realtà che dal 2016 ne condividono il progetto, tra cui Animando, Associazione musicale lucchese, Conservatorio Luigi Boccherini, Flam e Orchestra da camera Luigi Boccherini. Si tratta di un programma articolato, destinato a svilupparsi nei prossimi mesi con concerti, incontri e approfondimenti dedicati al Secolo dei lumi. La Sagra musicale lucchese, la più vecchia istituzione musicale della città di Lucca, decide così di proseguire nel solco tracciato dal suo creatore tanti anni fa, il maestro don Emilio Maggini, cercando di mettere insieme le forze per continuare in questa città, che nel settecento fu il fior fiore dell’Europa, contando circa 170 musicisti professionisti stipendiati. Il calendario si aprirà il Venerdì Santo, evolvendosi attraverso un excursus musicale per tutte le orecchie, a partire da una conferenza su una suora che per prima cominciò a mettere in relazione l’arte invisibile della musica con l’astronomia e la matematica, arrivando a creare un linguaggio completamente nuovo. Il cartellone passerà poi, per ricordare san Francesco, a composizioni inedite, scritte per l’occasione dal maestro Marco Bargagna. Attraverso questo vasto calendario, Lucca avrà la possibilità di vivere tre secoli di storia volti a rappresentare tutti i propri musicisti minori. Il percorso sarà lungo, e giungerà al termine a dicembre, con “Accademia”, quando verrà presentato un giovanissimo soprano lucchese emergente. Nel frattempo, tutti gli eventi estivi ed autunnali potranno essere consultati sul sito de “Il settecento musicale a Lucca”, dove è tutt’ora possibile studiarne l’ampio ed elaborato calendario. A seguito della presentazione del cartellone annuale, la Sagra musicale lucchese ha lasciato la scena ad un momento artistico dal titolo “Senza passioni è insignificante”, costruito intorno a una delle pagine dell’epistolario di Luigi Boccherini, la Lettera a Chénier, scritta a Madrid l’8 luglio del 1799. Il testo è stato proposto con la voce recitante di Antonio Branchi, accompagnato da una selezione dai Quintetti alla nazione francese composti dallo stesso Boccherini. Sul palco sono stati presenti gli interpreti Luca Celoni al violino primo, Enrico Bernini al violino secondo, Angela Landi alla viola, Paolo Ognissanti al violoncello e Giovanni Passalia al pianoforte. Il destinatario della lettera era Marie-Joseph Chénier, figura centrale della Francia rivoluzionaria, poeta, drammaturgo e uomo politico. Boccherini, attraverso i suoi testi e la sua musica, si rivolse a lui come “cittadino rappresentante”, chiedendo protezione per una propria opera dedicata alla nazione francese.



