Un concerto interamente dedicato alla propria musica, in una delle sale da concerto più prestigiose al mondo. Per il compositore lucchese Federico Favali il 6 febbraio 2026 resterà la data in cui alla Carnegie Hall di New York, è andato in scena un concerto monografico con lavori scritti negli ultimi dieci anni. Un traguardo importante, raggiunto a quarantaquattro anni, che rappresenta una tappa fondamentale nel suo percorso artistico.
Il programma ha proposto brani di diversa genesi e natura, composti nell'arco di un decennio. Nessun tema unificante dichiarato, il filo rotto ben riconoscibile è stato la figura stessa del compositore. «Prima del concerto ho introdotto io i brani, spiegando come erano nati – racconta Favali –. Non c'era un tema unico che li legasse, se non la mia stessa identità di compositore. È stato, in qualche modo, un autoritratto musicale».
"Shadows of Sound – A composer portrait concert", è stato il titolo del concerto. A suonare le musiche sono stati Claudio Carmelo Andriani, primo violino, Michele Ruggieri, secondo violino, Davide Bravo, viola, Alessandro Andriani, violoncello, Arianna Rinaldi, cantante, Tehilla Meller Andriani, flauto dolce.
Quello con New York non è un rapporto occasionale. Federico Favali ha vissuto in città per due anni, tra il 2017 2019, frequentando un master in Film Scoring alla New York University. Un'esperienza che ha contribuito a consolidare il suo sguardo internazionale. «Sono molto legato a New York perché ci ho vissuto due anni da studente. Tornarci oggi, con un concerto monografico alla Carnegie Hall, è una gioia enorme».
Prima dell'esperienza a New York, Favali aveva conseguito anche un master in composizione al King's College di Londra, rafforzando una formazione che unisce la tradizione europea e l'apertura internazionale. Nel 2015 è stato insignito del titolo di Lucchese dell'Anno per l'opera Il Crollo di Casa Usher, andata in prima assoluta al Teatro del Giglio nel 2014. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Romano Silva dal Lions Club Lucca Le Mura.
Parallelamente all'attività compositiva, è costantemente impegnato come conferenziere a livello internazionale: ha tenuto interventi nei cinque continenti e tornerà ad aprile a New York per una conferenza dedicata alla compositrice finlandese Kaija Saariaho. A luglio sarà visiting professor alla University of Waikato, in Nuova Zelanda.



