Domenica 23 agosto siamo stati a Vagli per una nuova puntata di In Voce Veritas. È stata una giornata molto interessante, durante la quale abbiamo incontrato rappresentanti russi e diverse personalità, ma soprattutto abbiamo avuto modo di parlare con il sindaco Mario Puglia.
E noi da Mario siamo voluti partire.
Perché quando si arriva a Vagli ci si rende subito conto che questo piccolo Comune delle Alpi Apuane ha fatto tante cose negli anni. Alcune possono piacere di più, altre possono far discutere, ma sicuramente Vagli oggi è conosciuta da tantissime persone. E dietro molto di quello che è stato fatto c'è Mario Puglia.
Gli abbiamo chiesto come sia riuscito a far crescere così tanto il suo territorio.
Mario, giustamente, ha risposto che non ha fatto tutto da solo, ma insieme ai suoi consiglieri e alla popolazione. Poi però ha raccontato quello che è cambiato in questi anni.
Quando iniziò ad amministrare, nelle cave lavoravano circa quindici persone e c'era una sola azienda marmifera. Oggi, secondo i dati che ci ha dato il sindaco, ci sono diciotto realtà e centinaia di lavoratori. Il settore genera un indotto molto importante e il Comune incassa circa un milione e mezzo di euro all'anno dalle attività legate alle cave.
Questi soldi sono serviti anche per cercare di sviluppare il turismo. E bisogna dire che di cose a Vagli ne sono state fatte.
C'è il Volo dell'Angelo, che è stata un'idea dello stesso Puglia e che richiama ogni anno tante persone. Ci sono il lago, Campocatino, l'Eremo di San Viviano, le montagne e i sentieri. E poi c'è la Via Vandelli, che attraversa questo territorio e porta ogni anno migliaia di camminatori.
Quest'anno sono state create anche delle spiagge intorno al lago.
Insomma, Mario Puglia di idee ne ha avute e continua ad averne.
Adesso però il problema, come ci ha spiegato lui stesso, è un altro: fare in modo che le persone non vengano soltanto a Vagli per qualche ora, ma rimangano sul territorio.
Servono quindi più strutture ricettive, più possibilità di mangiare e dormire e più servizi per chi decide di trascorrere qui qualche giorno. Il sindaco stima che siano tra le 150 e le 200 mila le persone che passano complessivamente da questo territorio. Sono numeri importanti per un Comune così piccolo.
Poi naturalmente abbiamo parlato anche del marmo.
A Vagli non è soltanto una risorsa economica. È stato utilizzato anche per realizzare le statue che si trovano sul territorio. Puglia ci tiene a precisare che il marmo è stato donato dalle aziende e che il Comune ha sostenuto pochissime spese per queste opere.
Durante questa giornata si è parlato molto anche dei rapporti tra Vagli e la Russia.
È un argomento delicato, soprattutto in questo momento, e proprio per questo abbiamo voluto fare delle domande molto dirette.
Puglia ha ricordato il suo passato e ha spiegato che i rapporti con la Russia sono nati nel tempo, anche attraverso il commercio del marmo e i contatti che dal 2004 si sono sviluppati con l’ambasciata. Ha tenuto, però, a precisare una cosa importante: tutto quello che viene fatto dal Comune avviene nel rispetto delle leggi italiane e ha aggiunto che Vagli non ha niente contro il popolo ucraino.
La cultura dovrebbe servire anche a questo: a mettere in comunicazione persone e popoli diversi, anche quando la politica internazionale attraversa momenti molto difficili.
I rappresentanti russi, che abbiamo incontrato, rispettivamente l’ambasciatore Aleksej Paramonov e il console a Genova Kirill Ignatov, hanno parlato proprio della volontà di sviluppare le relazioni culturali tra Italia e Russia e dell'interesse che, secondo la loro esperienza, molti italiani continuano ad avere per la cultura russa.
Ma a Vagli il rapporto con il popolo russo ha anche una storia molto più antica.
Durante la Seconda guerra mondiale alcuni russi furono portati in questa zona dai tedeschi e costretti a svolgere lavori molto pesanti. Mario Puglia racconta che gli abitanti di Vagli cercarono di aiutarli, anche portando loro da mangiare e rischiando in prima persona.
Successivamente alcuni di quegli uomini entrarono nelle formazioni partigiane e combatterono anche per liberare queste terre.
Questa secondo noi è una bella storia.
Perché prima della politica ci sono le persone. E quello che fecero allora gli abitanti di Vagli non aveva bisogno di tante spiegazioni: videro delle persone in difficoltà e cercarono di aiutarle.
Tornando però a Mario Puglia, ci ha colpito soprattutto il rapporto che ha con il suo Comune.
Mario ama Vagli.
Si vede da come ne parla. Conosce ogni progetto, ogni luogo, ogni possibilità che questo territorio potrebbe ancora sviluppare.
È un sindaco con un carattere forte e sicuramente non è una persona che passa inosservata. Negli anni alcune sue iniziative hanno fatto discutere. Ma è anche un sindaco che continua ad avere voglia di fare.
E questo bisogna riconoscerglielo.
Ha preso un piccolo Comune di montagna e ha cercato di farlo conoscere molto al di fuori dei suoi confini. Ha puntato sul marmo, sul turismo, sulla natura, sulla storia e anche sui rapporti culturali internazionali.
Ha fatto tutto bene? Saranno i cittadini a giudicarlo.
Ma certamente Mario Puglia ha fatto parlare di Vagli e soprattutto non ha mai smesso di credere nelle possibilità del suo paese.
Alla fine della nostra chiacchierata ci ha invitata a tornare per vedere meglio tutto il territorio.
Gli abbiamo detto di sì.
Perché Vagli ha ancora tante cose da raccontare.
E, conoscendo Mario Puglia, siamo abbastanza sicuri che anche lui abbia ancora parecchie cose da raccontarci.



