Ci sono incontri che non appartengono soltanto al gusto, ma toccano le corde più intime dell’anima. È con questo spirito che l’Accademia Maestrod’olio, guidata dal suo fondatore Fausto Borella, è lieta di consegnare un prestigioso premio all’olio extravergine di oliva firmato dal Maestro Riccardo Muti, della sua Tenuta “Il Trionfo de l’Ottagono”.
Non si tratta semplicemente di premiare un olio d'eccellenza, ma di celebrare un’armonia profonda. Così come sul podio il Maestro Muti dirige l'orchestra trasformando singole note in un’unica, maestosa sinfonia, tra gli ulivi della sua terra ha saputo guidare i ritmi della natura con la stessa gestualità sapiente, dando vita a un "oro liquido" di straordinaria intensità e purezza.
“Il Trionfo de l’Ottagono” è un racconto fatto di sole, pietra, attesa e rispetto per le proprie radici. Ogni goccia custodisce la dedizione di chi sa che la bellezza, quella vera, richiede tempo, rigore e un amore incondizionato per i dettagli.
«Premiare l’olio del Maestro Riccardo Muti è per noi un momento di profonda emozione», dichiara Fausto Borella. «In un sorso dell’olio della Tenuta “Il Trionfo de l’Ottagono” non c’è solo un profilo organolettico impeccabile, ma c’è poesia. C’è il silenzio della campagna che si fa canto, c’è il rispetto per la tradizione che diventa cultura. È la dimostrazione di come la ricerca dell’eccellenza sia un linguaggio universale, che unisca la musica e l’arte dell’olivicoltura italiana.»
Il premio, donato al Maestro Muti, è una scultura fusa in bronzo, intitolata: “L’Albero della vita”, creata da Andrea Roggi, affermato scultore e artista toscano, che con le sue opere raffiguranti l’olivo, l’uomo e la donna che si abbracciano in un unico corpo, celebrano il rito della vita e della nascita dell’olio di estrema qualità.
La consegna ufficiale del premio rappresenta un tributo all'Italia migliore: quella che sa emozionare il mondo attraverso l'arte, la cultura e i frutti della propria terra.
«Sono onorato di ricevere questo riconoscimento per un olio che ha per me un sapore ancestrale, che mi riporta alla terra della mia giovinezza e ai ricordi legati alla mia famiglia» commenta Muti, che racconta di come Castel del Monte, l’Ottagono cui rende omaggio il nome della sua tenuta, sia legato a uno dei suoi primi ricordi d’infanzia: «Quell’immagine mi folgorò e, crescendo, mi portò a interessarmi sempre di più al mistero che circonda il castello e alla figura di Federico II, che mi ha accompagnato per tutta la vita. Amo l’aria dei luoghi in cui sono cresciuto fino ai sedici anni, quando frequentavo la scuola e il mio primo conservatorio a Bari. Sono posti nei quali torno ogni volta che posso, soprattutto durante la Settimana Santa. La Puglia è parte di me e della mia vita.»



