C’è un’aria strana che si respira tra le strade di Altopascio, un’energia che solitamente appartiene ai quartieri più vibranti di Londra o ai distretti del design di Milano, ma che qui ha trovato un terreno fertile e inaspettato. Il fenomeno ha un nome che ormai risuona con insistenza nei salotti della ristorazione che conta: La Dogana.
Con tre aperture all’attivo e un’identità che spacca letteralmente lo schermo, questo brand nato in un piccolo paese della Toscana è finito dritto nel mirino dei grandi investitori. Ma cosa spinge colossi della finanza a guardare con così tanta bramosia verso una realtà di provincia? La risposta è un intreccio magnetico di visione, sostanza e una strategia di espansione che non ne sbaglia una.
La conquista del territorio: da Altopascio a Pisa
Il successo non è rimasto confinato tra le mura storiche di Altopascio, il quartier generale dove tutto è iniziato. La Dogana ha saputo esportare il suo modello con una precisione chirurgica. Prima è arrivata la sfida di Lucca, un’apertura definita da molti "spettacolare" per come ha saputo fondere l'eleganza della città murata con il carattere ruvido e autentico del brand.
Ma il vero colpo di grazia è arrivato con l’approdo a Pisa. In soli tre mesi, il locale è già diventato il leader indiscusso del settore, trasformandosi nel punto di riferimento assoluto per il mondo universitario e non solo. Vedere le code di ragazzi che scelgono la qualità di Mirko e Fabio invece dei soliti fast food è la prova tangibile che il gusto italiano, se comunicato bene, vince su tutto.
Il ritorno del "Re": il tagliere da asporto
Oltre ai locali fisici, c'è un progetto che sta riaccendendo l'entusiasmo dei fan: il leggendario tagliere da asporto. Se durante i momenti bui del Covid è stato il raggio di sole che ha portato allegria nelle case di migliaia di persone, oggi torna "più forte di prima".
La Dogana ha deciso di fare le cose in grande, appoggiandosi a una delle piattaforme leader mondiali per il delivery: Deliveroo. L’obiettivo è portare l’esperienza del locale direttamente sul divano di casa, mantenendo intatta la promessa del suo nuovo slogan: “non fredda , non sporca e mette tutti d’accordo”. Un concetto semplice ma rivoluzionario, capace di trasformare una cena improvvisata in un evento gourmet.
Fabio e Mirko: il segreto dietro il culto
Il motore di questa macchina rimane alimentato da due anime speculari. Da una parte la "pazzia" lucida di Fabio, il genio del marketing che ha saputo creare un linguaggio social dirompente, trasformando ogni tagliere in un desiderio condiviso da migliaia di follower. Dall'altra la passione sacrale di Mirko per l'eccellenza: una ricerca maniacale della materia prima che garantisce sostanza dietro ogni post su Instagram.
È questo cortocircuito tra avanguardia comunicativa e solidità artigianale ad aver scatenato la curiosità dei fondi d'investimento. Le proposte di acquisizione sono arrivate, anche generose, ma la risposta è stata un "no" carico di orgoglio.
Per ora, le sirene del capitale possono attendere. Con la leadership di Pisa consolidata e il lancio del delivery su Deliveroo, Mirko e Fabio hanno lo sguardo rivolto a un orizzonte molto più lontano. Ad Altopascio si sta scrivendo il futuro della ristorazione moderna, e la sensazione è che il viaggio sia appena iniziato.



