L’Accademia Italiana della Cucina continua a promuovere la tradizione culinaria del nostro Paese attraverso momenti di incontro che uniscono cultura, territorio e convivialità. In questo spirito si inserisce la recente conviviale organizzata presso l’Antica Macelleria Nutini, luogo iconico spesso definito il “tempio della ciccia” per la sua dedizione assoluta alla carne di qualità.
Situata nella “valle del bello e del buono”, a Piano di Coreglia, la storica macelleria rappresenta molto più di un semplice punto vendita: è un presidio della tradizione gastronomica toscana, dove il sapere artigianale si tramanda da generazioni. Qui la carne diventa protagonista di un racconto fatto di razze selezionate, tecniche di lavorazione antiche e rispetto per la materia prima. Insomma, un “bel vedere” quando osservi il banco delle carni della macelleria, ma anche un bel mangiare, quando ti siedi ed inizi la tua esperienza olfattiva nel tempio.
La conviviale dell’Accademia si è trasformata quindi in un vero e proprio viaggio sensoriale. I partecipanti hanno potuto degustare tagli pregiati preparati secondo metodi tradizionali, esaltati da cotture semplici ma rigorose, capaci di valorizzare ogni sfumatura di gusto. Non sono mancati i grandi classici della macelleria toscana, accompagnati da vini del territorio lucchese, un bianco e un nero di Montecarlo, che ne hanno esaltato ulteriormente il carattere. Gli antipasti selezionati con altrettanti affettati di produzione propria con il classico prosciutto bazzone accompagnanti da formaggi, crostini e polenta fritta con ragù immancabilmente di carne proveniente dalla macelleria. A seguire il primo piatto di tortelli sempre e naturalmente al ragù di carne con ripieno anche questa volta di carne. Una grigliata mista ha stimolato, qualora ve ne fosse ancora bisogno, le papille gustative degli esperti commensali. Hanno fatto da padrone, anche se non prodotte in macelleria, le portate che hanno accompagnato le carni, ovvero le ottime patate arrosto e la favolosa grigliata di verdure, sapientemente scelte dallo chef.
Momento centrale della serata è stato il dialogo tra accademici e ospiti, un confronto ricco di spunti sul futuro della cucina italiana e sull’importanza di preservare le tradizioni locali. In un’epoca di globalizzazione gastronomica, realtà come l’Antica Macelleria Nutini dimostrano quanto sia fondamentale mantenere vivo il legame con le proprie radici. Una illustrazione del titolare delle varie pezzature dell’animale mucca con le sue varie sfumature e definizioni ha allietato la serata oltre ad una breve esposizione di un ospite che ha portato all’attenzione le moderne tecnologie di sorvolo del territorio come quella dei droni che stanno rivoluzionando e rivoluzioneranno il futuro anche della nostra valle con servizi o “service” sempre più vicini ai cittadini e al territorio. Alla fine la consegna della vetrofania dell’Accademia Italiana della Cucina da parte del Delegato Ezio Pierotti al titolare Paolo Nutitini, della quale si potrà fregiare d’ora in poi l’Antica Macelleria Nutini che da anni si distingue per qualità e professionalità sul nostro territorio, elemento anche questo identitario di tradizioni che altrimenti andrebbero perse.
Queste conviviali “accademiche” non sono quindi semplici cene, ma occasioni di riflessione e condivisione, in cui il cibo diventa linguaggio culturale. L’Accademia Italiana della Cucina, ancora una volta, conferma il proprio ruolo nel valorizzare l’identità gastronomica italiana, scegliendo luoghi simbolo come questo “tempio della ciccia” per raccontare storie autentiche di passione e tradizione.



