Erano gli anni ’70 e lavoravo presso la Cassa di Risparmio di Lucca dal novembre del 1961 (l’anno stesso in cui mi diplomai ragioniere; fui fortunato). Armando Spinelli, mio coetaneo, era segretario dell’organizzazione Cisl dei bancari che a quel tempo si chiamava FIB-Cisl. Era riuscito a farmi iscrivere a quel sindacato, e non fu difficile, perché ne condividevo l’ispirazione e i programmi. Scadeva il suo mandato e mi offrì di sostituirlo. Naturalmente occorreva un congresso perché ciò si realizzasse, e il congresso provinciale mi scelse. Ho fatto il segretario della FIB-CISL per 8 anni, dal 1970 al 1978.
Potei vivere i momenti più significativi della vita sindacale di quegli anni nella provincia di Lucca.
La Cisl e la Cgil avevano due segretari di grande personalità. La Cisl aveva Delfo Fenili e la Cgil Sergio Gigli (che poi divenne senatore). Gigli era molto legato al rione di Pelleria, il mio rione, e anche per questo godeva la mia stima e la mia simpatia. Le 2 organizzazioni erano a quel tempo molto forti e ascoltate. C’era anche la UIL ma aveva meno presa sui lavoratori. Non ricordo il nome del suo segretario, forse Del Papa, e me ne scuso, il quale era anche un lavoratore bancario presso il Banco di Roma.
La Cisl aveva la Sede principale in Piazza S. Maria Bianca nel bel palazzo che si ammira tuttora; la Cgil in Via Fillungo accanto alla Banca che un tempo si chiamava Banca d’America e d’Italia. La UIL, se non ricordo male, nei dintorni di Piazza Bernardini.
Delfo Fenili aveva un eloquio avvolgente ed efficace, e nelle manifestazioni pubbliche, i suoi interventi avevano presa sul pubblico. Lo ricordo con tanto affetto, anche per la stima che mi riservò. Dopo di lui venne Antonio Rossetti, molto vivace e dall’intelligenza pronta, che amava anche dipingere. Ho in casa 2 sue litografie, che conservo caramente perché mi ricorda quegli anni, che furono di mia grande soddisfazione. Godevo la stima anche dei segretari delle altre organizzazioni bancarie della CGIL e della Uil, e anche della Fabi, il sindacato autonomo, che alla Cassa di Risparmio di Lucca godeva della maggioranza di adesioni. Il suo segretario, Giancarlo Ieri, era un simpatizzante di sinistra, ma sapeva mantenere l’equilibrio nel suo sindacato.
Perché scelsi il sindacato anziché la politica, che mi aveva offerto più volte un incarico? Perché già allora non mi piaceva, coinvolta, come lo è ancora, in tanti bisticci, compromessi e contraddizioni. Il sindacato invece era costretto alla concretezza, per il contatto necessario e vitale con i lavoratori. Coi quali non si poteva mentire e ai quali era dovuto un sacro rispetto. Fui contento di aver scelto quella strada, e ricordo con affetto i tanti miei collaboratori. Affinché fosse efficace la mia segreteria, mi abbonai ad alcune riviste giuridiche e quando incontravo una sentenza che era favorevole al mondo del lavoro e ne ricavavo un interesse anche per la categoria, redigevo di mio pugno una circolare esplicativa (ecco perché un po’ di diritto di lavoro mi è entrato nel sangue, ricevendo le lodi di un autentico maestro, il prof. Giuseppe Pera) e la inviavo a tutte le filiali bancarie della provincia di Lucca. In forza dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, ho anche difeso, con sorti alterne, davanti ai Pretori, le ragioni dei lavoratori. Una di queste cause finì con una sentenza rivoluzionaria, che, divenuta, definitiva, fu ospitata dalla Rivista giuridica del lavoro diretta da Giulio Natoli, che ebbi il piacere di conoscere e di parlarci.
La Cassa di Risparmio di Lucca e la Banca del Monte di Lucca hanno tanti contratti integrativi che recano la mia firma. Al tavolo delle trattative spesso ero io a condurre il confronto, ma al mio fianco c’erano gli altri segretari a darmi man forte, che ricordo con nostalgia: appunto Giancarlo Ieri e Giampiero (mi sembra questo il nome) Natali, quest’ultimo di una intelligenza e acutezza sopraffine.
Oggi il sindacato vive un certo discredito. Se lo è meritato? Non so rispondere, poiché ormai vivo da eremita, ma dico soltanto che il sindacato è una struttura importante per i lavoratori, che altrimenti sarebbero in balia delle organizzazioni padronali, sempre forti e mai generose. Se lo si sente in crisi oggi, (tanti ne parlano male, accusandolo di essersi imborghesito) sono sicuro che rinascerà, poiché da quando è nato con lo sviluppo della civiltà industriale, di esso non se ne potrà mai fare a meno.
Scelsi il sindacato Cisl
Scritto da Bartolomeo Di Monaco
Economia e lavoro
15 Ottobre 2026
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