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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
14 Settembre 2026

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"La scuola a Lucca riparte precaria". È questo il titolo dell'iniziativa in programma lunedì prossimo (21 settembre) alle ore 18.15, nella sede della CGIL di Lucca (in via Gaetano Luporini 1115/F, accanto alla Motorizzazione civile), promossa da Alleanza Verdi Sinistra-Europa Verde e FLC-CGIL, per fare il punto sulla situazione della scuola lucchese all'avvio del nuovo anno scolastico e, in particolare, sull'emergenza rappresentata dal ricorso strutturale alla precarietà. Tra i relatori previsti, spiccano il segretario regionale Rossano Rossi e la presidente della commissione scuola del Consiglio regionale Diletta Fallani

I numeri emersi in queste prime settimane descrivono infatti una situazione che non può più essere considerata straordinaria. Su un organico scolastico provinciale che conta poco meno di 5mila lavoratrici e lavoratori, i precari sono circa 3mila. Le nomine effettuate finora sono circa 1.400 e già nel mese di agosto sono stati assegnati 1.263 posti a tempo determinato.

Particolarmente rilevante è il dato del sostegno: delle 1.263 assegnazioni complessive per l'anno scolastico 2026/27, 908 riguardano insegnanti di sostegno, di cui 502 attraverso il meccanismo della continuità didattica. Altri 355 incarichi riguardano gli altri insegnamenti. Un quadro che mostra quanto il funzionamento ordinario delle scuole della provincia dipenda ormai ogni anno da centinaia e centinaia di lavoratrici e lavoratori senza una posizione stabile.

La distribuzione delle assegnazioni conferma la dimensione del fenomeno in tutti gli ordini scolastici: 63 nella scuola dell'infanzia, 202 nella primaria, 177 nelle medie e 319 nelle superiori, a cui si aggiungono le conferme sul sostegno. Tra gli istituti con il maggior numero di assegnazioni figurano anche l'ISI Pertini con 30 e il Liceo Passaglia con 27 ciascuno.

Ma alla quantità del precariato si aggiungono i problemi legati alle procedure di reclutamento. In queste settimane FLC-CGIL ha denunciato le conseguenze del sistema informatizzato delle nomine, con docenti che avrebbero potuto ottenere sedi più vicine alla propria residenza penalizzati dal funzionamento dell'algoritmo e dalla pubblicazione tardiva delle disponibilità. Emblematico il caso delle 27 cattedre annuali comparse soltanto nel secondo bollettino del 10 settembre, quando, secondo il sindacato, avrebbero dovuto essere disponibili già nel primo turno di assegnazioni di fine agosto.

A questo si aggiunge un altro fronte, quello delle ferie non godute e non pagate dei docenti precari, sul quale, dopo le recenti pronunce della giustizia, potrebbero aprirsi in provincia di Lucca oltre mille vertenze.

"L'incontro di lunedì prossimo vuole quindi partire dai problemi concreti registrati nelle scuole lucchesi per allargare la riflessione alle politiche nazionali sul reclutamento, sulla stabilizzazione del personale e sugli investimenti necessari per la scuola pubblica – spiegano gli organizzatori - Ad aprire l'iniziativa saranno i saluti di Marta Glenda Lugano e Luca Fidia Pardini, coportavoce di Europa Verde Lucca. Le introduzioni saranno affidate ad Antonio Mercuri, segretario FLC-CGIL Lucca, e Diletta Fallani, presidente della Commissione scuola e cultura del Consiglio regionale della Toscana. Interverranno Fabrizio Simonetti, segretario generale CGIL Lucca; Luigi Sofia, docente precario e consigliere comunale di Pisa; Gaia Previti, docente di ruolo e componente del direttivo docenti precari della Toscana; e Carlotta Lattanzi, docente precaria. Le conclusioni saranno affidate a Rossano Rossi, segretario generale CGIL Toscana. A coordinare l'incontro sarà Daniele Bianucci, consigliere comunale di Lucca".

"Non siamo di fronte a un insieme di casi isolati, ma a un sistema che da troppi anni utilizza il precariato come elemento strutturale per garantire il funzionamento della scuola pubblica – proseguono i promotori dell'iniziativa –. Dietro questi numeri ci sono insegnanti che ogni estate non sanno dove lavoreranno, persone costrette a cambiare scuola e spesso città, diritti che devono essere rivendicati nei tribunali e, soprattutto, studenti e famiglie che rischiano di perdere quella continuità didattica che dovrebbe essere uno degli elementi fondamentali della qualità della scuola. Stabilizzare il personale significa riconoscere i diritti di chi lavora, ma significa anche dare una scuola migliore alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi".

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