Roma impone, Viareggio si oppone: le lavoratrici e i lavoratori dell’IIS Galilei Artiglio, riuniti in un’ampia e partecipata assemblea sindacale lo scorso 20 marzo, hanno approvato all’unanimità un documento di ferma condanna nei confronti della riforma degli Istituti tecnici, la cui entrata in vigore è prevista per l’anno scolastico 2026/2027.
Una bocciatura senza appello per viale Trastevere che, come fanno sapere dall’assemblea, non parte da posizioni ideologiche, ma anzi si basa su una serie di punti ben identificati che rischiano di minare non solo gli Istituti tecnici, ma la stessa Scuola italiana alle basi.
L’assemblea esprime una profonda preoccupazione per un impianto normativo che sembra voler trasformare la scuola in un centro di addestramento funzionale esclusivamente alle logiche di mercato, che non guarda ai bisogni e alle aspirazione degli studenti e delle loro famiglie. E ancora: si tratta di una riforma calata dall’alto, mai discussa con chi lavora quotidianamente con studentesse e studenti, presentata una volta terminate le iscrizioni di ragazze e ragazzi delle future classi prime.
Tra i punti più critici evidenziati dal documento:
- riduzione del valore culturale:il rischio concreto è la trasformazione dei percorsi scolastici in mero addestramento al lavoro;
- caos iscrizioni:le famiglie hanno iscritto i propri figli seguendo il vecchio ordinamento, senza informazioni sul nuovo assetto. Questo genererà una situazione caotica a settembre, con studenti in percorsi non scelti, che non esistevano al momento dell’iscrizione;
- divario territoriale:la sinergia con gli ITS penalizza alcune regioni italiane, dove il tessuto produttivo è meno solido, creando un sistema educativo a doppia velocità;
- incertezza normativa:mancano ancora linee guida ufficiali su aspetti cruciali come le classi di concorso, la riduzione delle ore di insegnamento e la gestione delle materie opzionali.
Peggioramento delle condizioni di lavoro
Il personale denuncia inoltre un significativo peggioramento delle condizioni professionali, costretto ad adattarsi a cambiamenti continui senza formazione o riconoscimento adeguati e, soprattutto, senza alcun coinvolgimento reale nella progettazione della riforma.
Una riforma che, va sottolineato, può impattare sulla vita concreta dei dipendenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, causandone ad esempio il trasferimento per mancanza di ore utili. Viene inoltre segnalato il rischio di una crescente ingerenza di soggetti privati nella definizione dei percorsi formativi pubblici, a discapito della natura pubblica e democratica della Scuola.
Appello alla mobilitazione
L’assemblea dell’IIS Galilei Artiglio dichiara la propria indisponibilità ad accettare passivamente l'attuazione di tali misure e annuncia la volontà di opporsi concretamente attraverso forme di non adesione.
Contestualmente, viene rivolto un appello urgente a tutte le sigle sindacali affinché:
- si costruisca una risposta collettiva in tutti gli Istituti;
- venga proclamato uno sciopero generale del comparto Scuola;
- si organizzino manifestazioni e presidi su tutto il territorio nazionale per difendere la Scuola come presidio democratico e strumento di emancipazione sociale.
"In assenza di un reale confronto e di modifiche sostanziali," conclude il documento, "la mobilitazione proseguirà con determinazione nella difesa della qualità dell'istruzione pubblica".



