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Venerdì 21 Agosto 2026
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Scritto da Mariella Bonacci
Economia e lavoro
21 Agosto 2026

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Da questo mese c’è una voce nuova nei nostri approfondimenti. È quella di Giuseppe Cirina, che entra a far parte della squadra insieme a Francesca Ricci, Antonello Cresti e alla sottoscritta.

Il suo arrivo nasce dalla volontà di ampliare lo spazio dedicato all’analisi e al racconto di un mondo che cambia rapidamente: economia e geopolitica, certo, ma anche cultura, storia, antropologia, scuola, società e costume. Perché dietro i grandi fenomeni internazionali ci sono sempre territori, comunità, imprese e, soprattutto, persone.

Chi è Giuseppe Cirina

Giuseppe Cirina si occupa da tempo di analisi economica e geopolitica, con una particolare attenzione al Mediterraneo, al Nord Africa, al Medio Oriente e ai processi di internazionalizzazione delle imprese.

Il tratto più interessante del suo lavoro è probabilmente il metodo. Cirina non si limita alla lettura dei grandi indicatori economici o delle dichiarazioni ufficiali, ma cerca di mettere insieme fonti diverse: dati, rapporti istituzionali, osservazione diretta, relazioni con il mondo imprenditoriale e contatti maturati nei territori.

Un approccio che prova a rispondere a una domanda semplice soltanto in apparenza: che cosa sta realmente accadendo dietro i numeri e dietro le parole della politica?

Ed è proprio da questa domanda che partiranno molti dei suoi contributi.

Tra i territori maggiormente osservati da Cirina ci sono Tunisia e Libia, due Paesi che troppo spesso, in Europa, vengono raccontati quasi esclusivamente attraverso le lenti dell'emergenza, delle migrazioni o dell'instabilità politica.

La realtà, però, è più complessa.

In Tunisia, e in particolare ad Hammamet, Cirina osserva le trasformazioni economiche e sociali di un Paese che può giocare un ruolo importante nei nuovi rapporti produttivi tra le due sponde del Mediterraneo. Capitale umano, vicinanza geografica all'Europa e struttura industriale rendono infatti il Paese particolarmente interessante anche nell'ottica del nearshoring, cioè dell'avvicinamento delle attività produttive ai mercati europei.

Diverso, ma altrettanto complesso, è il caso della Libia. Qui l'attenzione si concentra sulle differenze e sulle relazioni tra Tripolitania e Cirenaica, sui processi di ricostruzione urbana, sulle infrastrutture, sulla logistica e, inevitabilmente, sul settore energetico.

Bengasi e la Cirenaica diventano così punti di osservazione privilegiati per comprendere equilibri che non riguardano soltanto la Libia, ma l'intero Mediterraneo centrale.

Quando la diplomazia parte dai territori

Un altro tema che Cirina porterà nei nostri approfondimenti è quello della diplomazia territoriale.

Accanto ai rapporti tradizionali tra Stati esiste infatti una rete meno visibile, ma spesso molto concreta, fatta di relazioni tra città, imprese, istituzioni locali e comunità.

Milano, Verona, Tripoli, Plovdiv e Zintan sono alcuni dei luoghi che entrano in questa geografia di rapporti. Missioni imprenditoriali, scambi commerciali, collaborazioni culturali e iniziative turistiche possono trasformare la cooperazione internazionale da formula diplomatica a esperienza concreta.

È una prospettiva interessante soprattutto perché riporta la geopolitica a una dimensione spesso dimenticata: quella dei territori.

Arabia Saudita e Golfo: un mondo che sta cambiando

Lo sguardo si sposterà anche verso l'Arabia Saudita e i Paesi del Golfo, dove sono in corso trasformazioni economiche e sociali destinate ad avere conseguenze ben oltre i confini regionali.

Il programma Vision 2030 saudita, in particolare, sarà osservato non soltanto come grande progetto politico, ma attraverso le opportunità industriali, tecnologiche e commerciali che può aprire e le difficoltà che le imprese europee e italiane devono conoscere prima di affrontare quei mercati.

I Paesi del Golfo, del resto, non sono più soltanto grandi produttori di energia: stanno assumendo sempre più il ruolo di investitori globali, capaci di orientare capitali, infrastrutture, tecnologia e strategie di sviluppo. 

Africa: non una periferia, ma uno dei centri del futuro

Uno spazio importante sarà dedicato all'Africa.

Non un'Africa raccontata come un blocco indistinto, ma un continente attraversato da enormi differenze e da processi economici, demografici e infrastrutturali che avranno un peso crescente negli equilibri mondiali.

In questa prospettiva si colloca anche il progetto TASCI, attraverso il quale Cirina pone l'attenzione sull'integrazione tra infrastrutture, energia e industria e sulla possibilità di costruire corridoi di sviluppo capaci di mettere in relazione aree differenti del continente.

Il Mediterraneo, in questa lettura, smette di essere un confine meridionale dell'Europa e torna a essere ciò che è stato per secoli: uno spazio di connessioni.

Energia e materie prime: dietro la geopolitica c'è la vita quotidiana

Energia, sicurezza economica e materie prime saranno inevitabilmente altri grandi temi.

Oil & gas, energie rinnovabili, idrogeno e approvvigionamento delle risorse strategiche non sono più questioni riservate agli specialisti. Entrano direttamente nella vita quotidiana delle famiglie, nella competitività delle imprese e nelle scelte politiche degli Stati.

Capire come Europa, Nord Africa e Medio Oriente potranno costruire nuove filiere energetiche significa quindi provare a comprendere anche quale sarà il peso economico e politico del Mediterraneo nei prossimi decenni.

Uno sguardo rivolto anche alle imprese italiane

C'è infine un tema che ci riguarda molto da vicino: quello delle piccole e medie imprese italiane.

Il nostro Paese possiede realtà produttive altamente specializzate e, in molti casi, tecnologicamente avanzate, che tuttavia non sempre dispongono degli strumenti, delle reti o delle dimensioni necessarie per affrontare con sicurezza i mercati internazionali.

Raccontare questi mercati significa allora anche spiegare quali opportunità esistono, quali errori evitare e quanto contino le relazioni, la conoscenza delle culture locali e la costruzione di partnership solide.

Una nuova voce, nuove domande

Giuseppe Cirina porterà questi temi nei nostri video, negli interventi, negli editoriali e negli approfondimenti. Ma soprattutto porterà un punto di vista.

Forse è proprio questo l'aspetto che ci interessa maggiormente.

Non vogliamo aggiungere semplicemente un altro commentatore. Vogliamo aggiungere domande, prospettive e strumenti per leggere fenomeni che spesso sembrano lontani e che invece finiscono per incidere, molto concretamente, anche sulle nostre vite.

Per questo siamo felici di dare il benvenuto a Giuseppe.

Perché in un tempo nel quale tutti sembrano avere una risposta immediata su tutto, noi continuiamo a pensare che il compito più interessante dell'informazione sia un altro: osservare, approfondire, mettere in relazione i fatti e provare a capire.

E, possibilmente, farlo insieme ai nostri lettori e ai nostri spettatori.

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