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Scritto da Redazione
Economia e lavoro
06 Novembre 2020

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Ance Toscana Nord ha già denunciato, in più circostanze, le difficoltà che per le imprese edili rappresenta la chiusura, ancorché "ragionata", degli uffici pubblici a cui ogni giorno dobbiamo ricorrere per poter lavorare: dagli uffici gare, all'urbanistica, al traffico. Chi opera nel settore dei lavori pubblici, ma anche nell'edilizia privata, sa bene che l'interfacciarsi con l'amministrazione è spesso il primo, iniziale e imprescindibile atto di ogni sua iniziativa imprenditoriale.

L'edilizia, inoltre, è ormai considerata la leva di una ripresa che ogni giorno si fa più urgente; e, purtroppo, alle condizioni date, sempre più lontana. "Mai come adesso - afferma Alessandro Cafissi, presidente di Ance Toscana Nord, che solleva la questione -sarebbe fondamentale un patto di collaborazione tra privato e pubblico; che invece troviamo non attrezzata a lavorare a distanza, impreparata sul   piano della digitalizzazione delle funzioni e degli archivi, e tuttavia costretta a lavorare in modalità smart".

E' evidente che i pubblici dipendenti, come le imprese, sono stati travolti dall'onda spaventosa della pandemia e quindi non è loro imputabile il disagio della aziende e dei cittadini: " I dati rilevati dal Centro Studi Confindustria Toscana Nord - illustra Oliviero Del Debbio, Vicepresidente per Lucca di Ance Toscana Nord - dimostrano che il blocco delle attività, dovuto all'emergenza Covid-19 ha fortemente condizionato le imprese iscritte alla Cassa nell'area Lucca Pistoia Prato; nel primo trimestre si sono registrate flessioni nel numero di imprese, operai e ore lavorate a causa del forte calo registrato a marzo, e ad aprile l'attività si è praticamente azzerata. Con la ripartenza, a luglio ed agosto le ore lavorate sono risultate superiori a quelle del 2019, con dinamiche non molto difforme fra Lucca Pistoia e Prato".

"In questo contesto, e alla luce della seconda ondata- commenta il Vice Presidente di Pistoia, Giacomo Salvi -  deve essere chiaro a tutti che  la macchina amministrativa è lo snodo da cui partono autorizzazioni, permessi, controlli, contratti che regolano la vita del comparto edile, che, superato il primo lockdown di diritto si sta trovando in un lockdown di fatto".

Ci sono soluzioni immediate? Cafissi Del Debbio e Salvi  le indicano in maniera chiara: "Esistono soluzioni da porre in essere da subito:orari di apertura prolungata, su appuntamento senza code e assembramenti; estensione del  principio del silenzio-assenso a tutte le procedure autorizzative con controlli ex post a cui ben volentieri ci sottoporremo; reperibilità inequivocabile del dipendente preposto all'Ufficio, dotato dei mezzi di lavoro e connettività che gli consentano di essere raggiunto per svolgere fuori dalla postazione fisica di lavoro la propria pubblica funzione". 

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