Cultura
La fede nelle domande di ogni giorno
Link al video completo: https://www.youtube.com/watch?v=919uO0FioIY La fede entra nella vita delle persone attraverso esperienze diverse: una vocazione, un’abitudine familiare, una preghiera…

Stagione dei concerti: ecco gli appuntamenti di autunno dell'AML
Un sorprendente quartetto di saxofoni con musica che va dal Romanticismo alle grandi colonne sonore, un appuntamento dedicato ai Quartetti di Šostakovič, un pianista vincitore del Concorso Busoni…

I Lunedì della Cultura anche quest'anno al Palazzo Ducale di Lucca, grazie all'associazione culturale Amici di Enrico Pea
I nomi che hanno fatto grande la cultura europea, la crisi della globalizzazione, Nicolò Machiavelli nel quinto centenario della morte. "Arte e cinema" e "Docenti per un giorno" le nuove sezioni di questa edizione

Lucca Genius Loci 2026, sabato 3 ottobre (ore 19, Teatro San Girolamo) il concerto "La musica è fatta per parlare al cuore dell'uomo"
Prende il via sabato 3 ottobre (ore 19, Teatro San Girolamo) l'edizione 2026 di Lucca Genius Loci, il progetto culturale diffuso, costruito attraverso appuntamenti e collaborazioni, che…

La cultura cura: Regione Toscana Fondazioni e Asl unite per rafforzare il welfare culturale
Una web app, finanziamenti e supporto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e l'esperienza indicata come best practice regionale. Durante il convegno "Bella lì. La cultura che cura" la firma di una lettera di intenti

L'Accademia delle Muse di Viareggio amplia i propri orizzonti culturali: al via i corsi di lingua e cultura russa
La scuola diretta da Susanna Altemura arricchisce la proposta per il nuovo anno accademico con una nuova collaborazione internazionale, unendo la tradizione artistica e musicale a percorsi di approfondimento linguistico e culturale

Anteprima del libro sulla storia di Lucca di Massimo Baldocchi
Venendo a trovarmi a casa mia mi ha donato un’anteprima: il manoscritto in cui racconta la storia della città di Lucca. Baldocchi ha il titolo di ragioniere, come…

San Francesco e Dante Alighieri
Dante Alighieri, parlando con San Tommaso D’Aquino, esalta San Francesco d'Assisi nel Canto XI del Paradiso. Dante aveva cominciato la “Commedia” (Boccaccio è l’autore della definizione di Divina,…

Mostra 'Sui passi di San Francesco' nella chiesa di San Cristoforo in via Fillungo
Unione Cattolica Artisti Italiani in collaborazione con l'Arcidiocesi di Lucca presenta la mostra "SUI PASSI DI FRANCESCO", che espone le opere selezionate del *Concorso Artistico per i Giovani

La mostra che racconta il ruolo della Repubblica di Lucca nell'elevazione della diocesi ad arcidiocesi
Dal 26 settembre al 26 ottobre all’Archivio di Stato di Lucca. Tre le molte preziose testimonianze, esposto anche l’originale della bolla emanata da papa Benedetto XIII l’11 settembre 1726

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"Non son neanche del paese/ Ho una valigia di carton/ Sono vestito, sì, in borghese/ Ma dentro c'è il bandoneon" cantava Paolo Conte. E chissà se il cantautore astigiano, ne "Il regno del tango" (Elegia, 2004), si riferiva proprio a lui quando raccontava del misterioso 'tanguero encantador'.
Certo, con il bandoneon, il piccolo Astor aveva dimestichezza: lo ricevette in regalo dal padre, all'età di otto anni, e lo iniziò a strimpellare da autodidatta; e doveva aver confidenza anche con le valigie (non sappiamo se di 'carton') e con quel senso di estraneità che ti trasmette un paese nuovo, dato che Piazzolla, figlio di emigrati italiani - la mamma, Assunta, era garfagnina, di Massasassorosso - era nato sì in Argentina ma, soprattutto da piccolo, fece la spola tra New York e Mar del Plata, per poi stabilirsi, da adulto, per un po' anche in Europa.
"Bandoneon/ Vecchio leon/ Mordila". Può un bandoneon (per i profani, un tipo di fisarmonica nata per accompagnare le cerimonie religiose) mordere? Sì, non solo: può anche ammaliare e sedurre. Chi, per esempio? Maria. Ma chi è Maria? E' una donna, poco più che adolescente, che, nata in un sobborgo miserabile di Buenon Aires, vive una condizione di esilio, interiore ed esteriore. E' una giovane migrante ingenua, piena di speranze, che, tutto d'un tratto, si ritrova a dover fare i conti con il mondo, sudicio e corrotto, della metropoli. Partita candida, vergine e pura, finisce macchiata dal peccato nel girone infernale della città: si prostituisce, viene violentata, picchiata, straziata ed infine uccisa.
Cos'è questa storia di Maria? Per dirla alla Victor Hugo (che ne I miserabili inventa un personaggio che, a tratti, lo ricorda: Fantine): "E' la società che compra una schiava. A chi? Alla miseria". Maria vive in una sconfinata città, eppure, sul palco, viene rappresentata in una gabbia: un abito rosso scarlatto, che sembra quasi un marchio di infamia cucito addosso - quello della peccatrice, di hawthorniana memoria; dietro di lei, una ninfa con un vestitino bianco (metafora della sua purezza) angelica, leggiadra e danzante; intorno, un cast di ballerine a lutto, con costume nero, accerchiate da ballerini nudi, sinistri e famelici, a simboleggiare la tentazione e la perdizione.
"Maria de Buenos Aires", l'opera tango che ha chiuso la stagione lirica al Teatro del Giglio, non è la storia di Maria: è la storia delle tante Marie che, in ogni tempo e luogo, hanno portato una croce. In sostanza, Maria è una martire. Non di vocazione, ma di necessità. Maria è il simbolo di tutte le donne violate, vittime di violenza, carnale e psicologica. Maria è il sacro che diventa profano; la virtù che cede al vizio; il bene che si arrende al male. Maria è un fiore calpestato. Un'innocente sul patibolo. Una santa peccatrice. Maria è tutte le donne che subiscono ingiustizia per il solo fatto di essere... donne.
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